Da "Il sole 24 ore"
Stefania D'Aviero

Stefania D'Aviero

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PNRR: AL VIA IL CONFRONTO CON LE PARTI SOCIALI. OCCASIONE IRRIPETIBILE PER IL PAESE

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza registra una mancata conformità con le linee guida indicate dalla Ue ". Così il presidente di Confindustria Carlo Bonomi nel corso del confronto con l'Esecutivo, in cui prima ancora di entrare nel merito del Pnrr sono state poste quattro questioni prioritarie inerenti al metodo. Ad ispirarle è esclusivamente l'interesse nazionale affinché' il Pnrr, un'occasione storica e irripetibile per il Paese, raggiunga la massima efficacia. Le linee guida - spiega Confindustria - prescrivono infatti, in maniera puntuale, che ogni riforma strutturale e linea di intervento delle 6 missioni strutturali venga declinata secondo una stima precisa degli obiettivi quantitativi che si intende ottenere rispetto alle risorse impegnate. Questo perche' la Commissione stessa possa verificarne l'attuazione, sia nell'arco della durata del Piano che negli step intermedi, scongiurando così il rischio di revoca dei fondi o, peggio ancora, la restituzione. Le riforme strutturali, infatti, devono essere quelle indicate da anni nelle raccomandazioni periodiche all'Italia, quindi prima di tutto quelle del mercato del lavoro, della Pa e della giustizia e ogni intervento va progettato seguendo questa metodologia. Inoltre, la linea d'azione deve essere plausibile, alla luce dei risultati ottenuti dall'Italia negli anni precedenti con interventi nello stesso settore, e congrua rispetto ai principali effetti di sostenibilità sociale, ambientale e al quadro generale di finanza pubblica. Poiché, allo stato attuale, nel Pnrr trasmesso al Parlamento non è stata riscontrata questa corrispondenza, Confindustria ha chiesto al Governo di procedere ad un affinamento del Piano per comprenderne gli effettivi impatti sul Pil".


PNRR: L’AUDIZIONE DI CONFINDUSTRIA. MANCA GOVERNANCE E VISIONE DI POLITICA INDUSTRIALE
“Il PNRR rimane ancora lontano dal livello di dettaglio sui progetti e per ciascuno di essi gli strumenti e il cronoprogramma, nonché l’analisi d’impatto richiesti dalla Commissione Europea”. Così il direttore generale di Confindustria, Francesca Mariotti in audizione presso le commissioni Bilancio, Attività produttive, Lavoro della Camera. “Pur in assenza di una visione organica di politica industriale, nel piano si ritrovano alcuni indirizzi segnalati dalle imprese, come il rafforzamento del piano Transizione 4.0 e i temi di ricerca e innovazione. Ma sono evidenti ancora diverse lacune: mancano misure dedicate alla patrimonializzazione, per l’energia, l’export e il made in Italy.
Manca una governance chiara e definita. Inoltre, risultano ancora insufficienti gli interventi sul lavoro. La riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche risulta urgente e non più procrastinabile. Confindustria – ha proseguito la dg Mariotti - ribadisce ancora una volta la sua proposta, che punta a valorizzare il capitale umano e l’aumento dell’occupabilità, coniugando la riforma degli ammortizzatori sociali con quella delle politiche attive, aprendo alle Agenzie private”.


GOVERNO: MOLTO PREOCCUPATI, IL PAESE E’ SFIDUCIATO. DEBOLEZZA METTE A RISCHIO LE RIFORME
“Il Recovery plan è una occasione senza precedenti, che va portata avanti con efficacia e in maniera puntuale. Sono molto preoccupato abbiamo perso molto tempo - afferma il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ospite al Tg2Post, al termine di una giornata nella quale il governo ha avuto un confronto con le diverse categorie datoriali sull'attuazione del Piano. "Sta montando una sfiducia incredibile perché non si danno prospettive. E' la cosa peggiore, aggiunge, è che per dare i fondi l'Ue chiede riforme ma queste non sono possibili con la debolezza attuale del governo”. Il confronto non è solo sul merito degli investimenti, ma anche sul metodo, governance compresa. Secondo Bonomi, "in un momento in cui dobbiamo stare tutti uniti, ‘stringiamoci a coorte' come dice il nostro inno nazionale, invece - ha aggiunto - ci stiamo sfaldando socialmente. Perché' non si sta dicendo le cose come sono, non si racconta la realtà, come dobbiamo affrontarla, magari con ulteriori sacrifici ma dando una prospettiva di futuro. Basta vedere cosa sta succedendo nei conti bancari degli italiani. In un momento di crisi - conclude - aumentano i risparmi. Questo vuol dire che non c’è fiducia in quello che viene fatto".

LAVORO: RIFORMA AMMORTIZZATORI E’ LA PRIORITA’ E DEVE ESSERE CONDIVISA. BLOCCO LICENZIAMENTI SOLO PER ATTIVITA’ CHIUSE
“La riforma degli ammortizzatori dovrebbe essere in arrivo. La nostra convocazione era fissata per il 26. Ma ora l'appuntamento è stato rimandato a data da destinarsi. Mi permetta qui di fare una precisa richiesta al governo. Basta incontri separati governo-sindacati e governo-imprese. Gli incontri devono essere a tre: governo-imprese-sindacati. Il divide et impera non funziona, qui dobbiamo trovare soluzioni”. Così il vicepresidente Maurizio Stirpe in un’intervista al Corriere della Sera. Sugli ammortizzatori “noi diciamo una cosa molto semplice: se l'ammortizzatore deve essere universale, cioè uguale per tutti, allora tutti devono contribuire allo stesso modo. Non si può chiedere a chi sta già pagando di più di finanziare gli ammortizzatori per le imprese che non hanno mai fatto un versamento. Da tempo abbiamo sollevato il problema. Ci piacerebbe arrivare a una soluzione condivisa. Inoltre – Continua Stirpe - se c'è un testo di riforma degli ammortizzatori, ci venga consegnato prima, vogliamo arrivare all'incontro preparati”. E sul blocco dei licenziamenti il vicepresidente per il Lavoro e Welfare dice: “Facile e popolare fare questo tipo di richiesta ma non è la soluzione migliore per il Paese. Giusto prorogare il blocco dei licenziamenti per le attività che sono chiuse "per decreto". E a queste lo Stato deve garantire, oltre agli ammortizzatori, la sospensione degli obblighi fiscali. Ma le altre devono potersi ristrutturare. Prima verrà data loro la possibilità di farlo, prima potranno ripartire. La nostra non è una posizione ideologica. Cerchiamo solo soluzioni per uscire prima dall'impasse”.

Leggi il comunicato stampa e la news e il testo dell’ Audizione di Confindustria sul PNRR e l’intervista di Stirpe al Corriere della Sera
https://www.confindustria.it/home/media/comunicati-stampa
https://www.confindustria.it/notizie/dettaglio-notizie/Audizione-Confindustria-sulla-proposta-di-PNRR-Piano-Nazionale-di-ripresa-e-resilienza
https://www.confindustria.it/notizie/dettaglio-notizie/Stirpe-al-Corriere-della-Sera-Sulla-riforma-degli-ammortizzatori-sociali-serve-soluzione-condivisa

Guarda l’intervista del Presidente Bonomi al Tg2 Post (puntata del 25 gennaio)
http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/rubriche/PublishingBlock-8a6d96c0-2f11-41ec-8539-042bbf407d1e.html

Pubblichiamo l’invito all’evento interregionale “Risorse Umane: i bisogni delle PMI post covid. Come sviluppare una cultura HR per sostenere la ripresa” del 3 febbraio p.v. ore 17:00. 

Porteranno la loro testimonianza, tra gli altri, il Direttore Generale di Confindustria Chieti Pescara Dr. Luigi Di Giosaffatte e la nostra associata Silvia D’Alessandro titolare di Gegel srl.
Per iscrizioni:
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È convocato, per giovedì 28 gennaio 2021 alle ore 17:00, il Consiglio Direttivo allargato a tutti i componenti della Sezione Servizi Innovativi di Confindustria Chieti Pescara.

ORDINE DEL GIORNO:

Roma, 25 gennaio 2021 – Confindustria, prima ancora di entrare nel merito del PNRR, in questo primo incontro con il Governo, ha posto quattro questioni prioritarie inerenti il metodo. A ispirarle è esclusivamente l’interesse nazionale affinché il PNRR, un’occasione storica e irripetibile per il Paese, raggiunga la massima efficacia.

La prima osservazione riguarda la mancata conformità con le linee guida indicate dalla UE e aggiornate venerdì scorso a seguito della consultazione tra Commissione, Governi e Parlamento Europeo. Le linee guida prescrivono infatti, in maniera puntuale, che ogni riforma strutturale e linea di intervento delle 6 missioni strutturali venga declinata secondo una stima precisa degli obiettivi quantitativi che si intende ottenere rispetto alle risorse impegnate. Questo perché la Commissione stessa possa verificarne l’attuazione, sia nell’arco della durata del Piano che negli step intermedi, scongiurando così il rischio di revoca dei fondi o, peggio ancora, la restituzione. Le riforme strutturali, infatti, devono essere quelle indicate da anni nelle raccomandazioni periodiche all’Italia, quindi prima di tutto quelle del mercato del lavoro, della PA e della giustizia e ogni intervento va progettato seguendo questa metodologia. Inoltre, la linea d’azione deve essere plausibile, alla luce dei risultati ottenuti dall’Italia negli anni precedenti con interventi nello stesso settore, e congruo rispetto ai principali effetti di sostenibilità sociale, ambientale e al quadro generale di finanza pubblica. Poiché, allo stato attuale, nel PNRR trasmesso al Parlamento non abbiamo riscontrato questa corrispondenza, Confindustria ha chiesto al Governo di procedere ad un affinamento del Piano per comprenderne gli effettivi impatti sul PIL.

La seconda osservazione è un effetto della prima poiché, in assenza di un quadro generale di priorità, compatibilità e obiettivi, ogni valutazione rischia di ridursi ad una mera somma di richieste, in nome dei diversi interessi economici e sociali.
Senza una stima chiara degli obiettivi sull’aumento dei tassi di occupazione - a partire da giovani e donne sulla diminuzione dei NEET, sull’aumento dei laureati, sulla diminuzione dei gap territoriali e di genere - non è possibile esprimere un parere sull’allocazione complessiva di risorse destinate agli obiettivi di sostenibilità sociale e di crescita della produttività.

La terza osservazione riguarda i temi che hanno un grande impatto sulla vita delle imprese.
Lo scorso luglio Confindustria ha trasmesso al Governo una proposta dettagliata che coniuga, in un unico obiettivo, la riforma degli ammortizzatori sociali e quella delle politiche attive del lavoro, aprendo al coinvolgimento delle Agenzie private. L’obiettivo della proposta è la valorizzazione del capitale umano e l’aumento dell’occupabilità, attraverso il potenziamento dell’assegno di ricollocazione e il contratto di espansione.
La scelta che riscontriamo nel Piano invece, non solo sembra essere quella di basarsi ancora essenzialmente sui Centri Pubblici per l’Impiego, ma, soprattutto, non viene indicata la direzione che il Governo intende intraprendere sulla riforma degli ammortizzatori sociali.
Altro capitolo essenziale è quello delle Infrastrutture. Prima di esprimersi sull’allocazione delle risorse, occorre chiarire il gap delle 35 misure attuative non ancora emanate e dei ripetuti interventi su tale materia fino al Decreto-legge Semplificazioni. Specie in questo ambito, infatti, l’efficacia dell’assetto organizzativo e la profonda revisione delle procedure della PA, al momento non declinate, risulta determinante.

 La quarta osservazione è di ordine trasversale e riguarda la governance necessaria per una puntuale ed efficiente realizzazione del Piano, ad oggi non ancora delineata, che a nostro avviso dovrebbe prevedere modalità di confronto strutturato e continuativo con le parti sociali e un loro coinvolgimento lungo tutto il processo di esecuzione dei progetti.

Confindustria ha manifestato la piena disponibilità a continuare su questa metodologia di confronto al fine di rendere efficace e credibile il PNRR nell’interesse del Paese.

FONTE: www.confindustria.it

 BONOMI: SFIDA EPOCALE, DAL G20 RISPOSTE TEMPESTIVE E AZIONI URGENTI. PER AVERE SUCCESSO CRUCIALE IL RUOLO DELLE IMPRESE.

“Chiediamo al G20 di tornare a essere un consiglio i cui i leader concordino azioni urgenti, approvino linee guida e le facciano applicare” così il presidente Carlo Bonomi ha aperto l'inception Meeting, l’incontro di avvio del B20 Italy 2021, il business summit organizzato da Confindustria nell'ambito della presidenza italiana del G20, assunta a dicembre scorso. La presidenza italiana “affronta sfide epocali e segna il percorso per costruire una nuova era di crescita e prosperità. Per avere successo è cruciale il ruolo delle imprese. Mai nella storia recente la comunità globale ha affrontato una minaccia diffusa, capillare, dirompente e persistente come la pandemia”. E rispetto alle crisi dello scorso decennio quella attuale “richiede al G20 di attuare un cambiamento sistemico, portare risultati solidi, tempestivi ed efficaci”. Il mondo delle imprese si impegna per superare la crisi: “siamo pronti a sostenere la comunità del G20, crediamo di poter fare la differenza” offrendo alla presidenza del G20 “un partenariato pubblico-privato veramente coeso e lungimirante. Alcuni segnali incoraggianti cominciano ad esserci, non ancora abbastanza per vedere la luce in fondo al tunnel”. Ora c'è una unica strada che va percorsa: “le forze di mercato siano i motori dell'allocazione delle risorse e i fondi pubblici siano investiti in modo proficuo”.

 MARCEGAGLIA: 2021 ANNO DEL RINASCIMENTO, CON IL B20 DOBBIAMO INCIDERE. INCLUDERE, CONDIVIDERE E AGIRE IL CLAIM
“II 2021 sia l'anno del Rinascimento e della ripresa- così Emma Marcegaglia, Chair del B20, ha dato il via al B20 targato Italia nel corso dell’Inception Meeting- Suggeriremo azioni concrete che vanno adottate tempestivamente. Il 2021 deve essere ricordato come l'anno in cui il virus è stato sconfitto e l'anno in cui è stato possibile il ritorno alla crescita. II claim è rimodellare il futuro, includere, condividere, agire”. Parole d’ordine che la Marcegaglia, nominata dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, sottolinea: “è la nostra idea di futuro. Vediamo la luce in fondo al tunnel, ma ciò che ci aspetta non è ancora chiaro. A maggior ragione il G20 e il B20 italiani - ha aggiunto - saranno di grande importanza. L'Italia sarà all'altezza dell'occasione e dimostrerà la sua forte leadership. Suggeriremo azioni concrete che devono essere adottate tempestivamente e in modo efficace. C 'è stato un enorme interesse a partecipare al B20. I numeri sono imponenti: oltre 1000 delegati dei paesi del G20, tra cui i dirigenti delle principali multinazionali, 3000 partecipanti complessivi (una comunità di oltre 6,5 milioni di imprese). È il motore dello sviluppo economico mondiale. Dai lavori del B20 arriveranno le raccomandazioni di policy da portare al tavolo della riunione finale dei capi di Stato e di governo”.

 Leggi gli interventi di Carlo Bonomi ed Emma Marcegaglia all’inception meeting in allegato, la news al seguente link

https://www.confindustria.it/notizie/dettaglio-notizie/CON-L-INCEPTION-DAY-AL-VIA-IL-B20-TARGATO-ITALIA

Guarda e scarica il video di presentazione

https://www.youtube.com/watch?v=3aiAxzX3qQw&t=9s

Martedì 26 gennaio 2021, dalle 11:00 alle 13:00, è in programma il webinar STRUMENTI FINTECH PER FINANZIARE, GESTIRE E VALUTARE L’IMPRESA.

L’evento è organizzato dalla Camera di Commercio Chieti Pescara in collaborazione con INNEXTA, Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza, nell'ambito delle attività del Punto Impresa Digitale Chieti Pescara.
Il webinar ha l’obiettivo di presentare le principali soluzioni offerte dal mondo del FinTech in grado di impattare numerose aree del business aziendale.

Il finanziamento dell’impresa rappresenta, in tal senso, uno dei temi più sentiti. La prima parte del webinar presenterà le principali soluzioni FinTech per la raccolta di capitali e il finanziamento dello sviluppo imprenditoriale: prestiti, lancio di nuovi prodotti e servizi, soluzioni per l’anticipo fatture rappresentano alcune tra le operazioni che possono oggi essere svolte tramite canali digitali.
La seconda parte dell’incontro è dedicata alla blockchain e alle sue applicazioni più concrete a favore delle PMI: made in Italy, gestione della filiera, tutela della proprietà intellettuale e smart contract tra i temi trattati, per avvicinare una delle tecnologie più rivoluzionarie al mondo dell’imprenditoria.

Le ultime due sessioni dell’incontro mettono in relazione il FinTech con la valutazione e il monitoraggio finanziario dell’impresa. Tematiche coerenti con l’orizzonte dell’entrata in vigore del nuovo codice della crisi, ma anche (e soprattutto) con l’attuale congiuntura economica legata alle conseguenze dell’emergenza sanitaria, che richiede alle imprese una attenta pianificazione e attenzione alla gestione finanziaria di breve periodo.

L’incontro si terrà su piattaforma GotoWebinar. Dopo la registrazione riceverete il link per partecipare.

Per iscriversi https://bit.ly/3pdFzjy

Per informazioni:
Punto Impresa Digitale 0854536208-08715450421 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In allegato il programma

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Assobalneari Italia e Assomarinas chiedono al Governo di intervenire subito a tutela della legislazione italiana sull’estensione della durata delle concessioni demaniali.

Roma, 22 gennaio 2021 - Assobalneari Italia e Assomarinas, aderenti a Federturismo Confindustria, hanno inviato al Governo e ai Ministeri competenti, un parere tecnico-legale redatto dal Prof. Zunarelli dell'Università di Bologna, in cui, in difesa di due leggi dello Stato vigenti, la n. 145/2018 e n. 77/2020 (Decreto Rilancio), vengono svolte argomentazioni da porre a fondamento di una contestazione dei rilievi formulati nella lettera di messa in mora della Commissione Europea al Governo Italiano del 3 dicembre 2020, relativa alla legislazione italiana di proroga al 2033 della durata delle concessioni demaniali per attività turistiche e ricreative.

Il Presidente di Assobalneari Italia, Fabrizio Licordari, rileva come lo studio ponga in evidenza due elementi che chiariscono come le norme censurate dalla Commissione non siano in contrasto con il diritto europeo “ in primo luogo perché la stessa sentenza della Corte di Giustizia Promoimpresa, del 2016, richiama non solo il principio del legittimo affidamento per le concessioni rilasciate prima del 2010, ma tutte quelle deroghe relative alla scarsità delle risorse costiere disponibili e l’interesse transfrontaliero certo dei cittadini della U.E. allo sfruttamento di tali risorse. Tali principi costituiscono presupposti indispensabili per l’applicabilità della Direttiva Bolkestein, Direttiva che, per le sue caratteristiche, non sarebbe immediatamente applicabile nell’ordinamento giuridico italiano, in quanto non autoesecutiva, come evidenziato dalle più recenti sentenze del Tar Puglia Lecce.
In secondo luogo perché la stessa Direttiva Concessioni del 2014, successiva alla Bolkestein risalente al 2006, al considerando 15 precisa che gli accordi aventi ad oggetto il diritto di un operatore economico di gestire determinati beni o risorse del demanio pubblico … quali terreni o qualsiasi proprietà pubblica non dovrebbero configurarsi come concessioni … ma come contratti di locazione di beni o terreni di natura pubblica. Quindi i contratti di locazione di beni pubblici (ed assimilabili) si pongono nel diritto dell’unione europea al di fuori dell’ambito di applicazione sia della Direttiva Bolkestein che della Direttiva Concessioni. La stessa Corte di Giustizia, in una sentenza del 2007, con riferimento ad una concessione demaniale marittima era in precedenza pervenuta alla medesima conclusione, ritenendo tale rapporto concessorio assimilabile alla locazione di beni pubblici.”

Dichiara, inoltre, il Presidente di Assomarinas Roberto Perocchio, che il Governo italiano non può più far finta di niente di fronte ad una procedura inaccettabile e rinviare la soluzione del problema, ma deve cogliere l’occasione per ribadire la non applicabilità della Direttiva Servizi alle concessioni demaniali marittime. I due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni sollevate dalla Commissione stanno scadendo e si deve far presto per tutelare l’intera filiera di imprese turistiche costiere, lacuali e fluviali, per garantire la continuità e la messa in sicurezza di un settore che, altrimenti, complice anche la pandemia, rischia di essere affossato.

NO AL DEPOSITO GPL SUL PORTO DI ORTONA

11 gennaio 2021 - Le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni datoriali della Regione - impegnate in questi anni alla realizzazione della ZONA ECONOMICA SPECIALE per l’Abruzzo (ZES) ed alla realizzazione del Corridoio trasversale Tirreno- Adriatico, dove la centralità del Porto di Ortona è strategica per il futuro sviluppo economico ed industriale del Centro Italia – esprimono la netta contrarietà alla realizzazione del Deposito GPL di 25mila metri cubi di potenziale.
Mai come adesso è fondamentale chiudere grandi opere infrastrutturali sulle quali si discute da troppi anni, a cominciare dalla rete ferroviaria Alta Velocità ed Alta Capacità Roma-Pescara, già inserito sul piano nazionale delle grandi infrastrutture.
Un intervento (quello del Deposito di GPL) così invasivo vanificherebbe tutti gli sforzi fatti in questi anni per rendere fruibili i Porti di Ortona e Vasto ad uno sviluppo del Centro Italia verso l’area Balcanica, verso il Basso Mediterraneo ed unitamente all’Interporto di Manoppello e l’Autoparco di Avezzano con l’Aeroporto di Pescara per la definizione di una grande piattaforma logistica a copertura dei Paesi UE e del Mediterraneo.
Gli studi specialistici effettuati sull’impianto di GPL da realizzare sul Porto di Ortona dimostrano, senza ombra di dubbio, quante criticità verrebbero a manifestarsi, a cominciare dai rischi connessi al prodotto stoccato ed in particolare al trasporto dello stesso prodotto. Per tali operazioni – proprio per la conformazione dello stesso Porto – l’infrastruttura si troverebbe a subire il blocco di qualsiasi operazione portuale per i tempi di scarico, stoccaggio e trasporto.
Inoltre, la zona di attracco della gasiera è prevista sul molo foraneo nord delimitante l’avamporto. Detto molo risulta infrastruttura finalizzata a garantire le operazioni in sicurezza di ingresso e uscita dal porto. Esso, infatti, è costituito da sola scogliera (tetrapodi) e non è percorribile con automezzi in caso di emergenza.

Il Piano Regolatore Portuale (PRP) adottato nel giugno 2015 ben consapevole dell’impossibilità di dedicare un’apposita banchina al carico e scarico di merci pericolose aveva manifestato nel testo del Piano la chiara volontà di non consentire operazioni di deposito e stoccaggio di idrocarburi e prodotti chimici.

Tutte le Organizzazioni si aspettano che questo capitolo si chiuda definitivamente perché la Regione Abruzzo, l’Autorità Portuale ed il Ministero dello Sviluppo Economico si concentrino sulla nomina del Comitato di Indirizzo e del Commissario della ZES che da troppo tempo resta ancora non operativa.

E' convocata l'Assemblea della Sezione Servizi Innovativi per il giorno 15 dicembre 2020 alle ore 06:00 in prima convocazione ed alle ore 16,00 in seconda convocazione, presso la sede di Confindustria a Pescara, Via Raiale 110 Bis, per la discussione del seguente:

ORDINE DEL GIORNO

1. Introduzione del Presidente della Sezione Servizi Innovativi, Ing. Cristiano Fino all'Assemblea Elettiva;
2. Elezione del Presidente Sezionale;
3. Elezione di n. 9 componenti del Consiglio di Sezione;
4. Varie ed Eventuali.

Promosso da Fondimpresa il webinar “Nuovi scenari, nuove prospettive per la formazione continua. Presentazione dei Rapporti di Monitoraggio Valutativo 2019” che sarà trasmesso in diretta streaming sui canali Facebook e Youtube mercoledì 25 novembre 2020, dalle ore 15.30 alle ore 17.00.
Il confronto prenderà spunto dai risultati dei Rapporti realizzati e dalle esperienze che esporranno due importanti realtà imprenditoriali impegnate nella realizzazione di Piani Formativi finanziati da Fondimpresa.
E’ possibile scaricare i Rapporti di Monitoraggio Valutativo 2019 e acquisire maggiori informazioni visitando la pagina web dedicata all’evento, al seguente link https://bit.ly/3kBgMD6.

In allegato il programma completo.

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