Gianluca Ravasini

Gianluca Ravasini

Energia, Trasporti, Logistica
Segreteria Sezione Energia, Trasporti e Logistica
Responsabile Sede Vasto

Telefono 0873 366336 - 085 4325534 - 3355933523
email g.ravasini@confindustriachpe.it

Informiamo le aziende associate interessate circa l'avvio, da parte dell'impresa maggiore di trasporto, di una consultazione in merito alle linee operative di intervento per il riassetto dell’attività di misura nel trasporto gas, ai sensi della Delibera ARERA 522/2019/R/Gas.

Il documento per la consultazione (in allegato) dettaglia quanto espressamente previsto dalla Delibera, in relazione:

a) al ruolo delle imprese di trasporto diverse dall’impresa maggiore di trasporto e alle relative modalità di coordinamento con l’impresa maggiore responsabile dell’attività di meter reading;
b) all’individuazione dei requisiti minimi impiantistici, prestazionali e manutentivi degli impianti di misura;
c) all’individuazione di standard di qualità che si rendano necessari nel nuovo assetto, alle modalità di applicazione ai soggetti che non rispettino gli standard di qualità del servizio del corrispettivo tariffario a copertura dei c.d. “costi di mancato adeguamento” nonché ai possibili criteri di dimensionamento di tale corrispettivo;
d) alla necessità di effettuare un censimento impiantistico e alla definizione di un piano di upgrading/acquisizione degli impianti;

Al fine di approfondire le prospettate novità, Confindustria nazionale ha organizzato un webinar con Snam per il prossimo giovedì 11 giugno 2020, alle ore 11.00.

Per ottenere le credenziali di accesso al webinar invitiamo le aziende interessate a confermare la presenza entro martedì 9 giugno all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informiamo le aziende associate che il Ministero dell’Interno, con la circolare allegata, ha fornito alcune prime indicazioni operative finalizzate alla verifica della corretta esecuzione degli adempimenti cui sono tenuti tutti coloro che fanno uso dei mezzi di trasporto sia privati che pubblici.

Relativamente all’utilizzo del mezzo adibito al trasporto di cose, la Circolare ribadisce l’importanza di sottoporre l’esercizio dell’attività di trasporto alle prescrizioni di sicurezza contenute nel "Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica" - allegato 14 del DPCM 17 maggio 2020 - che prevede il rispetto di obblighi per il vettore (cioè dell'impresa che effettua il trasporto) o per l'impresa che cura lo scarico/carico della merce, nonché per i conducenti di questi veicoli.

Per la corretta individuazione degli obblighi imposti a ciascun soggetto, sono state individuate una serie di ipotesi numerate in "casi”. Nello specifico:

Adempimenti a carico del vettore e dell'impresa che cura lo scarico/carico della merce
• informare i conducenti relativamente al corretto uso e gestione dei dispositivi di protezione individuale, dove previsti (mascherine, guanti, tute, ecc.) (caso 2.1.1);
• sanificare ed igienizzare i mezzi di trasporto e i mezzi di lavoro in modo appropriato e frequente. Le operazioni di pulizia e sanificazione devono riguardare tutte le parti frequentate dai lavoratori ed effettuate con le modalità definite dalle specifiche circolari del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità (caso 2.1.2);
• nei luoghi di carico/scarico delle merci, garantire la presenza di servizi igienici dedicati ai conducenti, di cui deve essere prevista una adeguata pulizia giornaliera, e la presenza di idoneo gel igienizzante lavamani (caso 2.1.3);
• garantire che, nei luoghi di carico/scarico, sia assicurato che le necessarie operazioni propedeutiche e conclusive del carico/scarico delle merci e la presa/consegna dei documenti, avvengano con modalità che non prevedano contatti diretti tra operatori ed autisti o nel rispetto della rigorosa distanza di un metro (caso 2.1.4).

Adempimenti a carico dell'autista di veicolo per trasporto merci
• se possibile, obbligo di rimanere a bordo del proprio mezzo quando sprovvisto di guanti e mascherina (costituisce eccezione a tale obbligo la necessità di svolgere manovre fuori dal mezzo, funzionali al trasporto, ovvero il dover corrispondere ad esigenze personali) (caso 2.2.1);
• obbligo di rimanere a bordo del veicolo nel luogo di carico/scarico se è sprovvisto di DPI, ovvero, in alternativa, di mantenere durante tali operazioni, la distanza di almeno un metro dagli altri operatori (caso 2.2.2);
• obbligo di indossare una mascherina durante la guida se è presente un secondo conducente ovvero un addetto al carico/scarico (o nel caso del custode/guardiano, diverso dal conducente, nel trasporto di animali vivi), quando non sia possibile mantenere un'adeguata distanza interpersonale (caso 2.2.3);
• divieto di accedere agli uffici delle aziende diverse dalla propria, salvo che per l'utilizzo dei servizi igienici dedicati (caso 2.2.4);
• obbligo di indossare una mascherina qualora, in luogo aperto, sia necessario lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative (caso 2.2.5).

La circolare specifica che le prescrizioni contenute nel citato Protocollo costituiscono materia di controllo da parte degli organi di polizia stradale e che, salvo che il fatto costituisca reato ai sensi del d. lgs n.81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, costituiscono regole di comportamento la cui violazione è punita con le sanzioni amministrative di cui all'art.4 del DL 19/2020.

In tema di sanzioni, tuttavia, dovranno essere tenuti in considerazione anche i contenuti di eventuali provvedimenti che, localmente, possono prevedere disposizioni più restrittive o derogatorie di quelle generali, la cui violazione, determinerà anch'essa l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 4 DL 19/2020 ma con competenza, quanto ad autorità amministrativa che deve irrogarle, individuata in base all'ente locale che ha emesso l'ordinanza o il provvedimento di regolazione.

Le sanzioni, a seconda dei casi, saranno applicabili in capo all'imprenditore o agli altri soggetti specificamente tenuti al rispetto degli obblighi imposti.

Le violazioni riguardanti gli obblighi di organizzazione dell'attività imprenditoriale ovvero di predisposizione di strumenti per gli utenti o per i lavoratori o di misure di adeguamento, gestione, pulizia, sanificazione, ecc., sono certamente riferibili all'imprenditore (vettore o impresa che cura il carico/scarico della merce) e devono essere contestate a questi soggetti, attraverso i loro rappresentanti legali, in quanto tenuti alla loro osservanza ovvero, se commesse dai lavoratori, in quanto tenuti alla vigilanza sull'osservanza delle misure da parte di questi ultimi.

In particolare, sarà qualificato come trasgressore chi gestisce l'attività di trasporto di cose (ovvero, se ricorre il caso, chi gestisce l'attività connessa al carico/scarico delle merci) per la violazione degli obblighi cui ai casi da 2.1.1 a 2.1.4.

Ove la violazione riguardi la predisposizione di strumenti a tutela dei lavoratori (ad esempio nel caso 2.1.1 in tema di informazione ai conducenti professionali circa il corretto uso dei DPI), occorre, tuttavia, verificare la condotta dell'imprenditore in coerenza con gli obblighi discendenti dalla normativa sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro di cui al d.lgs. 81/2008.

Quando, invece, le disposizioni dei protocolli si rivolgono direttamente ai dipendenti delle aziende che erogano il servizio di trasporto, imponendo loro specifiche prescrizioni, tali soggetti sono chiamati a rispondere in proprio delle violazioni accertate, eventualmente con il concorso dei gestori dell'impresa negli illeciti posti in essere dai dipendenti, a seguito dell'accertamento dell'omissione dei doveri di vigilanza.

Per quanto concerne le sanzioni accessorie e le misure cautelari provvisorie, ricordiamo che, secondo quanto previsto dall'art.2 del DL n. 33/2020, le violazioni delle disposizioni del DPCM 17 maggio (in quanto emanato in attuazione del medesimo decreto), commesse nell'esercizio di un'attività d'impresa, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 4, comma 1, del DL n. 19/2020, comportano la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni, nonché la possibilità per l'organo accertatore di disporre la chiusura provvisoria dell'attività o dell'esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione.

L'applicazione di tale ultima misura cautelare nell'ipotesi in cui vengano accertate violazioni dei protocolli di sicurezza, lascia all'operatore di polizia margini di valutazione molto stretti per decidere di non procedere all'attivazione della stessa. La sospensione provvisoria dell'attività di trasporto dovrà dunque essere disposta in ogni caso in cui il ripristino delle condizioni di sicurezza non possa avvenire nell'immediato e, comunque, per un periodo non più lungo di 5 giorni dalla data dell'accertamento, dandone atto nel verbale di contestazione e indicandolo nell'art.650 c.p.

Per ciò che concerne l'ingresso o il transito in Italia dei lavoratori nel settore dell'autotrasporto, l'art. 4, comma 9, lettera b) e l'art. 5, comma 10, lettera b) del DPCM 17 maggio hanno escluso dal campo di applicazione delle prescrizioni imposte dagli stessi articoli il personale viaggiante, eliminando il precedente requisito dell'appartenenza ad imprese aventi sede legale in Italia.

Pertanto, i conducenti e ogni altro lavoratore che rientra nella definizione di personale viaggiante impiegati nel settore dell'autotrasporto, prescindendo dalla loro cittadinanza o residenza e dalla sede legale dell'impresa dalla quale dipendono, fanno ingresso in Italia senza alcuna formalità.

Rimane fermo, fino al 2 giugno 2020, l'obbligo di rendere dichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000 per comprovare la sussistenza delle condizioni che consentono l'applicazione di questa deroga per l’ingresso in Italia e cioè per comprovare la condizione di personale viaggiante.

Rinviamo alla lettura della circolare allegata.

Fonte: Anita

In allegato Eni for 2019, il report di sostenibilità di Eni che racconta la trasformazione avviata negli ultimi 6 anni con la definizione di un nuovo modello di business e una nuova mission ispirata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, ponendo le basi per la nuova Strategia al 2050, che coniuga la sostenibilità economico-finanziaria con quella ambientale e sociale. 

Il report illustra la volontà dell’azienda di giocare un ruolo determinante per una just transition, ossia una transizione energetica che consenta di preservare l’ambiente e dare accesso all’energia a tutti, ma che sia al tempo stesso socialmente equa. 

Eni for 2019 presenta il percorso di Eni nell’affrontare queste sfide, descrivendo come si declina la propria l’Eccellenza Operativa, fattore abilitante per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, e la creazione di valore per i Paesi di presenza, che si rafforza attraverso Alleanze per lo sviluppo locale. Eni for comprende anche due allegati: uno relativo al percorso avviato verso la Neutralità carbonica nel lungo termine che conferma la volontà dell’azienda di promuovere una rendicontazione completa ed efficace in materia di cambiamento climatico, e uno dedicato alle Performance di sostenibilità del triennio con i relativi commenti. 

Il racconto dell’impegno dell’azienda verso una just transition è arricchito da casi concreti e testimonianze di persone con le quali Eni condivide il proprio cammino.

Informiamo le aziende associate interessate che sul sito del Comune di Pescara e della nostra associata Pescara Energia SpA, è stato pubblicato l'allegato avviso nell'ambito del programma "ABITARE SOSTENIBILE” per la città di Pescara.

L'avviso è diretto a intercettare operatori economici - ESCO - per interventi di riqualificazione energetica e incentivazione dell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile sull'edilizia privata.

I soggetti da iscrivere in detto Elenco dovranno essere in possesso di idonei requisiti di capacità finanziaria/organizzativa/tecnica e progettuale ed essere una E.S.Co. accreditata secondo legge.

Quale requisito generale e principale di partecipazione si richiede, quindi, che la E.S.Co. abbia una solidità finanziaria idonea a sostenere i costi degli interventi, a prescindere dalla capacità economica dei richiedenti, inoltre, di avere i requisiti tecnici e professionali per potere realizzare integralmente le iniziative per conto del soggetto richiedente e provvedere alla loro gestione.

A seguito della ricezione delle manifestazioni di interesse, la Società Pescara Energia S.p.A. tramite il Tavolo di Coordinamento Tecnico, valuterà la regolarità formale delle istanze e la corrispondenza dei requisiti richiesti dal presente Avviso.

Si rimanda alla lettura dell’avviso allegato.

Lo schema "protocollo d'intesa" è scaricabile dal sito della Società Pescara Energia SpA al seguente link:

https://www.pescaraenergiaspa.it/amministrazione-trasparente/?catid=109  

Per qualsiasi informazione o chiarimenti gli interessati potranno rivolgersi, a mezzo mail, a:

Ing. Giovanni Caruso (Direttore Tecnico) e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Arch. Franco Feliciani (Energy Manager) e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Con il supporto del Gestore, attivati 2,6 miliardi di investimenti nel settore green e destinati 14,8 miliardi alla promozione della sostenibilità. Supportati oltre 1 milione di progetti di cittadini, imprese e PA. Superato, anche nel 2019, il target europeo al 2020 sulle rinnovabili.

Oltre 43 milioni di tonnellate di CO2 evitate, 111 milioni di barili di petrolio risparmiati e quasi 2,6 miliardi di euro di investimenti attivati, nell'ultimo anno, nel settore della green economy, per almeno 50mila occupati (equivalenti a tempo pieno). Sono questi alcuni dei benefici legati alle attività portate avanti dal Gestore dei Servizi Energetici, società del Ministero dell'Economia che in Italia promuove lo Sviluppo sostenibile attraverso l'incentivazione delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica, ma anche attraverso il sostegno e la formazione alla Pubblica amministrazione, alle imprese, ai cittadini e agli studenti. Il Rapporto attività 2019 del GSE, presentato in streaming questa mattina, racconta di un settore, quello delle rinnovabili e dell'efficienza, dalle grandi potenzialità di sviluppo per sé e per l'intero Paese.

Nel 2019 il valore delle risorse gestite dal GSE per la promozione della sostenibilità ha raggiunto i 14,8 miliardi di euro, di cui 11,4 miliardi per l'incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, 1,3 miliardi per l'efficienza energetica e le rinnovabili termiche, 800 milioni di euro relativi ai biocarburanti e 1,3 miliardi riconducibili ai proventi derivanti dalle aste di CO2 nell'ambito del meccanismo europeo ETS (Emission trading scheme).

Per quanto riguarda in particolare gli incentivi alle rinnovabili elettriche, i costi sostenuti dal GSE si sono attestati nel 2019 sui 12,9 miliardi di euro, in calo rispetto ai 13,4 miliardi di euro del 2018 (per la minor produzione idroelettrica e la scadenza degli incentivi di alcuni impianti). Tali costi sono stati in parte compensati dai ricavi provenienti dalla vendita dell'energia elettrica ritirata dagli impianti incentivati: nel 2019 il GSE ha venduto sul mercato elettrico 28,6 TWh, realizzando un ricavo di 1,5 miliardi di euro. La differenza tra i costi e i ricavi ha determinato un onere sulla componente Asos della bolletta elettrica per il 2019 pari a 11,4 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto agli 11,6 miliardi di euro del 2018. Grazie al sostegno alla green economy, l'Italia nel 2019 ha prodotto oltre 3 kWh su 10 con le fonti rinnovabili (circa 115 TWh di energia elettrica da Fer) e 10,7 Mtep (tonnellate equivalenti petrolio) di energia termica.

Numeri che hanno consentito all'Italia di superare, anche nel 2019, gli obiettivi europei previsti al 2020, attestandosi (secondo le stime preliminari) a circa il 18% di consumi totali di energia (elettrica, termica e nei trasporti) coperti da fonti rinnovabili.

Nel 2019 risultano in esercizio circa 900.000 impianti relativi alle fonti rinnovabili elettriche, per una potenza complessiva di quasi 55.500 MW. Di questi, più di 880.000 sono fotovoltaici, oltre 5.600 sono eolici, i restanti riguardano le altre fonti (idraulica, geotermica, bioenergie). I risultati conseguiti costituiscono la base da cui partire per il raggiungimento, da parte del nostro Paese, degli obiettivi al 2030 delineati nel Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC), alla cui predisposizione ha contribuito anche il GSE, insieme agli altri soggetti istituzionali, sotto il coordinamento dei Ministeri competenti.

Considerando tutti gli ambiti di attività, il GSE ha sostenuto la realizzazione di oltre 1.200.000 progetti, dei quali quasi 1.000.000 portati avanti dai cittadini, oltre 150.000 dalle imprese e 30.000 dalla Pubblica amministrazione. Il GSE ha supportato nei loro investimenti 2.400 Enti locali, ha prestato formazione a oltre 2.500 funzionari pubblici, 7.250 studenti dalla seconda elementare in su, tenendo più di 100 giornate formative. Inoltre, per implementare l'assistenza a tutti gli stakeholder, il GSE ha messo in esercizio un nuovo Portale per i Clienti, mentre il Contact Center ha gestito oltre 580mila richieste da parte di operatori e cittadini. Per favorire la diffusione della generazione distribuita e dell'autoproduzione di energia dai pannelli solari, nel 2019 il GSE ha avviato il Portale autoconsumo fotovoltaico.

Il Rapporto attività 2019 è in allegato

Si comunica che il termine previsto per l’invio della nomina del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia (Energy Manager), fissato al 30 aprile 2020 (cfr. nostra circolare del 16 aprile 2020), è stato posticipato a seguito di quanto previsto dai Decreti noti come “Cura Italia” e “Liquidità”.

Non è stata ancora individuata una nuova data entro cui procedere alla suddetta nomina.

Essa comunque non cadrà prima del 21 giugno 2020, secondo quanto comunicato dalla Federazione Italiana per l’uso razionale dell’energia http://fire-italia.org/energymanager-posticipato-il-termine-per-la-presentazione-della-nomina/

Il GSE ha pubblicato le Modalità Operative per l'invio dei dati sul rispetto delle condizioni propedeutiche all'ottenimento del premio in tariffa cosi come previsto dal DM 29 marzo 2018.

Il premio, previsto dai DM 6 luglio 2012 e DM 23 giugno 2016, è riservato agli impianti geotermoelettrici in grado di ridurre la quantità di mercurio e idrogeno solforato emessi in atmosfera.

L'invio, a cura delle Agenzie Regionali e Provinciali per la Protezione dell'Ambiente, dovrà avvenire obbligatoriamente tramite PEC secondo le modalità specificate nella procedura.

Confindustria Energia presenta lo Studio 2020 sull’andamento e i programmi di investimento in Italia al 2030, in linea con il PNIEC e con il Green Deal europeo, e sulle potenzialità del Sistema Italia per lo sviluppo energetico nel Mediterraneo.
La ripresa economica post Covid-19 passa anche attraverso il rilancio degli investimenti in infrastrutture energetiche primarie e la semplificazione dei procedimenti autorizzativi, in coerenza con le linee dettate dal Piano nazionale Energia e Clima (PNIEC) e con gli obiettivi del Green Deal europeo.
Nel prossimo decennio dai 110 miliardi di euro di investimenti previsti in Italia, si attende sugli indicatori macro-economici un aumento dello 0,8% del PIL; dal punto di vista sociale un aumento di occupazione pari a 135 mila Unità lavorative annue (ULA); sul versante ambientale, una riduzione di 75milioni di tonnellate di CO2 al 2030 oltre agli effetti collegati ai progetti di economia circolare che garantiscono la sostenibilità degli investimenti nel territorio.
Sono alcuni dei principali risultati che emergono dallo Studio “Infrastrutture energetiche per l’Italia e per il Mediterraneo”, sviluppato da Confindustria Energia con la partecipazione delle sue Associazioni (Anigas, Assogasliquidi, Assomineraria, Elettricità Futura, Igas Imprese Gas e Unione Petrolifera) delle società Snam e Terna e dell’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia (OME) con il supporto analitico di PwC Strategy&. La ricerca analizza, infatti, l’andamento e i programmi di investimento in Italia tra il 2018 e il 2030 nelle infrastrutture energetiche primarie e le potenzialità del sistema Italia per lo sviluppo di progetti in campo energetico nell’ambito di una rafforzata cooperazione nella regione del Mediterraneo.
“Nella difficile situazione economica causata dall’emergenza sanitaria – ha sottolineato il Presidente di Confindustria Energia Giuseppe Ricci – gli investimenti in infrastrutture energetiche rappresentano per l’Italia un’opportunità per la ripresa economica post Covid-19, uno strumento essenziale per il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC e del Green Deal Europeo e un modello di sostenibilità per lo sviluppo nella Regione del Mediterraneo. Mi preme rimarcare il fatto che le aziende della filiera energetica sono rimaste in piena operatività durante tutta la Fase1 dell’emergenza, resa possibile grazie all’individuazione e all’attuazione tempestiva di misure rigorose di prevenzione e gestione dei rischi, anche attraverso il proficuo lavoro con le Organizzazioni Sindacali, a protezione del personale dipendente e contrattista e a garanzia della continuità delle attività e del rifornimento di ogni forma di energia al Paese”.
“Sarà necessario – continua Ricci – sostenere il processo di crescita e di riconversione della filiera energetica, accelerando lo sviluppo e la trasformazione degli
asset, adeguando progressivamente la capacità ai consumi reali, per assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti e la stabilità del sistema, a sostegno di un modello economico competitivo, circolare e sostenibile. Un quadro di regole certo e iter autorizzativi semplificati e accelerati sono le condizioni alla base di tale processo”.
Lo Studio rivolge particolare attenzione alla semplificazione dei procedimenti autorizzativi con specifiche proposte riguardanti la perentorietà dei termini temporali, la coerenza del quadro normativo e la governance dei rapporti tra le istituzioni nazionali e regionali.
La disponibilità di infrastrutture energetiche, come emerge dallo Studio, condiziona il conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione secondo i tempi previsti, con effetti anche sul grado di sicurezza e stabilità del sistema energetico nel suo complesso. La certezza dell’approvvigionamento energetico e la promozione di un modello di sviluppo sostenibile sono temi che vedono fortemente coinvolte l’Europa e l’Italia, e pongono le basi per sostenere una più stretta cooperazione energetica tra Europa e i Paesi del Mediterraneo, con risvolti positivi in termini di reciproche opportunità e mutui benefici.
Gli scenari dell’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia prevedono per i Paesi della costa meridionale ed orientale del Mediterraneo un notevole incremento demografico, una crescente domanda di energia e significativi investimenti entro il 2030 per il settore energetico. La presenza nell’area dei principali operatori italiani, sostenuta da iniziative istituzionali a livello regionale ed europeo, metterebbe l’Italia al centro di un Green Deal Euro- Mediterraneo con significative ricadute a livello economico, sociale ed ambientale per il nostro Paese e per la Regione.
Le valutazioni esposte nello Studio sono state realizzate tra ottobre 2019 e marzo 2020, momento in cui l’Italia iniziava la sua battaglia nell’emergenza Coronavirus, le cui conseguenze sul settore energetico è prematuro valutare. È prevedibile ad esempio che gli investimenti nel settore petrolifero subiranno dei rallentamenti dovuti alla significativa caduta della domanda e all’andamento dei prezzi delle materie prime, i cui impatti e conseguenze andranno valutati.
Va sottolineato comunque che, considerando lo spettro di filiere energetiche analizzate, le indicazioni fornite dallo Studio rappresentano un riferimento oggettivo per il prossimo decennio, pur tenendo presente i possibili rallentamenti nella realizzazione di alcuni progetti nel breve periodo.

La Camera di Commercio Chieti Pescara e l'intero sistema camerale offrono moltissime opportunità di utilizzare i servizi online.

Per maggiori informazioni  Contatta  gli uffici camerali.

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Nell’Ordinanza n° 49 – allegata - si disciplina in modo rigoroso come realizzare il distanziamento, e si dispongono la sanificazione e le nuove procedure di esercizio in sicurezza per i mezzi del TPL.

Possibile anche avviare la manutenzione delle imbarcazioni da diporto.

Rimandiamo alla lettura dell’Ordinanza allegata.

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