Da "Il sole 24 ore"
Laura Federicis

Laura Federicis

Coordinatore Area Relazioni Istituzionali
Centro Studi, Convenzioni,
Assistenza Presidenza e Direzione Generale
Segreteria Sezione Turismo

Contatti
Telefono: 085 4325543 - 3405579577
Email: l.federicis@confindustriachpe.it

Sei un imprenditore, un manager o un HR di un'azienda managerializzata abruzzese?

Lasciaci la tua testimonianza, insieme vogliamo promuovere la crescita del management verso nuovi modelli di business orientati al cambiamento, alla digitalizzazione ed alla smart-firm. 

Confindustria Chieti Pescara partecipa alla ricerca di Fondirigenti e Università della Calabria sulla formazione manageriale. 

Le più recenti indagini confermano che la dotazione manageriale delle imprese e gli investimenti in formazione manageriale generano impatti positivi sulla competitività e sulla produttività aziendale. Industria 4.0 e la transizione digitale contribuiscono in modo rilevante a moltiplicare questi effetti positivi sulle performance dell’impresa.

A fronte dei profondi gap esistenti che caratterizzano le imprese nelle differenti macro-aree del Paese nella transizione dall’analogico al digitale, nella dotazione manageriale e negli investimenti in formazione, Fondirigenti, con la collaborazione dell’Università della Calabria ha avviato la presente ricerca al fine di comprendere e analizzare i processi in atto, prestando particolare attenzione ai territori.

L’indagine, rivolta a manager/dirigenti delle aziende abruzzesi, si inserisce nell’ambito di un progetto di ricerca più ampio e ambizioso avviato nel 2020 sulla diffusione della cultura manageriale nelle regioni del Mezzogiorno e si propone di allargare lo sguardo in una prospettiva comparativa ad altre regioni, a partire dall’Abruzzo.

L’obiettivo è quello di analizzare gli ostacoli alla managerializzazione; individuare i principali driver e i fabbisogni formativi, funzionali a sostenere lo sviluppo delle imprese abruzzesi anche in termini di risorse e bandi/avvisi Fondirigenti; promuove ulteriormente la diffusione e la crescita del management, soprattutto nelle piccole e medie imprese in una fase di transizione verso nuovi modelli di business orientati al cambiamento, alla digitalizzazione ed alla smart-firm.

Vi invitiamo, quindi, a rispondere al questionario che trovate al seguente linkhttps://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd_Drd1cW8iOwtpkH-pP-1Moz73UXiaV7EsRst3-xetU5YmwA/viewform 

La compilazione richiede circa venti minuti.
Partecipando all’indagine, sì potrà ricevere il report finale e, per chi lo vorrà, ci sarà occasione di partecipare a momenti di discussione su questi temi che verranno organizzati a valle della ricerca.

Fondirigenti è il Fondo interprofessionale per la formazione continua dei dirigenti promosso da Confindustria e Federmanager. Con quasi 14 mila imprese aderenti e 80 mila dirigenti, appartenenti a tutti i settori produttivi, è il fondo interprofessionale più grande d’Italia per il finanziamento della formazione del management e il trend è in costante crescita.

Per ulteriori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In aprile la produzione industriale registra un lieve arretramento (-0,4%, dopo +0,4% in marzo), soprattutto per effetto della frenata della domanda interna conseguente alle maggiori restrizioni che hanno interessato gran parte delle regioni italiane durante il mese. Nel primo trimestre del 2021 si conferma comunque un incremento robusto dell’attività industriale (+1,1% dopo -0,4% nel quarto 2020).

Le prospettive per il secondo trimestre sono positive, come anticipato dalle valutazioni degli imprenditori sull’evoluzione della domanda nei prossimi mesi.

Mentre la domanda estera continua ad essere vivace, sostenuta soprattutto da Cina e USA, ci sono le condizioni per un robusto incremento della domanda interna nel breve periodo, grazie all’allentamento della restrizioni e al calo dei contagi atteso sin dalle prossime settimane, favorito dalla contestuale accelerazione delle vaccinazioni.

Le nazioni che guidano lo sviluppo e l'uso dell'intelligenza artificiale (AI) daranno forma al futuro della tecnologia e miglioreranno in modo significativo la loro competitività economica, mentre quelle che restano indietro rischiano di perdere competitività nei settori chiave. Di conseguenza, più di 30 nazioni hanno creato strategie nazionali per l'AI per migliorare le loro prospettive. Ad oggi, gli Stati Uniti sono emersi come i primi apripista nell'AI, ma la Cina sta sfidando il loro vantaggio recuperando il divario.

Degli scenari internazionali dell'AI e del significato etico e antropologico della tecnologia per l'Homo sapiens parleremo con un testimonial d'eccezione il prossimo 14 maggio: Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare - TOR - che si occupa di etica, bioetica ed etica delle tecnologie.

Romano, classe 1973, Paolo Benanti focalizza i suoi studi sulla gestione dell'innovazione: internet e l'impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie.

L'incontro è aperto a tutti e intende portare l’attenzione sui grandi temi che l’umanità si trova ad affrontare: la tecnologia sempre più pervasiva, i divari enormi di sapere e, dunque, di potere.

Vi aspettiamo il 14 maggio alle 16:30 in diretta streaming per l'evento "90 minuti con Paolo Benanti - Intelligenza Artificiale: l’algoretica sia sempre al servizio dell’uomo".

In allegato il programma. 

La partecipazione all'evento in streaming è aperta a tutti, previa iscrizione da effettuare qui: https://confindustriachpe.it/evento/iscriviti.html

Si ringraziano gli sponsor T&D e UMANA.

Federturismo Abruzzo esprime moderato ottimismo per quanto previsto nel PNRR Italia per la ripresa del settore Turismo anche nella nostra Regione

Nel Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa, approvato dal Consiglio dei Ministri, sono presenti e sintetizzati molti dei concetti e delle richieste inserite anche nel Position Paper di Confindustria Abruzzo sulla Programmazione dei Fondi Europei 2021 2027, trasmesso di recente alla Regione Abruzzo in vista dei prossimi atti di Programmazione delle risorse provenienti dall’Europa. In particolare, nel capitolo del PNRR Italia relativo agli investimenti previsti nella Missione Turismo e Cultura 4.0, si ritrovano elementi che nel merito si riferiscono alla Digitalizzazione, al Green (Turismo attivo e sostenibile), alla Piattaforma connessa ad investimenti strategici con l’ottimizzazione dei fondi BEI, e ai Project Bond per il Turismo. Tali previsioni sono anche frutto del lavoro di Federturismo Abruzzo nell’elaborazione di proposte che tramite l’azione di Federturismo nazionale e Confindustria Alberghi sono state sottoposte al Governo Italiano nelle scorse settimane. Infatti, fanno parte delle richieste del sistema:

•Incrementare il livello di attrattività turistica e culturale del Paese modernizzando le infrastrutture materiali e immateriali del patrimonio storico artistico;
•Migliorare la fruibilità della cultura e l’accessibilità turistica attraverso investimenti digitali e investimenti volti alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive al patrimonio;
•Rigenerare i borghi attraverso la promozione della partecipazione alla cultura, il rilancio del turismo sostenibile e la tutela e valorizzazione dei parchi e giardini storici;
•Migliorare la sicurezza sismica e la conservazione dei luoghi di culto e assicurare il ricovero delle opere d’arte coinvolte da eventi calamitosi;
•Rinnovare e modernizzare l’offerta turistica anche attraverso la riqualificazione delle strutture ricettive e il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi turistici strategici;
•Supportare la transizione digitale e verde nei settori del turismo e della cultura;
•Sostenere la ripresa dell’industria turistica culturale e ricreativa.

Il Presidente di Federturismo Abruzzo, Dario Colecchi: “le risorse stanziate finora per sostenere le imprese del turismo abruzzese -ed italiano- nel percorso di uscita dalla grave crisi provocata dall’emergenza Covid-19 non sono state sufficienti ed in qualche caso hanno rischiato di creare situazioni di disparità. Federturismo Abruzzo, in tutte le sedi, ha sempre sostenuto la necessità che i fondi disponibili vengano utilizzate per azioni di sistema, incanalandole in meccanismi e modalità più efficaci e veloci per impegnarle concretamente in misure di rilancio. Il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS Abruzzo) sul Turismo montano sostenibile, ad esempio, è uno strumento per accelerare e ottimizzare l'utilizzo delle risorse e degli investimenti pubblici e quelli privati a corredo, grazie ad una radicale semplificazione delle procedure e corsie preferenziali per realizzare opere pubbliche. I prossimi passi, pertanto, per quanto riguarda la nostra Regione, dovranno prevedere sempre più serrati confronti con l’Assessorato al Turismo per discutere la predisposizione delle misure di coordinamento che permettano la rapida attuazione a livello locale e l’avvio degli investimenti necessari al rilancio del settore.”

La puntata di "EconoMIA, dialoghi sull'impresa" del 3 maggio 2021 è stata dedicato al tema "Industria4.0 per il futuro dell’Abruzzo". 

Ospiti:

LORNA VATTA, Direttrice Centro di Competenza ARTES 4.0

FRANCO D’INTINO, Presidente AB.SIDE

MASSIMILIANO IOCCO, General Manager Iocco srl

con il video messaggio di DOMINIK MATT, Direttore Fraunhofer Italia Innovation Engineering Center.

AB.Side e Confindustria Chieti Pescara sono stati promotori degli accordi con il maggiore Competence Center italiano e la più grande organizzazione di ricerca applicata in Europa.

Cosa porteranno concretamente al nostro tessuto imprenditoriale?

Quali le esperienze di robotica ricerca innovazione tecnologie abilitanti e digitale già presenti sul nostro territorio?

"EconoMIA, dialoghi sull'impresa" è il format tv di Confindustria Chieti Pescara, in onda il lunedì sera alle 21:30 su Rete8.

 Per rivedere la trasmissione: https://youtube.com/playlist?list=PLDddtD-LF1g5X8BJW7_dD3k4KoSdp-0un

 Appuntamento a lunedì prossimo con altri temi di attualità per le imprese!

Il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Chieti Pescara è stato intervistato al TGR Abruzzo di oggi 30 aprile, il messaggio degli imprenditoori alla vigilia della festa del lavoro. 

Qui il servizio di Giorgio Schiavone: https://youtu.be/gqWuVVAiHPA 

PNRR: SULLE RIFORME COINVOLGERE LE IMPRESE. TRASFORMAZIONE POSSIBILE MA SERVE PARTNERSHIP PUBBLICO PRIVATO
“In Italia siamo tutti molto presi a valutare le singole misure e le risorse da destinare ai vari capitoli. Invece il Recovery Plan deve diventare uno strumento di trasformazione del Paese, dell'economia e dello Stato”. Queste le prime considerazioni espresse dal Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, in un’intervista con Federico Fubini sul Corriere della Sera, a seguito della presentazione del PNRR alle Camere del Premier Mario Draghi. “La sfida, adesso, è riuscire a trasformare l'Italia in un Paese moderno, efficiente, aperto e inclusivo”. Per questo il Presidente Bonomi ha posto la questione centrale delle riforme, determinanti per scaricare a terra le risorse del Recovery Plan.
“Le riforme già ben definite sono 5 su 47” – ha spiegato Bonomi, aggiungendo che “due aree, quelle sulla pubblica amministrazione e sulla giustizia civile, sono abbastanza declinate. Le altre non ancora. Il primo capitolo da cui partire sono le semplificazioni, per le quali ci sarà un decreto il mese prossimo. Per 25 anni ci è sempre stato detto che non c'erano risorse per sostenere i costi sociali delle riforme. Ora le abbiamo. Quel che manca nel testo è la partnership pubblico-privato e uno dei nodi che più desta preoccupazione nel documento sul Recovery Fund è il mancato coinvolgimento delle imprese - ha osservato Bonomi nel corso del colloquio. “Credo che sia nell'interesse del presidente Draghi aprire su questo un'interlocuzione con il settore privato: lo svincola da chi vuole solo lo status quo. Il punto del piano è mettere risorse pubbliche perché facciano da leva agli investimenti privati. Ecco perché dobbiamo capire come il Governo intende eseguire le riforme. Infatti, se poi le imprese non capiscono e non condividono, gli investimenti privati non arrivano, l'Italia non diventa attrattiva, il Pil cresce meno, abbiamo meno occupati e quindi il debito è meno sostenibile”.
L’intervista ha affrontato anche il capitolo lavoro e l’intenzione del Ministro Orlando di puntare sui centri per l'impiego e la cassa integrazione. Un’impostazione che Confindustria non condivide. “Usciremo da questa crisi in un mondo completamente cambiato, anche se molti pensano che dopo si riparta da dove eravamo prima” - ha spiegato Bonomi. “Si cerca di difendere il lavoro dov'era e com'era, ma non sarà più così. Questo Paese non ha mai fatto delle vere politiche attive del lavoro, salvo quelle legate al reddito di cittadinanza, che non hanno mai funzionato”. E, secondo il Presidente, non è certo assumendo nella pubblica amministrazione che si risolve il problema: “Se l'obiettivo è aiutare cittadini e imprese di fronte alla burocrazia, siamo fuori strada. Possiamo mettere tutti i miliardi che vogliamo in quest'area del Recovery, ma il mondo del lavoro rimane ingessato”.

LAVORO: RIFORMARE POLITICHE ATTIVE E AMMORTIZZATORI. PER ORA L’UNICA PROPOSTA SUL TAVOLO E’ QUELLA DI CONFINDUSTRIA
“La richiesta di impostare delle politiche attive che funzionino una volta per tutte non è proporre schemi vecchi e superati, anzi. Si tratta di prendere atto del fallimento delle iniziative che in questi anni sono state avviate per rendere il nostro mercato del lavoro più inclusivo. Senza cooperazione fra pubblico e privato non si risolvono i problemi”. Così il Vicepresidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali Maurizio Stirpe risponde al Ministro Orlando, che dagli studi di La 7 ha definito la posizione del Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, espressa al Corriere della sera, come uno schema dei secoli passati. “I dati parlano chiaro: il collocamento pubblico non funziona e sperare che i navigator risolvessero il problema è stata una illusione. Se i centri per l'impiego, fatte le debite eccezioni, non hanno rapporti con le imprese del territorio, domanda e offerta non si incontreranno mai. Liquidare con una battuta un tema che dovrebbe essere in cima alle priorità del Paese non fa che aumentare una polemica sterile – ha proseguito Stirpe. Le imprese hanno proposto delle soluzioni sia per le politiche attive che per gli ammortizzatori sociali. Il Presidente Bonomi ha voluto solo rimarcare la disponibilità di Confindustria a disegnare un sistema che semplifichi l'assunzione e la ricollocazione dei lavoratori. Credo che questa disponibilità andrebbe accolta, e non stigmatizzata. D’altronde, l’unica proposta che c’è sul tavolo in tema di ammortizzatori e politiche attive del lavoro è quella di Confindustria e su questa il ministero ancora non ha dato alcun riscontro. Con un approccio ideologico perdiamo tutti e non si va lontano”.

CSC, CONGIUNTURA FLASH: L’ECONOMIA ITALIANA INTRAVEDE LA RISALITA DALLA CRISI. NEL III TRIMESTRE PIL CON SEGNO POSITIVO
"In Italia sono iniziati da aprile i primi allentamenti delle restrizioni antiCovid. Questo condurrà nel secondo trimestre a un piccolo segno positivo del Pil, dopo la lieve contrazione nel primo (-0,4%). Si conferma lo scenario in cui un forte rimbalzo si avrà nel 3° trimestre, grazie alla crescita delle vaccinazioni anche se, nonostante il loro ritmo sia accelerato, restano rischi al ribasso". Questa la sintesi che si legge nell’analisi mensile del CsC Congiuntura Flash. "Dall’imponente piano NG-EU, ai nastri di partenza, arriverà un sostegno alla ripresa già nella seconda metà del 2021. Rimane ampio il gap tra servizi e manifattura. Nell’industria il PMI è salito a 59,8 a marzo e la produzione è stimata in crescita già nel 1° trimestre (+1,0%), pur con forte eterogeneità settoriale. Il nodo restano i servizi, dove l’attività è ancora in flessione (PMI sceso a 48,6); la graduale riapertura, nelle prossime settimane, di diverse attività terziarie induce a prevedere un progressivo ritorno in territorio positivo. Anche gli occupati sono in calo: da febbraio 2020 a marzo 2021 si è registrata una riduzione pari a 896mila unità.

MEZZOGIORNO: COSTRUIRE IL MEDITERRANEO, NEL PROGETTO DI CONFINDUSTRIA AL CENTRO L’ECONOMIA DEL MARE
Affermare l’importanza strategica dell’economia del mare per fare dell’Italia una piattaforma logistica del Mediterraneo. È questo l’obiettivo del progetto di Confindustria che ha prodotto una prima proposta in occasione del Pnrr e sarà completato entro il 2021, coinvolgendo le rappresentanze settoriali e territoriali. Il Piano nazionale affronterà le criticità che frenano lo sviluppo del mare e proverà a piantare i pilastri di una politica di settore: pianificazione infrastrutturale, riforme istituzionali, politica industriale e fiscalità capace di attrarre e stimolare investimenti. Al fianco delle linee trasversali, un’attenzione territoriale specifica è riservata al Mezzogiorno, nella convinzione che “qualsiasi prospettiva di ripartenza per l’Italia passa attraverso la risoluzione dello storico divario fra il Sud e il resto del Paese e, sempre più, tra le diverse aree del Sud”. Per questo le 8 Confindustrie meridionali hanno lavorato al progetto ‘Costruire il Mediterraneo’ che si propone di fare del Sud un sistema unitario di promozione dello sviluppo. Un Southern Range logistico euromediterraneo competitivo, green, sostenibile e socialmente inclusivo. Concretamente si tratta di una messa in rete del Mezzogiorno partendo dall’integrazione delle Zes e dei relativi porti che, in questa chiave, possono divenire “potenziali nodi territoriali di sviluppo anche per le aree interne”.
“Le nostre coste e l’economia del mare sono una risorsa da cui partire per mettere in connessione e rendere competitivi i territori e attrarre investimenti. La logistica e i trasporti sono vitali per l’economia e determinanti nei processi produttivi” - ha affermato Natale Mazzuca, Vicepresidente di Confindustria per l’Economia del mare. “Investire nelle aree meridionali e nella risorsa mare è fondamentale per un progetto unitario di ripresa del Paese. In questa fase di crisi le otto Confindustrie regionali del Sud si sono messe insieme, decise a integrare i sistemi portuali, tra di loro e con il Centro-Nord, e a ragionare in una visione di sistema paese e di coesione nazionale” – ha detto Vito Grassi, Presidente del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le Politiche di coesione territoriale.

EXPO DUBAI: LUOGO PER RINASCITA INTERNAZIONALE, ITALIA SIA PROTAGONISTA
“L'Expo di Dubai sarà un'occasione di rilancio e di ripartenza. La pandemia ha messo in evidenza le debolezze dei mercati internazionali, anche per questo l'Esposizione deve diventare per l'Italia un’opportunità di rinascita, che dia modo al nostro paese di essere rappresentato in tutta la sua bellezza. Per noi imprenditori sarà molto importante portare il bagaglio delle nostre conoscenze, delle nostre competenze, del nostro Made in Italy”. Così la Vice Presidente per l’Internazionalizzazione Barbara Beltrame Giacomello in un’intervista al Giornale di Vicenza al rientro dalla missione a Dubai con il Ministro Di Maio per la presentazione del Padiglione Italia. “Il nostro dialogo con il Commissariato Generale per l’Italia ad Expo Dubai è intenso e vogliamo essere protagonisti di questa vetrina internazionale e, di concerto con il Commissariato, stiamo promuovendo la più ampia partecipazione possibile delle imprese italiane. L’Esposizione Universale – ha continuato Beltrame – costituisce un’occasione di ricongiungimento e di ricostruzione dei rapporti con tutti i Paesi partecipanti. Expo sarà il luogo per creare quelle connessioni con le delegazioni dei paesi presenti a Dubai, che potranno consentire alle nostre imprese di affermarsi in un contesto ancora più ampio. Possiamo e dobbiamo cogliere le opportunità di Expo per una rinascita internazionale dell’Italia”.

Leggi l’intervista di Bonomi al Corriere della Sera
https://bit.ly/3eOGmDM

Leggi la congiuntura flash
http://bit.ly/CF_apr21

Leggi le interviste di Grassi e Mazzuca sul Sole24Ore e sul Mattino
https://bit.ly/3eGR8f2

Pubblicato Congiuntura Flash di Aprile 2021 dal titolo L'economia italiana intravede la risalita dalla crisi, in linea con l'Europa. Il mondo è già ripartito

L’economia italiana intravede la risalita dalla crisi, con il PIL più vicino al rimbalzo grazie ai primi allentamenti delle restrizioni anti-Covid.

I consumi sono pronti a ripartire, gli investimenti in recupero, l’export in risalita accidentata.

L’Italia, con un ampio gap tra servizi e industria, meno occupati, ma anche tassi di interesse ai minimi, è in linea con l’Eurozona, che procede a velocità ridotta.

Il mondo, invece, è già ripartito: crescono gli scambi mondiali, negli USA il recupero è ben avviato, alcune commodity frenano rispetto ai massimi.

Leggi la nota sul sito Confindustria: http://bit.ly/CF_apr21

Pubblichiamo in allegato le "Linee guida per la riapertura delle attività economiche e sociali" approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta di ieri, 28 aprile, e inviate al Presidente del Consiglio, Mario Draghi e ai Ministri Gelmini e Speranza.

ll documento riguarda i seguenti settori:

  • Ristorazione e cerimonie
  • Attività turistiche e ricettive
  • Cinema e spettacoli dal vivo
  • Piscine termali e centri benessere
  • Servizi alla persona (acconciatori, estetisti e tatuatori)
  • Commercio
  • Musei archivi e biblioteche
  • Parchi tematici e di divertimento
  • Circoli culturali e ricreativi
  • Congressi e grandi eventi fieristici

Pubblicata l'infografica del Centro Studi "Le professionalità che servono al sistema produttivo" .

L’ampia disponibilità di diplomati a orientamento professionalizzante (vocational) ha accompagnato il processo di industrializzazione della nostra economia dalla fase di ricostruzione del Dopoguerra fino al miracolo economico e conseguente processo di convergenza dell’Italia rispetto alle principali economie avanzate. La quota di diplomati di tipo professionalizzante sul totale dei diplomati era il 60% negli anni Cinquanta e ha toccato poi il punto di massimo assoluto (77,5%) durante il boom economico degli anni Settanta quando l’incidenza dell’industria raggiunse il picco del 44% in termini di quota di addetti.

La relazione osservata non equivale a dire che l’istruzione professionalizzante è stata la “causa” e l’industrializzazione l’“effetto”, ma che esiste un legame tra la quota di diplomati in uscita dagli istituti tecnici e professionali sul totale diplomati e la quota di addetti dell’industria sul totale degli occupati e la forza di questo legame è misurata dal coefficiente di correlazione che è pari a 0,9[1].

Il sistema produttivo assume i diplomati di tipo professionalizzante. L’elemento che accomuna le imprese manifatturiere e quelle dei servizi è la preferenza rivelata da parte di entrambi i settori per i diplomi di tipo professionalizzante, la somma di diplomi di istruzione tecnica e professionale: 84% il peso nella manifattura a fronte del 16% dei diplomi a contenuto generalista rilasciati dai licei. La manifattura mostra una particolare predilezione per i diplomati tecnici con 2 dipendenti su 3, mentre i servizi manifestano anche uno spiccato gradimento per i liceali (27%).

Molti profili di diplomati a indirizzo «professionalizzante» sono introvabili non solo per carenza di offerta ma anche a causa del gap di competenze, tra quello atteso dalle imprese e quello posseduto dai candidati al momento dell’assunzione.

Tutta la notizia da Confindustria qui: 

https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/valutazione-delle-politiche-pubbliche/tutti/dettaglio/professionalita-che-servono-al-sistema-produttivo

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