Luigi Di Giosaffatte

Luigi Di Giosaffatte

Direttore Generale
Telefono 085 4325545 - 3386951916
email l.digiosaffatte@confindustriachpe.it

Cari Associati,

come saprete in nottata è stato raggiunto tra Governo e Sindacati per la gestione coordinata dell'emergenza Covid-19 nelle nostre fabbriche.

Il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, a fronte del blocco pressochè totale della maggior parte delle attività produttive decretato con il DPCM 11 marzo 2020, indica le condizioni per garantire la continuità delle attività produttive che possono restare attive.

Condizioni che devono essere contenute in Protocolli di sicurezza anti-contagio per i quali il Governo, secondo il DPCM, favorisce intese tra le Organizzazioni datoriali e sindacali.

In questa ottica, il Presidente del Consiglio dei Ministri, nel dare seguito all’indicazione normativa, ha sollecitato le Parti Sociali a condividere immediatamente un Protocollo d’intesa.
Il documento firmato oggi, in attuazione del DPCM 11 marzo 2020, contiene “linee guida” per agevolare le imprese nell’adozione di Protocolli di sicurezza anti-contagio, necessariamente ed espressamente aperto, secondo il principio di sussidiarietà, a integrazioni con misure equivalenti o più incisive secondo le peculiarità di ciascuna organizzazione aziendale.

Le linee guida condivise integrano le condizioni sufficienti che, anche secondo i Sindacati, garantiscono la sicurezza e consentono lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Nei prossimi giorni Confindustria nazionale proporrà una possibile bozza di Protocollo, da adeguare alle specificità aziendali, e un documento più ampio per la lettura dei principi che animano la logica del documento.

Le criticità del momento, a partire dalla carenza di mascherine, costituiscono uno dei punti centrali dell’azione di precauzione da adottare, anche in considerazione del problema da affrontare legato a errate letture delle indicazioni dell’OMS per cui si vorrebbero mettere a disposizione di tutti le mascherine, e non solamente di chi, malato o impegnato in assistenza ai malati ovvero lavora a distanza inferiore di 1 mt dal collega, non ne avrebbe necessità.


Sarà mia cura inviarVi il testo con le firme non appena disponibile.

IL DIRETTORE GENERALE
Luigi Di Giosaffatte

Cari Associati,

Vi informo che il Consiglio di Gestione del Fondo di Garanzia, prendendo atto dell’Addendum all’Accordo per il Credito 2019 sottoscritto da Confindustria, ABI e dalle Associazioni imprenditoriali in considerazione dell’emergenza derivante dalla diffusione del COVID-19, ha deliberato la conferma automatica dell’intervento del Fondo in caso di sospensione o allungamento dei finanziamenti garantiti.

Nel dettaglio sarà confermata, senza valutazione del merito di credito di PMI e professionisti, la garanzia sui finanziamenti per i quali venga comunicata da banche e confidi la variazione in aumento della durata del finanziamento garantito, connessa sia alla sospensione dei finanziamenti a medio-lungo termine sia all’allungamento della durata ai sensi di quanto previsto dall’Accordo e dall’Addendum.

La conferma riguarderà anche operazioni che prevedano condizioni migliorative rispetto a quelle previste dall'Accordo e operazioni realizzate da intermediari finanziari non aderenti all'Accordo ma con caratteristiche analoghe a quelle previste dall'Accordo e dall'Addendum.

Di seguito il link alla Circolare di MCC (Gestore del Fondo): https://www.fondidigaranzia.it/conferma-automatica-della-garanzia-per-i-finanziamenti-prolungatati/.

Un caro saluto.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

Cari Associati,

il DPCM 11 marzo 2020 (allegato), in vigore da oggi fino al 25 marzo 2020, ha previsto ulteriori misure urgenti per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

In particolare, sono sospese una serie di attività commerciali al dettaglio e di servizi di ristorazione, nonché quelle inerenti ai servizi alla persona. Rispetto a tali attività e servizi, il DPCM prevede una serie di deroghe specificamente elencate nei suoi allegati n. 1 e n. 2. Tra le attività e i servizi consentiti, Vi segnalo gli ipermercati, i supermercati e le attività delle lavanderie industriali.

Quanto alle attività produttive e professionali, il DPCM non ne sospende lo svolgimento, ma raccomanda che:
1) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di 1 metro come principale misura di contenimento, l’adozione di strumenti di protezione individuale;
2) siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e sia contingentato l’accesso agli spazi comuni (solo per le attività produttive);
3) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro;
4) siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione.

Inoltre, sempre con riferimento alle attività produttive e professionali, il DPCM raccomanda:
1) il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
2) il ricorso a ferie e congedi retribuiti per i dipendenti, nonché agli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva.

In merito all’attuazione delle raccomandazioni per le attività produttive, il DPCM contiene anche una disposizione tesa a favorire le intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Quanto al trasporto pubblico, il DPCM consente aI Presidenti delle Regioni di disporre la programmazione del servizio locale di linea e non di linea, al fine di ridurre e sopprimere i servizi in relazione agli interventi sanitari necessari, al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali. Inoltre, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, potrà disporre la programmazione, con riduzione e soppressione, dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.

Il DPCM garantisce poi i servizi bancari, finanziari, assicurativi, nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi, purché sia assicurato il rispetto delle norme igienico- sanitarie.

Infine, una battuta sulle attività delle nostre associazioni: anche sulla base di una verifica informale effettuata con la Presidenza del Consiglio, Confindustria nazionale conferma che rientrano tra quelle non sospese ed al contempo, ci invita a raccogliere la raccomandazione, ribadita nel DPCM di ieri, a favorire una continuità “al minimo” e il massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

Pertanto - dopo le raccomandazioni della direzione generale della confederazione e in adesione alla presidenza di Confindustria Chieti Pescara che ci sollecita una risposta etica e concreta all’azione del Governo promuovendo ogni forma di lavoro smart - confermiamo la chiusura al pubblico dei nostri uffici fino alla data del 25 marzo con l’assistenza on line e telefonica da parte di tutti i funzionari. Una parte della tecnostruttura potrà operare dalle sedi di Pescara, Mozzagrogna e Vasto per le attività che non consentono lo smart working e per incontri/attività che rivestono il carattere di improrogabilità ed urgenza e previa adozione di tutte le procedure sanitarie e di distanziamento sociale.

Continueremo a tenervi informati, anche per supportare le imprese nella corretta implementazione del DPCM.

Un caro saluto.

Dott. Luigi Di Giosaffatte
Direttore Generale

LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA: MISURE DI SOSTEGNO AL SISTEMA PRODUTTIVO

In vista dell'emanazione del prossimo Decreto Legge a sostegno dell'economia per far fronte all'emergenza Coronavirus e della conversione del DL n.9/2020, Confindustria ha trasmesso al Governo un documento di proposte che articola gli interventi urgenti su quattro direttrici prioritarie:

- rilanciare gli investimenti pubblici per sostenere la domanda interna, l’attività produttiva e l’occupazione;

- garantire nell’immediato la liquidità delle imprese attraverso vari strumenti, tra cui la sospensione dei pagamenti di imposte e contributi e la previsione di agevolazioni finalizzate alla concessione di nuove linee di credito, soprattutto per il finanziamento del circolante;

- prevedere interventi di sostegno all’occupazione, attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per sostenere settori e filiere in crisi;

- prevedere procedure omogenee su tutto il territorio nazionale per garantire la continuità produttiva, evitando interventi frammentari e contraddittori tra i vari livelli di Governo.

Dott. Luigi Di Giosaffatte
Direttore Generale

Cari Associati,

Vi segnalo che Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha annunciato ieri ulteriori iniziative in favore delle imprese che aggiornano e rafforzano quelle già varate nei giorni scorsi (in allegato il comunicato stampa).

Si tratta di misure che saranno immediatamente operative, volte a sostenere le imprese di tutto il territorio nazionale per favorirne sia l’accesso al credito, sia l’export e l’internazionalizzazione.

Innanzitutto, per facilitare o consentire l’accesso al credito, CDP ha ampliato da 1 a 3 miliardi il plafond di risorse della "Piattaforma imprese" che le banche aderenti alla Piattaforma potranno utilizzare per erogare finanziamenti a tassi calmierati a PMI e Mid-cap.  Queste risorse sono immediatamente disponibili e serviranno a sostenere, tramite il sistema bancario, esigenze di capitale circolante e investimenti delle imprese italiane.

Sono stati inoltre previsti ulteriori interventi di SACE per 4 miliardi per sostenere le necessità di capitale circolante delle imprese sia per rilanciare le esportazioni e diversificare i mercati di riferimento. In particolare è prevista:

  • una moratoria fino a 12 mesi per tutte le imprese italiane danneggiate sui finanziamenti a medio-lungo termine garantiti da SACE, in linea con le misure dell'Addendum all'Accordo per il credito stipulato con l'ABI e delle iniziative delle singole banche;
  • la concessione, da parte di SACE Factoring di un'estensione fino a 6 mesi dei termini di dilazione;
  • la concessione, da parte di SACE BT, di proroghe per il pagamento dei premi e per gli altri adempimenti previsti dalle polizze;
  • un plafond di 1,5 miliardi di garanzie per facilitare l’erogazione di finanziamenti bancari a supporto delle esigenze di capitale circolante delle PMI;
  • un plafond di 2 miliardi di coperture assicurative per nuove linee di credito per aiutare le imprese italiane nella penetrazione di nuovi mercati
  • un plafond di 500 milioni per rilanciare l’export delle PMI, verso altre aree a elevato potenziale di domanda per i prodotti italiani quali America Latina, Africa e Medio Oriente.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Dpcm con ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 che estende a tutto il territorio nazionale le misure del Dpcm 8 marzo 2020, con efficacia fino al 3 aprile.

Il provvedimento vieta ogni forma di assembramento pubblico e prevede:

  • di evitare ogni spostamento delle persone fisiche se non per comprovate ragioni di lavoro, necessità e motivi di salute. Le nuove limitazioni non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Sono consentiti gli spostamenti verso e di ritorno dal posto di lavoro (essenziali per la continuità produttiva delle imprese), sempre che non ricorrano i presupposti del divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora, applicabile ai soggetti sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus;
  • la raccomandazione per i datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti di periodi di congedo ordinario e di ferie;
  • l'applicazione della modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche senza specifici accordi aziendali, con l'invito a preferire questo tipo di modalità dove possibile per ridurre ulteriormente gli spostamenti;
  • sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni modalità di collegamento da remoto;
  • la sospensione di tutte le manifestazioni sportive, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche;
  • la chiusura di scuole ed università;
  • sono consentite le attività di ristorazione e bar solo dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo di garantire la possibilità della distanza di almeno un metro;
  • sono consentite le attività commerciali a condizione di evitare assembramenti di persone e di rispettare la distanza di un metro;
  • sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza);
  • sono sospesi congressi, riunioni, meeting, eventi sociali, manifestazioni, eventi e spettacoli cinematografici e teatrali, di musei e luoghi di cultura;
  • divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti risultati positivi al virus o sottoposti alla misura della quarantena. I trasgressori saranno puniti con sanzioni pecuniarie e fino a 3 mesi di reclusione.

Il Direttore Generale
Luigi Di Giosaffatte

FONTE: Confindustria

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo Dpcm con ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19  sull'intero territorio nazionale.

Il nuovo provvedimento prevede la creazione di zone di contenimento e disposizioni che si applicano a tutta la regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia. Le misure in questa zona prevedono:

- di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita da questi territori nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. Sulla base delle precisazioni fornite dal Governo, è possibile confermare che, con il DPCM , non s’intende determinare il blocco delle attività lavorative, produttive e della circolazione delle merci da, verso e all’interno delle aree territoriali interessate.

In primo luogo, le nuove limitazioni non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro.  Sono consentiti gli spostamenti verso e di ritorno dal posto di lavoro (essenziali per la continuità produttiva delle imprese), sempre che non ricorrano i presupposti del divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora, applicabile ai soggetti sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus.
Si evidenzia, inoltre, che tali spostamenti - per comprovati motivi di lavoro - sono consentiti anche da e verso l’esterno delle aree territoriali interessate, nel rispetto, in questo caso, di eventuali prescrizioni contenute nei provvedimenti regionali. In questo senso, è utile evidenziare come gli indirizzi sopra richiamati trovino applicazione anche per i lavoratori transfrontalieri.
Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con opportuni mezzi, compreso il cedolino paga, il tesserino di identificazione aziendale, e una dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’esigenza del viaggio. Tali documenti dovranno essere esibiti alle Autorità di pubblica sicurezza chiamate ad assicurare il monitoraggio delle misure di contenimento, cui si raccomanda di prestare la massima collaborazione.

- la raccomandazione per i datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti di periodi di congedo ordinario e di ferie

- la sospensione fino al 3 aprile di tutte le manifestazioni organizzate, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche

- la sospensione di scuole ed università fino al 3 aprile

- sono consentite le attività di ristorazione e bar solo dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo di garantire la possibilità della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro

- sono consentite le attività commerciali a condizione di evitare assembramenti di persone e di rispettare la distanza di un metro

- sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto

- sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza).

Su tutto il territorio nazionale, sono previste le seguenti misure:

- sospensione di congressi, riunioni, meeting, eventi sociali, manifestazioni, eventi e spettacoli cinematografici e teatrali, di musei e luoghi di cultura

- è consentita l’attività di ristorazione con obbligo di garantire la possibilità della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro

- sospensione di scuole e università fino al 15 marzo

- l' applicazione della modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche senza specifici accordi aziendali, con l'invito a preferire questo tipo di modalità dove possibile per ridurre ulteriormente gli spostamenti.

- qualora sia possibile, si raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodi di congedo ordinario o di ferie

- divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti risultati positivi al virus o sottoposti alla misura della quarantena. I trasgressori saranno puniti con sanzioni pecuniarie e fino a 3 mesi di reclusione.

- si raccomanda di limitare, ove possibile, gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari e inoltre, i datori di lavoro sono chiamati a promuovere le opportune misure di prevenzione, a partire da quelle igienico-sanitarie.

Per quanto riguarda le merci

Un'Ordinanza della Protezione Civile specifica il contenuto del DPCM 8 marzo 2020 relativo al divieto di spostamento delle persone fisiche nelle zone di contenimento precisando che tali disposizioni si applicano alle sole persone fisiche. È esclusa ogni applicabilità della misura al transito e trasporto merci ed a tutta la filiera produttiva da e per le zone indicate. Le nuove limitazioni quindi  non determinano il blocco delle merci, in entrata e in uscita dai territori interessati e circolanti all’interno degli stessi. Pertanto, il personale addetto alla conduzione dei mezzi di trasporto potrà fare ingresso dalle aree richiamate e uscire da esse, per svolgere le operazioni di consegna o prelievo delle merci stesse. Anche in questo caso, le comprovate esigenze di trasferimento potranno essere oggetto di verifica da parte delle Autorità competenti, mediante l’esibizione di idonea documentazione, tra cui i documenti di trasporto o le fatture di accompagnamento.
In attesa di ulteriori disposizioni, si suggerisce di adottare le seguenti misure di prevenzione e cautela nei confronti dei trasportatori:
- limitare la discesa dai mezzi degli autisti e munirli di dispositivi medici a protezione di mani, naso e bocca;
- qualora il carico/scarico richieda la discesa dal mezzo rispettare, in aggiunta, la misura di sicurezza della distanza di un metro tra le persone;
- trasmettere la documentazione di trasporto in via telematica.

Il Direttore Generale
Luigi Di Giosaffatte

Cari Associati,

Vi invio l'Addendum all'Accordo per il Credito 2019 siglato da Confindustria con ABI e le altre associazioni di rappresentanza delle imprese finalizzato a sostenere le imprese di tutto il territorio nazionale colpite dall'emergenza epidemiologica COVID-19.

In dettaglio l'Accordo prevede che le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti (mutui, leasing e finanziamenti a breve termine) previste dall’Accordo del 2019 sono estese ai finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020 erogati in favore delle imprese danneggiate dall’emergenza (attualmente l’Accordo si applica ai finanziamenti in essere al 15 novembre 2018).

L’Addendum sottolinea inoltre l’opportunità che le banche, ove possibile, offrano condizioni migliorative rispetto a quelle previste esplicitamente dall’Accordo, al fine di andare incontro alle esigenze delle imprese.

Tra tali condizioni migliorative rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo: la sospensione dell’intera rata; la possibilità di sospendere e allungare operazioni di imprese diverse dalle PMI (alle quali è esplicitamente riferito l’Accordo); la mancata previsione di un aumento del tasso (che secondo l’Accordo può essere previsto ma con un tetto ed esclusivamente in funzione degli eventuali maggiori costi per le banche connessi alla realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento); la possibilità di sospendere e allungare ogni tipologia di finanziamento a prescindere dal fatto che gli stessi abbiano le caratteristiche espressamente indicate nell’Accordo e di sospendere e allungare finanziamenti concessi successivamente al 31 gennaio 2020.

In proposito, ricordo peraltro che alcune banche hanno già annunciato misure di particolare favore, che includono tra l’altro la disponibilità a sospendere l’intera rata.

L’Addendum mette poi in evidenza l’opportunità che le banche assicurino la massima tempestività nella risposta alle richieste delle imprese, accelerando le procedure di istruttoria e riducendo significativamente i termini generali previsti a suo tempo dall’Accordo.

Infine, l’Addendum mette in evidenza come sia necessario e urgente che:

- il Governo italiano introduca ulteriori incentivi pubblici in favore delle imprese danneggiate dall’emergenza sanitaria, in particolare per quanto riguarda l’accesso agevolato a linee di credito a breve termine, la realizzazione di operazioni di allungamento di finanziamenti a lungo termine e la mitigazione delle perdite economiche subite. In tale ambito, viene chiesto al Governo di ampliare l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI;

- vengano modificate le attuali disposizioni di vigilanza europee sul settore bancario, anche con riguardo all’applicazione di misure di tolleranza (moratorie) da parte di banche e intermediari finanziari sui finanziamenti alle imprese, al fine di favorire la realizzazione di operazioni di sospensione o allungamento delle scadenze dei finanziamenti.

In allegato Vi invio anche copia dell’Accordo per il Credito 2019.

Un caro saluto,

Luigi Di Giosaffatte

 Pubblichiamo gli aggiornamenti odierni a cura della Direzione Generale:

ore 15:15

Cari Associati,

Confindustria nazionale ha seguito tutta la notte i vari passaggi che hanno portato all’approvazione del DPCM che entra in vigore oggi e fino al 3 aprile prossimo. Il Decreto, che Vi allego, all’articolo 1 prevede l’allargamento della zona rossa a tutta la Lombardia e a 11 Province tra Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Marche, e misure di restrizione più severe a carattere nazionale.  

In queste ore abbiamo ricevuto moltissimi quesiti interpretativi e abbiamo evidenziato alla Task force nazionale tali segnalazioni. Confindustria è intervenuta sia sul Ministro Patuanelli che sugli uffici di Palazzo Chigi nonché il Capo di Gabinetto del Ministero degli Interni, i quali confermano tutti che rientrano tra le “comprovate esigenze lavorative” tutte le attività di impresa, quindi il DPCM non determinerà il blocco delle attività produttive, delle attività lavorative, nè tantomento il blocco dei trasporti e della circolazione delle merci da e per le zone rosse. 

A breve dovrebbero essere forniti chiarimenti interpretativi, nonché le linee guida ai Prefetti da parte del Ministero dell’Interno. Vi terremo aggiornati tempestivamente su tutte le novità delle prossime ore rimanendo a disposizione con i colleghi della task force per tutti i necessari chiarimenti. 

Ore 20:45

Cari Associati

faccio seguito alla mia comunicazione odierna per comunicarvi che Confindustria nazionale ci ha fatto pervenire ulteriori precisazioni, in attesa di eventuali, ulteriori comunicazioni da parte del Governo.

Vi fornisco quindi alcuni chiarimenti in merito al DPCM entrato in vigore oggi che, come noto, allarga il perimetro delle aree soggette a misure di contenimento. 

Sulla base delle prime precisazioni fornite dal Governo, è possibile confermare che, con il DPCM odierno, non s’intende determinare il blocco delle attività lavorative, produttive e della circolazione delle merci da, verso e all’interno delle aree territoriali interessate. 

In primo luogo, le nuove limitazioni non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Anche alla luce di un confronto con il testo dei precedenti DPCM, ciò comporta che sono consentiti gli spostamenti verso e di ritorno dal posto di lavoro (essenziali per la continuità produttiva delle imprese), sempre che non ricorrano i presupposti del divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora, applicabile ai soggetti sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus. 

Si evidenzia, inoltre, che tali spostamenti - per comprovati motivi di lavoro - sono consentiti anche da e verso l’esterno delle aree territoriali interessate, nel rispetto, in questo caso, di eventuali prescrizioni contenute nei provvedimenti regionali. In questo senso, è utile evidenziare come gli indirizzi sopra richiamati trovino applicazione anche per i lavoratori transfrontalieri. 

In attesa delle indicazioni che i Prefetti forniranno (sulla base delle direttive emanate dal Ministero dell’Interno), gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con opportuni mezzi, compreso il cedolino paga, il tesserino di identificazione aziendale, ovvero una dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’esigenza del viaggio. Tali documenti dovranno essere esibiti alle Autorità di pubblica sicurezza chiamate ad assicurare il monitoraggio delle misure di contenimento, cui si raccomanda di prestare la massima collaborazione. 

Peraltro, ricordo che la ratio del provvedimento (come già dei precedenti) è di limitare il più possibile gli spostamenti delle persone. In quest’ottica, rimane ferma la possibilità di ricorrere alle modalità di lavoro agile (richiamate nell’art. 2, lett. r), del DPCM per tutto il territorio nazionale), cui si aggiunge la raccomandazione ai datori di lavoro di favorire, in questa fase, la fruizione dei periodi di congedo ordinario o di ferie dei propri dipendenti. 

Inoltre, i datori di lavoro sono chiamati a promuovere le opportune misure di prevenzione, a partire da quelle igienico-sanitarie contenute nell’Allegato al DPCM. Ciò sempre in attesa che vengano definite - per tutto il territorio nazionale - procedure omogenee per la continuità produttiva, logistica e distributiva, funzionali anche a individuare le misure di carattere precauzionale cui i soggetti che svolgono attività economiche organizzate possono subordinare l’accesso ai propri locali. 

In secondo luogo, le nuove limitazioni non determinano il blocco delle merci, in entrata e in uscita dai territori interessati e circolanti all’interno degli stessi. Pertanto, il personale addetto alla conduzione dei mezzi di trasporto potrà fare ingresso dalle aree richiamate e uscire da esse, per svolgere le operazioni di consegna o prelievo delle merci stesse. Anche in questo caso, le comprovate esigenze di trasferimento potranno essere oggetto di verifica da parte delle Autorità competenti, mediante l’esibizione di idonea documentazione, tra cui i documenti di trasporto o le fatture di accompagnamento. 

Inoltre, sempre nell’attesa che vengano definite le richiamate procedure omogenee, si suggerisce di adottare misure di prevenzione e cautela nei confronti dei trasportatori, quali, ad esempio: 

a) limitare la discesa dai mezzi degli autisti e munirli di dispositivi medici a protezione di mani, naso e bocca; 

b) qualora il carico/scarico richieda la discesa dal mezzo rispettare, in aggiunta, la misura di sicurezza della distanza di un metro tra le persone; 

c) trasmettere la documentazione di trasporto in via telematica. 

Vi allego le note esplicative pubblicate questo pomeriggio dal Ministero degli esteri e dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Sarà nostra cura fornirVi ulteriori informazioni e indicazioni non appena disponibili. 

A questo proposito, Vi segnalo che a breve dovrebbero essere pubblicate alcune FAQ sul sito del Governo. 

Luigi Di Giosaffatte

https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/nota-esplicativa-al-dpcm-8-marzo-2020.html#h 

http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/coronavirus-trasporto-merci-autotrasporto-merci-trasfontalieri/coronavirus-mit 

Sabato, 07 Marzo 2020 09:51

Nuove disposizioni coronavirus

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un nuovo Dpcm con misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus.

Le misure, efficaci fino al 3 aprile salvo specifiche indicazioni, prevedono tra l’altro:

  • - la sospensione di manifestazioni, eventi e spettacolidi qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali;
  • - il rinvio di convegnicongressi;
  • - la sospensione di eventi e competizioni sportivedi ogni ordine e disciplina;
  • - la chiusura di scuole e universitàfino al 15 marzo;
  • - la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile, per la durata dello stato di emergenza, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali previsti.

Nell’ambito delle misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale, si prevede:

  • - la raccomandazione a tutte le persone anzianeo affette da patologie croniche immunodepresse, di evitare di uscire dalla propria abitazione fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati;
  • - interventi straordinari di sanificazione dei mezzida parte delle aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza;
  • - l’obbligo di comunicazione alla ASLnonché al proprio medico di medicina generale, da parte di chiunque, negli ultimi 14 giorni, abbia soggiornato in zone a rischio epidemiologico o sia transitato e abbia sostato nei comuni della zona rossa;
  • - in tali casi i servizi di sanità pubblica provvedono alla prescrizione della permanenza domiciliare, fornendo tutte le informazioni e prescrizioni necessarie e monitorando quotidianamente la persona posta in sorveglianza sanitaria.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica, è applicabili sull'intero territorio nazionale.

Inoltre, rispetto gli obblighi di comunicazione all'Autorità sanitaria, si registra la rilevante novità introdotta dall’art. 1 co. 1, lett. i)del DPCM, che circoscrive tali obblighi a coloro che dal 19 febbraio 2020 abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’OMS ovvero abbiano transitato e sostato nei Comuni italiani della zona rossa. Pertanto, a differenza di quanto previsto dal precedente DPCM 1° marzo 2020, il mero transito nella zona rossa non costituisce presupposto per l'obbligo di comunicazione all'Autorità sanitaria.

Alla luce di questo continuo mutamento del quadro normativo, con riferimento alla nota di Confindustria “Emergenza Coronavirus e protezione dei dati personali” diffusa ieri pomeriggio che suggerisce l’opportunità di adottare policy di accesso ai locali aziendali e agli uffici speculari agli obblighi e alle misure di natura precauzionale prescritti dalle autorità competenti, si segnala l’esigenza di tenere tali policy costantemente aggiornate e di allinearle alle misure di volte in volta adottate.

Con i migliori saluti. 

Il Direttore Generale
Luigi Di Giosaffatte

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