Da "Il sole 24 ore"
Luigi Di Giosaffatte

Luigi Di Giosaffatte

Direttore Generale

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Telefono: 085 4325545 - 3386951916
Email: l.digiosaffatte@confindustriachpe.it

Cari Associati,

è stata sottoscritta questa notte, alla presenza del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, la “Convenzione in tema di anticipazione sociale in favore dei lavoratori destinatari dei trattamenti di integrazione al reddito di cui agli artt. da 19 a 22 del DL n. 18/20”.

L'intesa definisce le procedure da seguire per consentire alle banche che aderiranno alla Convenzione di anticipare i trattamenti di integrazione salariale (specificamente previsti dal legislatore per l’emergenza covid19) ai lavoratori appartenenti alle imprese che abbiano chiesto il pagamento diretto delle prestazioni all'INPS.

L’anticipazione che le banche potranno erogare – tramite apertura di credito su conto corrente – ammonta a un importo massimo di 1400 €, parametrato su 9 settimane di sospensione dal lavoro. In tal modo si consente la corresponsione al lavoratore di un'acconto delle indennità economiche che, normalmente, l'INPS è in grado di liquidare solo dopo diversi mesi.

L’anticipazione spetta ai lavoratori  destinatari dei trattamenti di integrazione salariale previsti agli articoli 19 e 22 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020, quindi, dipendenti di imprese che possono beneficiare della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria o della Cassa Integrazione in Deroga. 

Le parti firmatarie si sono, però, impegnate a individuare le modalità operative per l’estensione dell’anticipazione bancaria, anche ai lavoratori dipendenti di imprese aventi diritto all’assegno ordinario per COVID19 erogato dal FIS ovvero, dagli altri fondi di solidarietà, sempre che ne sia richiesto il pagamento diretto.

La Convenzione prevede, infine, che si individui con il Governo una possibile soluzione sempre attraverso le anticipazioni delle banche, per alleggerire l'onere finanziario della anticipazione dei trattamenti di Cassa Integrazione da parte di quelle imprese che, pur non chiedendo all'INPS il pagamento diretto delle indennità, risultino in difficoltà ad anticipare ai propri dipendenti i trattamenti di sostegno al reddito prima delle necessarie autorizzazioni dell'INPS. 

Da ultimo, in occasione della sottoscrizione della Convenzione si è convenuto, altresì, di prorogare anche per tutto il 2020 una precedente convenzione, sottoscritta nel 2009 e più volte rinnovata, che consente l'anticipazione da parte delle banche dei trattamenti di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.

Vi allego il testo della Convenzione e i relativi allegati.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte
 

Lunedì, 30 Marzo 2020 12:59

Istruzioni Agenzia delle Dogane DPI

Cari Associati,

Vi allego una nota che, a seguito delle sollecitazioni di Confindustria nazionale, evidenzia le istruzioni emanate dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l'importazione di DPI e altri beni utili alla lotta al Covid-19.


Le istruzioni prevedono, sempre su base di autocertificazione (modelli scaricabili dalle istruzioni stesse), le procedure per lo sdoganamento diretto e ultrarapido di DPI destinati a una serie di Enti pubblici nonchè alle imprese corrispondenti ai codici ATECO autorizzati inseriti negli allegati dei Decreti del 22 e del 25 marzo e riportati nell'Ordinanza della Protezione Civile che origina le istruzioni stesse.

Lo sdoganamento celere è previsto per i beni non DPI utili alla lotta al COVID 19 da parte di qualsiasi soggetto che possa provare che l’impiego di tali beni avverrà per le finalità riportate nelle istruzioni (ossia importata per essere consegnata ai soggetti di cui sopra). 

Un caro saluto.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

Cari Associati,

il Direttore Generale di Confindustria nazionale ci segnala che il gruppo dei Governatori e dei Capi della Vigilanza (GHOS) ha comunicato che, in ragione dell’emergenza determinata dalla diffusione globale del Covid-19, ha ritenuto opportuno rinviare le date previste per l’implementazione della revisione delle regole di Basilea 3, al fine di consentire al settore bancario di poter rispondere con tutte le risorse possibili alle esigenze dell’economia reale in questo momento delicato. Di seguito il link al comunicato stampa https://www.bis.org/press/p200327.htm.

In particolare, il GHOS ha deciso di estendere di un ulteriore anno le tempistiche fissate per l’implementazione: dei nuovi standard di Basilea 3; del quadro rivisto sul rischio di mercato; degli obblighi di disclosure.

Le nuove scadenze sono fissate ora al 1 gennaio 2023 per la finalizzazione del quadro normativo e al 1 gennaio 2028 per la conclusione del periodo transitorio previsto per l'entrata a regime dell'output floor.

Il GHOS specifica che tali misure non hanno il fine di ridurre la solidità patrimoniale delle banche, ma solo di consentire allo stesso settore bancario di rispondere meglio agli impatti del Covid-19 e ribadisce ancora una volta la fondamentale importanza di portare a compimento il processo di revisione delle regole di Basilea 3 per garantire una maggiore resilienza e stabilità del settore finanziario.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

Giovedì, 26 Marzo 2020 18:17

DL riordino misure Coronavirus

Cari Associati,

ieri sera è stato pubblicato in GU il Decreto-legge n. 19/2020, recante Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Anche alla luce dei numerosi provvedimenti adottati per contrastare l’emergenza, il DL ha l’obiettivo di razionalizzare la tipologia e il procedimento di adozione delle misure di contrasto e contenimento alla diffusione dell’epidemia, coordinare gli atti adottati dai vari centri istituzionali e amministrativi, nonché rafforzare le sanzioni in caso di violazione delle misure.

In particolare, per quanto riguarda la tipizzazione delle misure, il DL prevede che possano essere adottate, per l’intero territorio nazionale o su parte di esso, per un periodo non superiore a 30 giorni (ma reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine ultimo stabilito per lo stato di emergenza), secondo i principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio.

L’elenco delle misure adottabili, che riprende in sostanza quelle previste dai diversi provvedimenti successivi alla dichiarazione dello stato di emergenza, contiene una serie di limitazioni a libertà e diritti costituzionalmente garantiti (es. libertà di circolazione, soggiorno ed espatrio, libertà di riunione, di culto e di insegnamento, libertà di iniziativa economica, diritto all'istruzione).

Il DL disciplina poi il procedimento di adozione delle misure restrittive, che individua nel DPCM lo strumento cardine, accompagnato da una serie di interlocuzioni preventive necessarie, a livello ministeriale e regionale, nonché dalla consultazione del Comitato tecnico-scientifico istituito presso la Protezione Civile.

Inoltre, al fine di coordinare gli interventi di contenimento ai vari livelli istituzionali e amministrativi (Stato, Regioni e Comuni), consente alle Regioni di adottare, nell'ambito delle loro competenze, nelle more dell’adozione dei DPCM e con efficacia limitata fino a tale momento, misure ulteriormente restrittive, tra quelle tipizzate dal DL, ma solo in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario. In ogni caso, i provvedimenti regionali non possono incidere sulle attività produttive e su quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale, salvaguardando così l’uniformità delle misure di contenimento che limitano o addirittura precludono tali attività.
Ai Sindaci viene preclusa la possibilità di adottare ordinanze in contrasto con le misure statali.

Con riferimento alle sanzioni, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro, che prevale su altre sanzioni economiche eventualmente previste. Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l'utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino a un terzo. In alcuni casi – tra cui anche la violazione delle misure relative all'esercizio dell’attività di impresa – si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

Giovedì, 26 Marzo 2020 15:06

Sospensione attività: chiarimenti

Cari Associati,

alla luce delle numerose segnalazioni alla task force nazionale, Confindustria è intervenuta per chiarire il regime transitorio definito dal nuovo Decreto adottato ieri sera.

Coerentemente con l’impianto del DPCM 22 marzo 2020, appare ragionevole ritenere che l’articolo 1, comma 3, del DM 25 marzo 2020, che consente la prosecuzione delle attività necessarie alla sospensione fino al 28 marzo pv, si applichi solo alle attività sospese per effetto del nuovo decreto (es. attività non più ricomprese nel nuovo allegato 1, attività funzionali ad assicurare la filiera delle attività non più ricomprese nel nuovo allegato 1) e non a tutte le imprese.

Infatti, qualora l’attività di un’impresa risulti sospesa ai sensi del DPCM 22 marzo 2020 e tale sospensione è confermata dal DM 25 marzo 2020, il termine per le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione della merce in giacenza, rimane quello dello scorso 25 marzo.

Rispetto alle attività sospese al 25 marzo ai sensi del DPCM 22 marzo 2020, la FAQ 23 del documento di Confindustria chiarisce che - in via del tutto eccezionale - è consentito completare le operazioni logistiche relative alle merci da spedire o da ricevere anche dopo il termine di sospensione. L'approccio da seguire è comunque restrittivo sia in termini di ambito (merci da spedire prodotte e immagazzinate ante 23 marzo ovvero merci da ricevere ordinate ante 23 marzo) sia in termini operativi (ricorso al minor numero di addetti, rispetto dei Protocolli anti-contagio).

Di seguito, il link alla pagina del sito del MISE dedicata al nuovo DM 25 marzo 2020.

https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2040912-modifiche-al-decreto-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-22-marzo-2020

I nostri uffici restano a vostra disposizione per ogni chiarimento sulla normativa che in questi giorni si sussegue e sulle precisazioni che di volta in volta vengono diramate.

IL DIRETTORE GENERALE
Luigi Di Giosaffatte

Cari Associati,

Confindustria ci ha comunicato che il MISE ha diramato a Unioncamere, CCIAA e Associazioni imprenditoriali, una Circolare (in allegato) sulla possibilità, per le stesse Camere, di rilasciare alle imprese dichiarazioni sullo stato di emergenza conseguente all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sulle restrizioni imposte dalla Legge per il contenimento dell'epidemia.

Tali dichiarazioni saranno rilasciate in lingua inglese e con riferimento ai contratti con controparti estere, affinché le imprese possano esibirle a queste ultime per giustificare l’impossibilità di assolvere nei tempi agli obblighi contrattuali già assunti, per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità aziendale.

La Circolare fa seguito alla richiesta di Confindustria di favorire, in linea con le prassi seguite in altri ordinamenti stranieri, compresi alcuni Stati membri dell’Ue (es. Austria), il rilascio di certificati di forza maggiore da parte delle Camere di Commercio.

Confindustria ci segnala che si tratta di un primo importante intervento assunto a legislazione vigente, che testimonia l'attenzione del Ministero sulla problematica. Al fine di ampliare il perimetro delle dichiarazioni camerali e valorizzare il riconoscimento della forza maggiore nell'esecuzione dei contratti, Confindustria sta intervenendo anche nell'iter di conversione del DL Cura Italia, sostenendo un emendamento che attribuisce espressamente alla CCIAA la competenza a rilasciare i certificati alle imprese impossibilitate - anche temporaneamente - all'adempimento, a prescindere dalla natura (nazionale o internazionale) del contratto.

IL DIRETTORE GENERALE
Luigi Di Giosaffatte

Cari Associati,

Vi invio in allegato il testo della memoria che Confindustria ha depositato ieri presso la Commissione Bilancio del Senato, relativa alla conversione in legge del DL Cura Italia (DL n.18 del 17 marzo 2020).

Riteniamo si tratti di un provvedimento necessario e importante, anche da un punto di vista quantitativo, ma che fornisce solo una prima risposta all’emergenza economica, che necessita di un’azione successiva altrettanto rapida, incisiva negli strumenti e massiva da un punto di vista delle risorse, per consentire di affrontare le gravi conseguenze che questa emergenza sta determinando sulle imprese e sull’economia del Paese, prima che diventino irreversibili.

Gli interventi rapidi e urgenti che sono stati richiesti, partono dalla necessità di:

1.        evitare che, in un momento di fortissima contrazione della liquidità, siano le imprese a dover far fronte alle anticipazioni per la corresponsione della cassa integrazione ai lavoratori, con una disamina delle criticità che si stanno riscontrando e le proposte per superarle;

2.        posticipare e rateizzare tutti i pagamenti fiscali e contributivi per le imprese piccole, medie e grandi, evitando di drenare risorse che, a causa di chiusure e rallentamenti della produzione, vengono a mancare;

3.        potenziare tutti i sistemi di garanzia per sostenere la liquidità a breve e a lungo termine.

Vi auguro buona giornata.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

Cari Associati,

Vi allego il testo del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, approvato ieri, che sostituisce la lista dei codici ATECO presente nel DPCM del 22 marzo.

Un caro saluto.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

Cari Associati,

Vi trasmetto il Comunicato stampa diramato da Confindustria nazionale a tutte le testate giornalistiche. 

Un caro saluto.

IL DIRETTORE GENERALE
Luigi Di Giosaffatte

 

CONFINDUSTRIA: BASTA POLEMICHE LAVORIAMO TUTTI CON RESPONSABILITA'

Roma, 25 marzo 2020
- Confindustria ha fin da subito condiviso i fini del dpcm del 22 marzo scorso, ossia garantire che in momento di grave emergenza come quello che stiamo attraversando non manchino alle persone i beni e i servizi essenziali: alimentari e farmaci, forniture e servizi per ospedali.
L’Istat oggi parla di circa il 56% delle imprese che dovranno chiudere, alle quali si aggiungono tutte le altre che hanno già chiuso volontariamente o ridotto significativamente la propria attività per mancanza di domanda.
Pertanto, pur non condividendo gli interventi che oggi hanno rimesso in discussione provvedimenti già molto restrittivi assunti nei giorni scorsi e, quindi, l’esclusione di alcune produzioni a nostro avviso essenziali per garantire le filiere, diciamo che bisogna mettere da parte polemiche, strumentalizzazioni ed eccessi nel linguaggio, come quelli cui abbiamo assistito nei giorni scorsi, ingenerosi verso una categoria che sta responsabilmente affrontando assieme a tutto il Paese la peggiore crisi sanitaria ed economica dal dopoguerra, e lavorare tutti nella medesima direzione e con senso di responsabilità.
Con la stessa immediatezza con cui si è affrontata la questione delle chiusure occorre rispondere alle preoccupazioni degli imprenditori e dei lavoratori e agire con azioni e soluzioni rapide per permettere alle imprese di riaprire dopo questa difficile fase.
In sostanza bisogna fare in modo che dopo la chiusura temporanea e il rallentamento della produzione non ci sia una chiusura definitiva.
Questo è il momento della coesione nazionale vera, delle azioni e delle soluzioni e non della ricerca delle colpe; dell’unità nazionale nel linguaggio e nei comportamenti di chi ha davvero a cuore il futuro del Paese e ne sente la responsabilità.
È  più che mai urgente un intervento massiccio per prevenire l’impatto devastante che questa emergenza produrrà sul sistema economico.
Bisogna assicurare alle imprese un rapido e semplice accesso alla cassa integrazione, che non può essere anticipata dalle imprese stesse dovendo queste già fare i conti con il calo della liquidità conseguente a chiusure e rallentamenti. È necessario, inoltre, sostenerne la liquidità prevedendo la dilazione delle scadenze fiscali e contributive e agire inoltre sulle linee di credito a breve e lunga scadenza, sostenendo le imprese tutte, piccole, medie e grandi, con interventi forti, coerenti e lungimiranti, a partire da un fondo di garanzia che permetta alle imprese in questa fase di onorare i loro impegni e di uscirne per ripartire e non per chiudere.
Siamo di fronte a due guerre, una al virus e una per difendere i fondamentali economici dell’Italia e dell’Europa.
Il nostro appello è che si affronti questa emergenza da economia di guerra, facendolo insieme, con la consapevolezza della gravità e con senso di unità nazionale nel rispetto di tutti noi.

FONTE: Confindustria 

Cari Associati,

in questi giorni stiamo gestendo, tra le tante situazioni emergenziali, anche le difficoltà interpretative inerenti il DPCM del 22.03.2020 per ciò che concerne, in particolare,  la continuità delle attività di filiera di cui all’allegato 1), i servizi di pubblica utilità ed i servizi essenziali di cui alla Legge 146/1990.

Per ciò che concerne invece le comunicazioni o autorizzazioni da inviare al Prefetto competente per territorio mi preme precisare che sono stati pubblicati sui siti prefettizi i modelli (fac-simile) che per comodità vi allego alla presente comunicazione e differiscono tra loro per alcuni aspetti.

Vi allego anche il Fac-simile di comunicazione elaborato dall’ANCE nazionale (Associazione Nazionale Costruttori Edili) per la filiera delle costruzioni.

Nel modello lett.d),  rispetto al modello di Prefettura Chieti e ANCE manca il riferimento esplicito  a servizi di pubblica utilità e servizi essenziali 146/90 (lettera e) del decreto) sui quali abbiamo avuto tante richieste di chiarimento in questi giorni, mentre il modello ANCE fa specifico riferimento al punto d) codici ATECO 42 (ingegneria civile), 43.2 (Installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzione ed installazione) e 38 (raccolta trattamento e smaltimento rifiuti, recupero dei materiali.

Per ogni eventuale necessità ribadiamo che i nostri uffici sono a vostra disposizione.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

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