Da "Il sole 24 ore"
Gabriele Iampieri

Gabriele Iampieri

Coordinatore Area Urbanistica, Lavori Pubblici, Infrastrutture, ANCE Chieti Pescara, Gruppo Giovani ANCE Chieti Pescara

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Telefono: 085 4325536 - 3405787941
Email: g.iampieri@confindustriachpe.it

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 279 del 23 novembre scorso, è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Infrastrutture 11 novembre 2021, contenente la rilevazione delle variazioni percentuali, in aumento e in diminuzione, superiori all’8% dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi, verificatesi nel primo semestre 2021.

Pertanto, in conformità a quanto statuito dall’articolo 1-septies, del DL 25 maggio 2021, n. 73 - cd. “Sostegni-bis” - a partire dalla data di ieri (giorno di pubblicazione in Gazzetta del DM) dovranno conteggiarsi i 15 giorni per la presentazione delle istanze di compensazione, che, quindi, avranno come termine finale l’8 dicembre pv.

Al riguardo, considerata la natura festiva di tale termine, dovrebbe trovare applicazione il principio generale del suo automatico slittamento al primo giorno lavorativo utile (ossia al 9 dicembre 2021).

In ogni caso, trattandosi di un termine fissato a pena di decadenza, si raccomanda alle imprese la massima attenzione al riguardo, al fine di non incorrere in tardività nella presentazione delle istanze, che comprometterebbe definitivamente il diritto di ottenere i riconoscimenti compensativi.

La normativa di riferimento

Il decreto in commento dà attuazione a quanto previsto dall’art. 1 - septies del DL 25 maggio 2021, n. 73 - cd. “Sostegni-bis” – che, come noto, ha introdotto una disciplina compensativa eccezionale per fronteggiare i rincari straordinari determinatisi nel primo semestre 2021.

La disposizione è frutto di una intensa azione dell’ANCE che, fin dalla fine dell’anno scorso, ha lanciato l’allarme sulla drammatica situazione in atto, invocando un intervento straordinario ed urgente da parte del Governo al fine di ricondurre ad equità i contratti in corso e scongiurare il rischio di un blocco generalizzato degli appalti.

La disciplina introdotta, applicabile esclusivamente ai contratti pubblici, ha carattere eccezionale, in quanto - in analogia a quanto già avvenuto nel 2008 - è destinata ad introdurre un regime compensativo straordinario, applicabile unicamente ai lavori eseguiti e contabilizzati in un arco temporale ben circoscritto, cioè quello compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2021.

Per quanto riguarda i lavori eseguiti e contabilizzati negli anni precedenti, invece, la legge ha lasciato invariata la disciplina pregressa.

Si ricorda che la speciale disciplina revisionale introdotta, può trovare applicazione unicamente in presenza di tre specifiche condizioni:

  • il contratto per il quale si intende richiedere la compensazione doveva essere in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL “Sostegni-bis” (cioè il 25 luglio 2021);
  • il contratto deve derivare da offerte presentate nel 2020 o in anni antecedenti;
  • l’istanza di compensazione deve riguardare materiali impiegati in lavorazioni eseguite e contabilizzate nel primo semestre 2021.

Ai sensi della normativa, le compensazioni, sia in aumento che in diminuzione, potranno trovare applicazione anche in deroga a quanto previsto dagli articoli 133 del Codice De Lise (d.lgs. 163/2006) e 106, comma 1, lettera a) del Codice 50/2016, ma dovranno essere determinate al netto di eventuali riconoscimenti revisionali già riconosciuti e liquidati all’impresa per il medesimo periodo.

Per quanto attiene alla quantificazione dei riconoscimenti revisionali, le compensazioni saranno determinate applicando alle quantità dei singoli materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate nel periodo di riferimento (1° gennaio – 30 giugno 2021) le variazioni percentuali rilevate dal DM rispetto ai prezzi medi vigenti al momento dell’offerta.

I riconoscimenti revisionali dovuti saranno, comunque, solo quelli eccedenti l’alea di riferimento che – come noto - è quella dell’8%, nel caso di offerte presentate nell’anno 2020, e del 10% complessivo nel caso di offerte anteriori al 2020.

In generale, ciascuna stazione appaltante dovrà provvedere alle compensazioni anzitutto con risorse proprie, attingendo ai seguenti fondi:

1) il 50% delle somme appositamente accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni intervento, se non destinate ad altri impegni contrattuali già assunti, nonché eventuali ulteriori somme a disposizione per lo stesso intervento;

2) ribassi d’asta, qualora non ne sia prevista una diversa utilizzazione secondo le norme vigenti;

3) somme relative ad altri interventi ultimati, per i quali siano stati eseguiti i collaudi ed emanati i certificati di regolare esecuzione, nei limiti disponibili alla data di entrata in vigore della legge.

In caso di insufficienza di tali risorse, le stazioni appaltanti potranno presentare richiesta di accesso al Fondo per l’adeguamento dei prezzi, istituito presso il MIMS, entro 60 giorni a decorrere dalla pubblicazione in Gazzetta del DM in commento (cioè entro il 22 gennaio 2022) e secondo le modalità di riparto stabilite nel DM 30 settembre 2021.

I contenuti del DM

Il DM 11 novembre 2021 dà attuazione alla normativa e contiene le variazioni percentuali, in aumento e in diminuzione, dei prezzi dei principali materiali da costruzione, verificatesi nel primo semestre 2021.

Più in particolare, esso si articola in due Allegati.

Nell’Allegato 1, è riportato l’elenco di 36 materiali, per i quali sono indicati i prezzi medi dell’anno 2020 e le variazioni superiori all’8% registrate nel primo semestre 2021 rispetto al prezzo medio del 2020.

Nell’Allegato 2, è riportato il prezzo medio dei materiali da costruzione – già indicati nell’Allegato 1 – negli anni antecedenti al 2020, fino ad arrivare al 2003, e le relative variazioni percentuali registrate nel primo semestre 2021.

Ciò premesso, le istanze di compensazione potranno essere presentate solo per i 36 materiali indicati in Tabella, utilizzando, ai fini del calcolo, la percentuale di variazione indicata in decreto relativamente all’anno di presentazione dell’offerta.

Si segnala che le variazioni percentuali indicate nel Decreto, ai fini del calcolo delle compensazioni, andranno preventivamente epurate dell’alea di riferimento (8% in caso di offerte presentate del 2020 o 10% complessivo in caso di offerte di anni precedenti).

Infine, si segnala che è in corso di pubblicazione la circolare del Ministero delle Infrastrutture, che espliciterà le modalità operative per il calcolo e il pagamento delle compensazioni.

Sarà cura dell’ANCE informare tempestivamente di tale pubblicazione e, con l’occasione, fornire maggiori informazioni e supporti in merito alle modalità di presentazione dell’istanza.

Il 29 novembre, dalle ore 10.30 alle ore 12.30, avrà luogo un seminario organizzato da Ance Chieti Pescara in collaborazione con la Cassa Edile di Chieti e la Cassa Edile di Pescara sulla “verifica della congruità dell’incidenza della manodopera in edilizia” entrata in vigore il 1° novembre scorso.

A seguito di quanto previsto, prima dal cd. “Decreto Semplificazioni” (DL 76/2020) e poi dal Decreto del  Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali  n.143 del 25 giugno scorso, è stata reintrodotta la verifica della congruità dell’incidenza della manodopera per cantiere per tutti i lavori pubblici e per quelli privati il cui  importo complessivo risulti pari o superiore a 70.000 €.

L’incontro vedrà la partecipazione da remoto di esperti di Ance Nazionale, CNCE e della software house che gestisce la piattaforma  CNCE_EdilConnect.

La partecipazione in presenza è prevista presso la sala Conferenze della Cassa Edile di Pescara per un  massimo di 60 ospiti.

Si potrà seguire l’evento anche  in video conferenza, su piattaforma “Microsoft teams” da scaricare (download gratuito).

Si chiede cortesemente agli interessati di prenotarsi cliccando sull’apposito spazio contenuto nel programma allegato.

La mattina dell'evento verrà inviato il link di partecipazione

Per completezza si allega anche il DM 143/2021.

Si fa seguito alle precedenti news  sulla verifica dell’incidenza della manodopera nelle lavorazioni edili prevista dal DM 143 del 25 giugno 2021, per allegare le prime indicazioni

che la CNCE ha fornito su una serie di FAQ.

Si ricorda che sono soggetti a verifica di congruità della manodopera tutti i lavori pubblici e tutti quelli privati  (questi se di importo superiore a 70.000 €)

che sono stati avviati dal 1 novembre.

In attesa di poter fornire ulteriori indicazioni sulla materia, segnaliamo che Ance nazionale ha predisposto l’indirizzo email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.) al quale far

pervenire ( direttamente o per nostro tramite) i quesiti sul tema della congruità.

Come segnalato, la gestione del sistema di verifica della congruità avviene attraverso la piattaforma CNCE_Edilconnect ( https://www.congruitanazionale.it).

In occasione della riunione della Consulta del MIMS tenutasi il 29 ottobre scorso, il Ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha anticipato che il decreto di rilevazione dei prezzi dei materiali da costruzione relativo al 1° semestre 2021, previsto entro il 31 ottobre 2021 dal comma 1 dell’articolo 1-septies del DL 73/2021,  è in corso di elaborazione e sarà emanato entro la metà del mese di novembre.

Il prossimo 9 novembre, alle ore 10.30, presso la sede di Ance nazionale si svolgerà un convegno sul tema della riforma del catasto, dal titolo “Quale riforma fiscale per un’edilizia sostenibile?”.

Il tema verrà approfondito da esperti ed autorità, tra le quali il vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Laura Castelli e l’Onorevole Luigi Marattin, Presidente della VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati e promotore del Disegno di legge delega relativo alla riforma fiscale.

All’incontro è possibile partecipare in presenza presso la Sede di  Ance nazionale  (Roma -in Via G. A. Guattani, 16), previa obbligatoria conferma alla Segreteria della Direzione Politiche fiscali (mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; recapiti telefonici 06.84567.291/256), o alternativamente, in streaming sul portale www.ance.it.

In riferimento al nuovo DURC ( Documento Unico Regolarità Contributiva) riproposto dal DM n. 143 del 25 giugno 2021 ed esteso anche ai lavori privati di importo superiore ai 70.000 €, ANCE  ha organizzato, per domani 27 ottobre  un Webinar sulla verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione dei lavori edili Durante il Webinar, che si svolgerà su zoom dalle ore 15.00 alle ore 17.00 e che sarà presieduto dal Vice Presidente Garantola,   sarà  illustrato l’istituto della congruità, anche con la partecipazione dell’Avv. Bianca Maria Baron, Vice Direttore della CNCE e del Dr. Vittorio Menasci che spiegherà il funzionamento dell’applicativo informatico CNCE_Edilconnect.

L’accesso al webinar è libero ed aperto alla partecipazione di tutti gli imprenditori, consulenti ecc. 

Di seguito, le istruzioni operative per accedere al Webinar .

 Accesso:

Entra nella riunione in Zoom

https://ance-it.zoom.us/j/82599694912?pwd=bnRMbVlQd3c0bEh4Y1hQdlZWWXJOdz09

ID riunione: 825 9969 4912

Passcode: 210321

Il webinar potrà essere seguito anche in streaming  dalla home page dell' Ance ww.ance.it

Il 7 (*)  settembre è stata pubblicata l’Ordinanza n.118   del Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016 che riporta “Disposizioni relative alle attività delle imprese operanti nella ricostruzione e integrazioni delle ordinanze vigenti in materia di ripresa delle attività produttive danneggiate dal sisma”.

Tra i 18 articoli di cui si compone l’ordinanza, gli articoli 6 e 7 affrontano il problema del “rincaro materiali” estendendo anche ai lavori privati della ricostruzione (solo sisma 2016-2017) il riconoscimento dei maggiori costi dei materiali intervenuti nell’ultimo periodo.

 

L’Assessorato all’Urbanistica e Territorio della Regione Abruzzo ha invitato  tutti gli enti , associazioni, ordini professionali e cittadini a formulare proprie osservazioni sulle LINEE GUIDA per l’elaborazione di una nuova legge regionale che vada a sostituire la L.R. 18/1983, ormai obsoleta rispetto ai nuovi obiettivi di qualità urbana e compatibilità ambientale a cui devono ispirarsi le norme di governo del territorio.

L’intento è quello di favorire un processo partecipativo che coinvolga tutti gli stakeholders, in modo da arrivare sicuramente e celermente ad un testo condiviso.  Si deve infatti ricordare che, a partire dagli anni 1999-2000,  ci sono stati diversi  tentativi andati a vuoto di riforma della legge regionale di urbanistica.

Ora, con l’obiettivo del contenimento del consumo del suolo a saldo zero entro il 2050, la nuova legge dovrà fornire anche gli strumenti per uno sviluppo urbano non più orientato all’espansione orizzontale.

Le LINEE GUIDA   sono disponibili sul sito internet della Regione all’indirizzo: https://www.regione.abruzzo.it/content/processo-partecipativo-la-lur .

Le osservazioni e contributi sui principali temi evidenziati nel documento delle Linee Guida, dovranno essere proposti compilando il form che rimarrà attivo fino al 30 settembre 2021.

E’ operativo Quantobonus110 Ance (quantobonus110.ance.it)un nuovo strumento interattivo messo a punto dall’Associazione nazionale costruttori per aiutare cittadini e imprese nell’utilizzo del Superbonus 110%, valutando accessibilità e sostenibilità degli interventi. Grazie a un quiz con poche e semplici domande e a una calcolatrice digitale i cittadini riceveranno, infatti, informazioni utili a capire se e come possono accedere agli incentivi, a calcolare l’ordine di grandezza dei lavori da fare, ma anche indicazioni sull’uso del credito e tutto ciò che serve per orientarsi nel dialogo con l’impresa. QB110 potrà aiutare anche le aziende di costruzione e gli amministratori di condomino a effettuare veloci analisi di fattibilità dei lavori. Si tratta dunque di uno strumento alla portata di tutti, facile da usare e che offre una panoramica completa sotto il profilo economico, fiscale e giuridico per orientarsi efficacemente nella scelta degli interventi da avviare.

Sul Supplemento Ordinario n. 25 alla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 24 luglio scorso, è stata pubblicata la Legge 23 luglio 2021, n. 106, di conversione del DL 25 maggio 2021, n. 73 - cd. “Sostegni-bis” -

il cui articolo 1-septies introduce una specifica disciplina revisionale per i contratti pubblici, volta a fronteggiare i rincari eccezionali  dei prezzi di acquisto di alcuni materiali da costruzione, verificatisi nel primo semestre del 2021.

 La disciplina introdotta ha carattere eccezionale, in quanto - in analogia a quanto già avvenuto nel 2008 - è destinata ad introdurre un regime di compensazione straordinario, applicabile  unicamente

 ai lavori eseguiti e contabilizzati in un arco temporale circoscritto, relativo al primo semestre 2021.

 Per quanto riguarda i lavori eseguiti e contabilizzati negli anni precedenti, invece, rimarrà invariata la disciplina pregressa che, come noto, prevede un duplice regime normativo a seconda della data di

sottoscrizione del contratto di appalto. Infatti:

-    per i contratti stipulati sotto la vigenza del Codice De Lise (d.lgs. 163/2016), opera ancora il meccanismo compensativo di cui all’articolo 133, basato sulle variazioni percentuali rilevate annualmente

dai singoli Decreti Ministeriali;

-    per i contratti stipulati sotto il nuovo Codice 50/2016, opera l’articolo 106, comma 1, lettera a), che rimette alla singola amministrazione la scelta di prevedere nel bando clausole di revisione prezzi.

 La disciplina introdotta si applica esclusivamente ai contratti pubblici.

La disposizione segue ad una intensa azione dell’ANCE che, fin dalla fine dell’anno scorso, ha lanciato l’allarme sulla drammatica situazione in atto, invocando un intervento straordinario ed urgente da parte del Governo

al fine di ricondurre ad equità i contratti  in corso e scongiurare il rischio di un blocco generalizzato degli appalti.

La norma adottata, tuttavia, ancorché migliorata rispetto alle prime bozze circolate, non è pienamente aderente alle istanze dell’associazione, che aveva evidenziato l’opportunità di avere rilevazioni su base

di trimestrale, con compensazioni già partire da luglio 2021.

Inoltre, l’ANCE sta continuando a chiedere con forza la sua estensione anche ai contratti privati ed ai contratti per la ricostruzione post-sisma che beneficiano di contributo pubblico. Anche a seguito di ciò, nell’iter

di conversione del decreto legge, sono stati approvati diversi ordini del giorno -  oltre ad un parere della Commissione Territorio e Ambiente del Senato -  con i quali il Governo si è impegnato a valutare l'opportunità

di prevedere, quanto prima, idonee misure compensative anche per tali lavori, al pari di quanto previsto per il settore dei lavori pubblici.

Ciò premesso, si riportano di seguito i contenuti principali della disposizione.

 *** *** ***

La compensazione introdotta dall’articolo 1-septies si applicherà ai contratti in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della legge di conversione (cioè il 25 luglio 2021), con esclusivo

riferimento ai lavori eseguiti e contabilizzati nel periodo 1 gennaio-30 giugno 2021.

Per tali contratti, infatti, il Ministero delle Infrastrutture dovrà rilevare, con uno specifico DM da adottarsi entro il prossimo 31 ottobre, le variazioni percentuali, in aumento e in diminuzione, dei prezzi

dei principali materiali da costruzione verificatesi, appunto, nel primo semestre 2021.

Le compensazioni, sia in aumento che in diminuzione, si applicheranno anche in deroga a quanto previsto dagli articoli 133 del Codice De Lise (d.lgs. 163/2006) e 106, comma 1, lettera a) del Codice 50/2016

e saranno determinate al netto di eventuali riconoscimenti revisionali già riconosciuti e liquidati all’impresa per il medesimo periodo.

Per quanto attiene alla quantificazione dei riconoscimenti revisionali, le compensazioni saranno determinate applicando alle quantità dei singoli materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate nel

periodo di riferimento (1° gennaio – 30 giugno 2021) le variazioni percentuali rilevate dal Decreto rispetto ai prezzi vigenti al momento dell’offerta. Tali variazioni dovranno superare l’alea dell’8%, se riferite

esclusivamente all’anno 2021, e del 10% complessivo se riferite a più anni, nel caso cioè di offerte anteriori al 2020.

Ai fini del riconoscimento della compensazione, gli appaltatori dovranno presentare alla stazione appaltante apposita istanza di compensazione, a pena di decadenza, entro 15 giorni dalla pubblicazione

in Gazzetta del DM di rilevazione, atteso entro il prossimo 31 ottobre.

Per le variazioni in diminuzione, la procedura sarà avviata d’ufficio dalla stazione appaltante nel medesimo termine di cui sopra e sarà il RUP, una volta accertato il credito dell’amministrazione con proprio provvedimento, a procedere agli eventuali recuperi.

Ciascuna stazione appaltante dovrà provvedere alle compensazioni anzitutto con risorse proprie, attingendo ai seguenti fondi:

1) il 50% delle somme appositamente accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni intervento, se non destinate ad altri impegni contrattuali già assunti, nonché eventuali ulteriori somme a disposizione per lo stesso intervento;

2)  ribassi d’asta, qualora non ne sia prevista una diversa utilizzazione secondo le norme vigenti;

3)  somme relative ad altri interventi ultimati, per i quali siano stati eseguiti i collaudi ed emanati i certificati di regolare esecuzione, nei limiti disponibili alla data di entrata in vigore della legge.

Nel caso di incapienza di tali fondi, la stazione appaltante - ad esclusione dei concessionari che non sono amministrazioni aggiudicatrici per i lavori realizzati o affidati dagli stessi - potrà provvedere

alle compensazioni  chiedendo di accedere allo specifico  Fondo revisionale, istituito, anche su pressione dell’ANCE,  nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture, con una dotazione di 100 milioni di euro.

 A tale riguardo, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà adottato un DM per definire le modalità di utilizzo del Fondo, garantendo la parità di accesso per le piccole, medie e grandi imprese,

nonché la proporzionalità per gli aventi diritto nell’assegnazione delle risorse medesime.

Per completezza informativa, si segnala che nella norma approvata in via definitiva, anche grazie all’azione di ANCE, è scomparso ogni riferimento all’ipotesi – contemplata nelle prime bozze

- in cui l’impresa, essendo in ritardo sul cronoprogramma dei lavori, per ottenere la compensazione avrebbe dovuto fornire apposita garanzia fideiussoria. 

APPROFONDIMENTI

A)     Ambito oggettivo di applicazione della norma

Secondo la disposizione in commento, la speciale disciplina revisionale introdotta presuppone la presenza di tre condizioni:

1)  il contratto di appalto deve essere in corso di esecuzione al 25 luglio 2021, data di entrata in vigore della legge

2)  devono esserci lavori eseguiti e contabilizzati dal direttore dei lavori nel periodo 1 gennaio-30 giugno 2021

3)  l’offerta deve essere stata presentata nel 2020 o in anni antecedenti

Mentre la condizione di cui al punto 2) risulta chiara e pacifica, occorre fornire qualche chiarimento sulle altre due condizioni, anche al fine  di evitare applicazioni distorte

e fuorvianti della norma, con effetti penalizzanti per le imprese.

Con riferimento alla condizione di cui al punto 1), sembra opportuno precisare che l’espressione “contratti in corso di esecuzione”  è interpretabile  come comprensiva dei contratti 

 in cui, alla  predetta data del 25 luglio, l’opera non risulti ancora collaudata, ancorché i lavori siano stati ultimati.

Prima del collaudo, infatti, il contratto di appalto è ancora in essere.

A sostegno di tale opzione ermeneutica, va richiamato quanto chiarito da autorevole giurisprudenza secondo cui, in materia di opere pubbliche “… Il contratto di appalto  si considera

concluso solo a seguito del collaudo, che rappresenta l’unico atto attraverso il quale la PA può verificare se l’obbligazione dell’appaltatore sia stata eseguita a norma, ed è

indispensabile ai fini dell’accettazione dell’opera da parte della stazione appaltante. Pertanto, prima dell’approvazione del collaudo, il rapporto contrattuale non può dirsi esaurito”

(cfr. Cass. Civ., sez. 1, sent. 2307/2016).  

D’altronde, una diversa interpretazione secondo cui i lavori – e non il contratto - debbano essere ancora in corso alla data del 25 luglio u.s., darebbe luogo ad un’ingiustificata

situazione di disparità di trattamento, in violazione dell’art. 3 della Cost.

Infatti, risulterebbe immotivatamente escluso dal perimetro applicativo della norma l’appaltatore che abbia ultimato i lavori alla data del 25 luglio 2021, pur avendo contabilizzato

prestazioni nel primo semestre 2021 e, dunque, subito pienamente gli incrementi intervenuti.

Senza considerare che tale risultato sarebbe paradossale, in quanto incoerente con la finalità sottesa alla norma, che è proprio quella di ristabilire il sinallagma contrattuale tra

appaltatore e stazione appaltante in tutti quei contratti che siano stati alterati a causa degli incrementi eccezionali intervenuti.

Naturalmente, è auspicabile che giunga al più presto un formale chiarimento che confermi tale interpretazione della norma, al fine di evitare applicazioni difformi ed eterogenee

da parte delle amministrazioni appaltanti.

Per quanto riguarda, invece, la condizione di cui al punto 3), un particolare problema interpretativo riguarda la possibilità di presentare istanza di compensazione nel caso di offerte

presentate nel primo semestre 2021.  

 Al riguardo, sebbene la norma non sia del tutto chiara sul punto, tale ipotesi non sembra percorribile.

Al riguardo va ricordato che, nell’ambito del sistema compensativo ordinario di cui all’articolo 133 del Codice De Lise, caratterizzato da rilevazioni su base annuale, opera il principio generale

secondo cui le compensazioni si applicano solo a far data dall’anno successivo a quello di presentazione dell’offerta, nel presupposto che l’offerente abbia formulato il prezzo tenendo conto

delle oscillazioni verificatesi o attese per l’anno in corso.

Nel sistema delineato dall’articolo 1-septies in esame, tale principio generale trova comunque applicazione, ma risulta temperato, a favore dell’impresa, dalla base semestrale – e non più annuale -  

delle rilevazioni, per cui la compensazione spetta a far data dal semestre successivo alla presentazione dell’offerta.

Ciò comporta che, per le offerte presentate nel primo semestre 2021, al momento non sia possibile richiedere una compensazione per i lavori eseguiti e contabilizzati nel medesimo semestre.

Solo se – come auspicato - verrà introdotto un sistema revisionale analogo a quello in commento anche per il secondo semestre 2021, potrà essere richiesta una compensazione in caso di offerte

presentate nel primo semestre 2021, per i lavori eseguiti e contabilizzati nel secondo semestre 2021.

 B)     Riconoscimento della compensazione anche in deroga a previsioni contrattuali difformi

Ai sensi del comma 2 della norma, la compensazione si applicherà anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 133 del Codice De Lise e alle disposizioni dell’articolo 106, comma 1, lettera a)

del Codice 50/2016. Ciò significa che le imprese potranno presentare istanza di compensazione, ai sensi dell’articolo 1-septies, anche nei seguenti casi:

1) il contratto è stato stipulato sotto la vigenza del precedente Codice De Lise e quindi, ordinariamente, è soggetto alla disciplina compensativa di cui all’articolo 133 dello stesso;

2) il contratto è stato stipulato  sotto la vigenza del Codice 50/2016 e la stazione appaltante, ai sensi dell’articolo 106, comma 1, lettera a), non ha previsto clausole revisionali nella documentazione

di gara, oppure ha dichiarato espressamente di non volerle applicare;

3) il contratto è stato stipulato sotto la vigenza del Codice 50/2016 e la stazione appaltante, ai sensi dell’articolo 106, comma 1, lettera a), ha inserito nel bando la clausola revisionale,

ma non ha ancora liquidato, a questo titolo, alcunché per i lavori eseguiti nel primo semestre 2021. Viceversa, nel caso in cui ci sia già stato un riconoscimento compensativo per il

medesimo arco temporale, l’importo da corrispondere ai sensi dell’articolo 1-septies andrà epurato dall’ammontare delle compensazioni già ricevute ai sensi del predetto art. 106.

C)      Diversificazione dell’alea in funzione dell’anno dell’offerta e compensazioni senza “dimezzamento”

 La norma prevede che, con decreto da adottarsi entro il prossimo 31 ottobre, dovranno essere rilevate le variazioni percentuali di prezzo, in aumento e diminuzione, intervenute nel

primo semestre 2021 rispetto alla data dell’offerta, superiori all’8% se riferite esclusivamente al 2021, e al 10% complessivo se riferite a più anni.

La disciplina introdotta, pur ispirandosi a quella ordinaria prevista dall’articolo 133 del Codice De Lise – ancora temporaneamente applicabile ai vecchi contratti – presenta significative differenze rispetto ad essa.

Anzitutto, le variazioni percentuali andranno rilevate su base semestrale e non annuale, proprio al fine di cogliere pienamente le fluttuazioni intervenute nel periodo di riferimento.

Inoltre, l’alea da superare è fissata all’8%, e solo nel caso di contratti con offerta antecedente al 2020,  al 10% complessivo. Pertanto, a fini applicativi, occorrerà distinguere tra offerte presentate nel 2020

e offerte presentate in anni antecedenti in quanto, per le prime, la compensazione andrà conteggiata e richiesta per le variazioni che superano l’ 8%, mentre per le seconde per le variazioni che superano il 10% complessivo.

E’ importante segnalare che, in tutti i casi, ai fini del pagamento delle compensazioni, la disciplina non applica il “dimezzamento” della compensazione, come invece previsto in via ordinaria. Pertanto,

alle imprese sarà riconosciuto l’intero ammontare  che supera l’alea di riferimento - qualunque essa sia - e non solo il relativo 50%.

D)     Adempimenti e decadenze per la presentazione delle istanze

La disciplina prevede che l’amministrazione non avvii d’ufficio la procedura volta a riconoscere la compensazione, ma solo su istanza dell’appaltatore, che va presentata a pena di decadenza entro

15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del DM di rilevazione, atteso entro il 31 ottobre prossimo.

Le imprese sono chiamate a fare grande attenzione al rispetto di tale termine, in quanto  il trascorrere dello stesso comporterà la perdita del diritto di presentare istanza ed ottenere la compensazione.

Al momento, quindi, non ci sono particolari adempimenti da porre in atto, considerato che, anche in via ordinaria, alla compensazione non si applica la disciplina sulle riserve, derivando il diritto

di presentare istanza direttamente dalla legge. Inoltre, la disciplina in oggetto, specifica che la compensazione sarà riconosciuta anche in deroga a disposizioni contrattuali di carattere diverso

e quindi, in ultima analisi, anche nell’ipotesi in cui il contratto non contenesse una clausola revisionale o contenesse una clausola in cui l’amministrazione dichiari di non volerla applicare.

Ciò premesso, pur non risultando necessario iscrivere preventivamente riserva per poter presentare istanza di compensazione, nulla vieta all’impresa di valutare comunque l’opportunità

di farlo, in via del tutto cautelativa.

Discorso diverso va fatto, invece, con riferimento ai lavori eseguiti a partire dal secondo semestre 2021, per i quali non sussiste ancora una specifica disciplina revisionale di riferimento.

In tal caso, la riserva appare quanto mai opportuna.

Altro problema, più volte segnalato dalle imprese, riguarda i contratti in corso di sottoscrizione alla data di entrata in vigore della legge,

nell’ambito dei quali risulti inserita la seguente clausola “Non è prevista alcuna revisione dei prezzi contrattuali e non trova applicazione l’art.1664 comma 1 del codice civile”.

Naturalmente, a tali contratti non si applica il particolare regime revisionale introdotto dalla norma in commento, che presuppone l’avvenuta esecuzione di lavori nel primo semestre 2021.

Il problema, tuttavia, riguarda le eventuali iniziative da adottarsi, ove si confermasse il trend di aumenti straordinari anche per il secondo semestre 2021.

Al riguardo, appare necessario ribadire che l’impresa deve iscrivere tempestivamente riserva nel primo atto dell’appalto idoneo a riceverla, comunicando all’amministrazione

l’alterazione dei prezzi medio tempore  intervenuta, quantificando il danno.

In ogni caso, l’ANCE monitorerà la situazione affinché, ove necessario,  venga replicato un meccanismo revisionale analogo a quello in commento anche per il secondo semestre 2021,

che preveda il riconoscimento della compensazione anche in deroga ad eventuali previsioni e/o clausole contrattuali di segno contrario.

 E)      Presentazione documentazione “a comprova”

Si segnala che, fino ad oggi, per la presentazione dell’istanza di compensazione come prevista dalla disciplina ordinaria, è sempre stato necessario accompagnare l’istanza con

documentazione idonea a comprovare che le oscillazioni di prezzo hanno comportato un effettivo maggiore onere per l’esecutore.

Per quanto riguarda i documenti da allegare, va ricordato che, nella circolare del Ministero delle Infrastrutture 4 agosto 2005, n. 817/CD – contenente le indicazioni operative per

l’applicazione del meccanismo compensativo ordinario di cui all’articolo 133 del Codice De Lise – si parlava genericamente di “adeguata documentazione, dichiarazione di fornitori o subcontraenti o altri mezzi idonei”.

Tale dizione estremamente generica è sempre stata interpretata in senso molto ampio, a livello applicativo.

Ciò premesso, se, anche in questo caso, si confermeranno i meccanismi applicativi in uso, si suggerisce alle imprese di attivarsi sin d’ora nel reperimento della suddetta documentazione

(fatture, dichiarazioni dei fornitori, listini, ecc…),  da allegare alla futura istanza di compensazione.

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