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Mercoledì, 09 Dicembre 2015 00:00

SACE Country Risk Update

Di seguito il Country Risk Update a cura dell'Ufficio Studi Economici di Sace relativo alla settimana 04-10 dicembre 2015.

BRASILE
L'economia brasiliana continua a rimanere in recessione anche nel terzo trimestre. Il PIL ha registrato una contrazione congiunturale dell'1,7%, la terza consecutiva. Nel primo trimestre l'economia era calata dello 0,7% e nel secondo del 2,1%. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale nel 2015 la contrazione dovrebbe attestarsi intorno al 3%. I dati evidenziano un calo dell'occupazione, dei consumi, degli investimenti e un clima politico caratterizzato dallo scandalo di corruzione di Petrobrás che continua a paralizzare il Congresso e il settore corporate, fattori che contribuiscono ad allontanano la ripresa del Paese.
BURKINA FASO
L'ex primo ministro Kabore è il nuovo presidente del Burkina Faso, grazie al 53,5% dei consensi ottenuto nelle elezioni presidenziali tenutesi domenica 29 novembre. Il voto era inizialmente programmato lo scorso ottobre, ma era stato posticipato a seguito di un colpo di stato. È la prima consultazione dalla rivolta popolare che lo scorso anno aveva portato l'ex Presidente Blaise Compaore a cedere il potere dopo oltre 27 anni alla guida del paese.
CINA
Il consiglio esecutivo del FMI ha decretato che dal 1° gennaio 2016 la valuta cinese rientrerà ufficialmente nel paniere delle valute di riserva (insieme a dollaro, euro, yen e sterlina) usate per determinare il valore degli SDR (special drawing rights). Lo yuan ha superato l'esame dei requisiti tecnici, essendo giudicata come valuta utilizzata a livello internazionale. Questa inclusione ha anche un significato politico: la Cina, nonostante il suo peso economico, è ancora sottorappresentata nel FMI, per cui questa misura rappresenta una sorta di "compensazione" per Pechino nell'attesa che il congresso USA riveda la divisione delle quote nel Fondo. È inoltre uno strumento che può permettere ai vertici del FMI di mantenere le buone relazioni con la Cina.
EGITTO
La Banca centrale (BC) ha consentito il pagamento in valuta forte dei proventi derivanti dalla vendita di azioni e obbligazioni, equivalenti a circa USD 550 milioni. Il pagamento azzera tutti gli arretrati in essere. Non è stato chiarito se i fondi siano provenienti dalle riserve ufficiali o da un supporto esterno. I ritardi riguardavano gli investimenti non effettuati utilizzato l'apposito meccanismo di rimpatrio predisposto dalla BC. Secondo Mohamed El Sewedy, capo della federazione degli industriali egiziani, la disponibilità limitata di valuta forte è responsabile di causato ritardi nel pagamento delle importazioni per complessivi USD 4 miliardi, a fronte di riserve ufficiali pari a USD 16 miliardi.
SHALE GAS - CINA
Sinopec ha triplicato le riserve provate di shale gas nel giacimento Fu-Ling, portandole a 2.100 chilometri cubi, un record per il Paese. L'evento dovrebbe incentivare lo sviluppo dell'industria del settore e contribuirà a superare il target 2015 stabilito dal governo in 6,5 miliardi di metri cubi da produzioni non-convenzionali. Il solo giacimento, attivo dal 2013 e localizzato nell'area di Chongqing, dovrebbe infatti raggiungere i 10 miliardi di metri cubi annui entro il 2017. Le trivelle operanti nell'area superavano già a settembre le 140 unità.
SPAGNA
L'economia del Paese accelera. Il PIL del terzo trimestre è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2014. Questo dato, il migliore dal 2008, è in larga parte dovuto alla ripresa dei consumi interni, ma anche gli investimenti (+6,5%) e la spesa pubblica (+3%) hanno contribuito positivamente. Il 2015 complessivamente dovrebbe registrare una crescita del 3,1%. Il principale elemento di incertezza è rappresentato dalla politica. Il prossimo 20 dicembre si terranno le elezioni parlamentari e si teme che le urne non stabiliscano una maggioranza stabile, nonostante il partito Podemos sia in calo nelle preferenze.

PILLOLE
Iraq: il governo del Kurdistan ha autorizzato i regolari pagamenti alle imprese esportatrici di petrolio, in linea con gli ultimi due mesi.

Pubblicato in Affari internazionali
Mercoledì, 16 Dicembre 2015 00:00

SACE - Country Risk Upadate

Di seguito il Country Risk Update a cura dell'Ufficio Studi Economici di Sace relativo alla settimana 11-17 dicembre 2015.

EMIRATI ARABI UNITI

La Banca centrale (BC) ha annunciato la prossima adozione dei requisiti Basilea III per le banche della federazione. Sebbene non sia stata definita la data di partenza dell'applicazione dei criteri, la BC ha indicato la fine del 2018 come termine per la piena implementazione dei requisiti. L'annuncio definisce per la prima volta l'orizzonte temporale entro cui verrà completato l'adeguamento normativo. Alcune regole riconducibili a Basilea III sono tuttavia già in vigore per quanto riguarda la gestione della liquidità. Le banche locali, inoltre, sono in media maggiormente capitalizzate degli istituti occidentali in virtù di una gestione tendenzialmente più conservativa.

STATI UNITI

L'Export-Import Bank degli Stati Uniti può tornare ad assumere nuovo rischio. Dopo 5 mesi il Congresso ha votato a larga maggioranza a favore del rinnovo dell'autorizzazione della Export Credit Agency statunitense fino a settembre 2019. Dal mese di luglio scorso l'istituto americano, accusato dai conservatori di supportare solo alcune grandi imprese interferendo con il libero mercato e pesando sul bilancio pubblico, era stato limitato alla gestione del rischio già assunto. Questo rinnovo, sebbene di durata superiore agli ultimi due (rispettivamente di 2 anni e di 9 mesi), rimane comunque inferiore ai consueti 5 anni, a dimostrazione della sensibilità dell'argomento.

SUDAFRICA

Il presidente Zuma ha rimosso Nhlanhla Nenè dall'incarico di Ministro delle Finanze; al suo posto è stato designato David Van Rooyen, membro del Parlamento per il partito di maggioranza ANC. La mossa, giunta inaspettata e senza spiegazioni ufficiali da parte di Zuma, ha aumentato l'apprensione dei mercati sulla tenuta economica del Sudafrica. Lo scorso venerdì l'agenzia di rating Fitch aveva peggiorato il merito di credito del Sudafrica a BBB-, mentre l'agenzia S&P's aveva tagliato l'outlook da stabile a negativo, confermando il rating BBB-, aumentando il rischio di un passaggio del rating paese allo status di junk. Il rand sta registrando in questi giorni record negativi rispetto al dollaro, con cui è scambiato a circa R15 : USD1.

VENEZUELA

La coalizione di Unità Nazionale (Mud) ha conquistato la maggioranza dei due terzi dell'Assemblea Nazionale, ottenendo 112 seggi su un totale di 167, contro i 55 seggi del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv) guidato dal presidente Nicolas Maduro, l'erede di Hugo Chávez. Il risultato rispecchia la delusione per il chavismo (che dura da 17 anni), che ha portato ad una grave crisi economica, code nei negozi per reperire gli scarsi generi di prima necessità, iper-inflazione al 200%, corruzione e criminalità dilagante. Secondo il Fondo Monetario Internazionale il PIL venezuelano registrerà una contrazione del10% nel 2015 e del 6% nel 2016.

PILLOLE

Kirghizistan: Moody's ha assegnato un nuovo rating sovrano pari a B2.

Pubblicato in Affari internazionali
Mercoledì, 16 Dicembre 2015 00:00

Accordo globale sul Clima raggiunto a Parigi

Lo scorso 12 dicembre, nel corso della 21° Conferenza delle Parti sul Clima delle Nazioni Unite (COP21), è stato raggiunto a Parigi il primo accordo globale sui cambiamenti climatici.
L'Accordo, definito dal Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius "storico, ambizioso, giusto, sostenibile, dinamico, equilibrato e legalmente vincolante", è stato firmato da 195 Paesi. Francois Hollande lo ha definito "il primo accordo globale nella storia dei cambiamenti climatici" e "il migliore equilibrio possibile, potente e delicato", sottolineando la sfida nel rispettare le esigenze di tutti, ma anche aggiungendo che "non saremo giudicati sulla base di una parola omessa o aggiunta".
L'Accordo punta all'obiettivo ambientale di rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici e impegna la comunità internazionale a mantenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre-industriali, con lo sforzo di raggiungere l'obiettivo più ambizioso di 1.5°C. Allo stesso tempo, saranno rafforzate le azioni di adattamento ai cambiamenti climatici e lo sviluppo delle tecnologie, senza minacciare la produzione alimentare, mentre dovranno essere messi in campo finanziamenti adeguati per agevolare la transizione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
Gli obiettivi ambientali saranno perseguiti secondo un approccio "differenziato", che rappresenta il nodo politico del compromesso raggiunto. Tale principio riconosce ai Paesi in via di sviluppo diverse responsabilità rispetto ai Paesi sviluppati nel contributo alla riduzione delle emissioni e nelle capacità di finanziamento della transizione verso la decarbonizzazione. L'Accordo stabilisce che i Paesi sviluppati dovranno contribuire in modo maggiore allo sforzo globale, attraverso obiettivi di riduzione delle emissioni assoluti e applicati a tutta l'economia.
Per rispettare sia del principio di differenziazione che le caratteristiche e circostanze nazionali, l'Accordo contiene numerose clausole vincolanti ("shall" nel testo in inglese), accanto a disposizioni incoraggianti ("should") e alcune clausole facoltative destinate soprattutto ai Paesi in via di sviluppo. Ai Paesi sviluppati si chiedono "obiettivi di riduzione", mentre a quelli in via di sviluppo e particolarmente vulnerabili "sforzi di mitigazione".
L'Accordo dovrà essere ratificato dai Parlamenti nazionali e entrerà in vigore nel momento in cui sarà ratificato dal 55% dei Paesi sottoscriventi che rappresentano complessivamente almeno il 55% delle emissioni di gas serra globali.
L'Accordo si compone di 29 articoli ed è preceduto da un numero di decisioni che sostengono il testo legislativo nei diversi articoli e chiariscono alcune modalità di implementazione. Di particolare rilievo è la parte dedicata al rafforzamento dell'azione globale prima del 2020, anche attraverso un aumento del sostegno finanziario da parte dei Paesi sviluppati.

L'obiettivo ambientale (o livello di ambizione) è rafforzare le azioni globali per mantenere l'aumento della temperatura "well below 2 degrees" rispetto ai livelli preindustriali e fare sforzi verso l'obiettivo di 1.5° C, senza specificare l'orizzonte temporale. Per conseguire l'obiettivo, i Paesi si impegnano a raggiungere il picco di emissioni "il prima possibile" per poi iniziare il percorso di riduzione ma i Paesi in via di sviluppo potranno raggiungere il picco più tardi. L'obiettivo a lungo termine è quello di raggiungere la "neutralità" (emissioni nette pari a zero) nella seconda parte del secolo, cioè "un equilibrio tra le emissioni derivanti da fonti antropogeniche e gli assorbimenti e le rimozioni di gas serra".

Per conseguire l'obiettivo globale di riduzione delle emissioni, i Paesi firmatari saranno soggetti ai seguenti impegni vincolanti (art.4):
• un obbligo di preparare, comunicare e mantenere i propri Nationally Determined Mitigation Contributions, e adottare misure nazionali di riduzione delle emissioni a questo scopo;
• un obbligo di revisione dei contributi nazionali ogni 5 anni a partire dal 2023, anno nel quale ci sarà la prima raccolta di tutti i contributi globali ("global stocktake");
• i contributi nazionali non potranno essere rivisti verso il basso ma solo verso l'alto e comunque dovranno rappresentare in ogni momento il livello massimo di ambizione possibile per ciascun Paese.
• un obbligo di contabilizzare ("accounting") i contributi nazionali di emissioni e di riduzioni secondo alcuni principi come l'integrità dal punto di vista ambientale, la trasparenza, l'accuratezza, la completezza, la comparabilità e la trasparenza, cercando di evitare doppia contabilizzazione degli impegni di riduzione delle emissioni. L'utilizzo della metodologia di calcolo stabilita dalla Convenzione rimane facoltativo.
L'approccio differenziato su questo punto è cruciale: i Paesi sviluppati dovranno contribuire in modo maggiore allo sforzo globale, attraverso "obiettivi di riduzione delle emissioni assoluti e applicati a tutta l'economia". I Paesi in via di sviluppo, invece, dovrebbero continuare ad aumentare i loro "sforzi di mitigazione" e sono incoraggiati a "muoversi verso obiettivi di riduzione o contenimento applicati a tutta l'economia alla luce delle circostanze nazionali".

Ciascun Paese potrà in qualsiasi momento aumentare il suo obiettivo di riduzione.
L'Accordo prevede la possibilità di cooperazione su base volontaria allo sviluppo sostenibile attraverso due strumenti: un meccanismo di mercato e uno non di mercato (Art.6).
I meccanismi di mercato (sostanzialmente lo scambio di quote di emissione, sul tipo CDM di Kyoto) saranno previsti per quei Paesi che intendano ricorrere a tali strumenti allo scopo di aumentare il livello di ambizione dei propri obiettivi di riduzione nazionali.
L'articolo definisce una serie di criteri sui meccanismi di mercato, tra i quali l'integrità dal punto di vista ambientale, la trasparenza e un sistema di contabilizzazione robusto, che eviti la doppia contabilizzazione degli impegni di riduzione delle emissioni. Ulteriori dettagli sui meccanismi di mercato saranno definiti in occasione della COP22 nel 2016.
Il meccanismo non di mercato si basa su un approccio integrato e olistico, che interessi azioni di mitigazione, adattamento, capacity building, finanza, trasferimento tecnologico. In merito agli impegni per ridurre le emissioni derivanti dalla deforestazione e dalla degradazione delle foreste (REDD+) (Art.5), si incoraggia l'azione senza andare troppo nel dettaglio, mentre si specifica che i finanziamenti a sostegno di queste azioni saranno erogati sulla base dei risultati raggiunti in linea con quanto stabilito dalle COP precedenti.
L'Accordo incoraggia un sforzo collettivo di aumento della capacità di adattamento, di rafforzamento della resilienza e di riduzione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici (Art. 7).
Per quanto riguarda gli aspetti finanziari (Art.9), i Paesi sviluppati si impegnano ad assistere finanziariamente i Paesi in via di sviluppo sia sul fronte della riduzione delle emissioni (mitigazione) che degli adattamenti, con una progressione degli sforzi finanziari nel tempo e con un equilibrio tra le azioni di sostegno alla mitigazione e quelle agli adattamenti. Il Meccanismo Finanziario della Convenzione fungerà da meccanismo finanziario dell'Accordo. Il riferimento alla mobilitazione dei 100 miliardi di dollari l'anno da qui al 2020 è nominato nelle decisioni e non nel testo dell'Accordo.

Il trasferimento tecnologico (Art. 10) per accelerare, incoraggiare e promuovere l'innovazione, sarà finanziato attraverso il Meccanismo Finanziario, mentre un Meccanismo Tecnologico della Convenzione definirà il quadro normativo di riferimento per facilitare la cooperazione nella ricerca e nello sviluppo e l'accesso alle tecnologie, specie nei primi stadi di sviluppo delle stesse. I Paesi sviluppati si impegnano a sostenere Paesi in via di sviluppo, anche finanziariamente, nell'implementazione di questo articolo e dovranno rendere conto dei loro sforzi nella revisione ("global stocktake"). Riguardo al capacity building, dovrà essere collettivo ma specifico per ogni Paese e rispondere a esigenze nazionali, con un'attenzione particolare per i Paesi più vulnerabili. La cooperazione dovrà riguardare anche le misure per aumentare l'educazione, la consapevolezza e la partecipazione pubblica.
Il principio di "differenziazione" è presente anche negli obblighi di trasparenza (Art.13). Qui il testo dell'Accordo si fa ambiguo perché da una parte si intende stabilire un quadro comune che richieda a tutti i Paesi di informare sulle emissioni nel loro territorio e sui progressi verso i rispettivi contributi nazionali, dall'altra si lascia flessibilità a quei Paesi in via di sviluppo alla luce delle proprie capacità e si specifica che le modalità del quadro di riferimento saranno stabilite nel 2016. Infine, si dichiara che per i Paesi meno sviluppati l'implementazione di questo obbligo non dovrà comportare azioni intrusive, punitive o onerose.
L'Accordo prevede un inventario globale periodico ai fini di valutare il progresso collettivo nell'implementazione degli obiettivi dell'Accordo e i suoi obiettivi a lungo termine ("global stocktake"). Il primo inventario globale è stabilito per ora nel 2023 e ogni 5 anni a partire da questa data.
Per facilitare l'implementazione e promuovere il recepimento delle clausole dell'Accordo, viene istituito un comitato, che dovrà operare in modo trasparente e non punitivo, nel rispetto delle capacità e delle circostanze di tutte le Parti.

Testo dell'Accordo in inglese
http://unfccc.int/documentation/documents/advanced_search/items/6911.php?priref=600008829

Pubblicato in Energia

Si informano i Soci che l'Assemblea annuale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, riunitasi il 10 dicembre u.s., ha nominato Presidente il Dott. Fausto Aquino con un mandato di scopo della durata di sei mesi al fine di adeguare lo Statuto dell'Associazione alle indicazioni di Confindustria in relazione all'entrata in vigore della Riforma in corso del Sistema.

L'Assemblea ha anche confermato la "squadra" di Presidenza, che risulta cosi' composta:

- Vice Presidente: Ferdinando Autuori - Michele Autuori
- Vice Presidente: Franco Cesarini - Aviogei Airport Equipment
- Vice Presidente: Giuseppe Colaiacovo - Colacem
- Vice Presidente: Gennaro Pieralisi - Gruppo Pieralisi

Vincenzo Boccia è stato confermato Presidente Onorario di Confindustria Assafrica & Mediterraneo.

Pubblicato in Affari internazionali

Il 17 dicembre alle ore 9,30 si svolgerà presso l'Aula Magna "Federico Caffè" della sede pescarese dell'Università D'Annunzio l'evento conclusivo del percorso "Fare rete: Fare Goal", organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Chieti Pescara, Randstad e Bosch.

Sarà un incontro di confronto tra il mondo della scuola e quello delle aziende sui temi dell'orientamento e dell'alternanza scuola lavoro.

Bosch, fornitore leader e globale di tecnologie e servizi e Randstad, secondo operatore mondiale nell'ambito delle risorse umane, racconteranno il Progetto "Allenarsi per il Futuro", con il quale sono scesi in campo per contrastare la disoccupazione giovanile attraverso l'orientamento scolastico e l'alternanza scuola-lavoro.

Interverranno: Anna Morgante, Presidente della Scuola delle Scienze Economiche Aziendali Giuridiche e Sociologiche; Roberto Zecchino, HR Director Gruppo Bosch; Barbara Marino, Responsabile Employer Branding e progetto Allenarsi per il futuro Bosch Italia; Elisa Zonca, Career Advisor Randstad; Domenico Melchiorre, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Chieti Pescara; Angela Pizzi, Dirigente Scolastico dell'I.I.S. Marconi di Penne e Aida Marrone, Dirigente dell'I.I.S. "Spataro" di Gissi.

Sono previste le testimonianze dei campioni nazionali di volley: Maurizia Cacciatori e Giacomo Sintini.

In allegato il programma dei lavori.

La partecipazione è gratuita ed è possibile registrarsi inviando una e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Pubblicato in Education

Pubblichiamo lo studio presentato lo scorso 9 dicembre a Pescara, nel corso del workshop "L'Abruzzo e gli Idrocarburi : realtà e prospettive".
La ricerca, dal titolo "Territorio e Idrocarburi in Abruzzo" costituisce un approfondimento delle analisi sulla presenza dell'industria dell'upstream in Abruzzo, sulla sua storia, sul suo presente, e sulla documentata coesistenza con le attività turistiche, della pesca e dell'agricoltura. Analoga analisi era stata elaborata a livello nazionale nel 2014 da R.I.E. (Ricerche Industriali ed Energetiche , di Bologna, centro studi diretto dal prof. Alberto Clò), sempre per conto di Assomineraria, con un successivo primo quaderno di approfondimento sull'Emilia Romagna (marzo 2015).
Queste ultime due pubblicazioni sono reperibili sul sito: www.assomineraria.org/settori/studi-e-ricerche-su-oil-gas
Il documento testimonia con rigore scientifico quali siano le reali dimensioni qualitative e quantitative dell'industria estrattiva presente in Abruzzo, quali potenzialità di crescita potrebbe avere in relazione alle politiche energetiche nazionali, quali opportunità di lavoro e ricchezza si potrebbero produrre nel nostro territorio.
Riporta altresì una rappresentazione dell'attuale congiuntura negativa, a forte rischio di crisi irreversibile in ragione degli ostacoli frapposti alle legittime iniziative imprenditoriali in corso.
Infine dimostra come storicamente ed economicamente vi sia stata e sia sempre possibile una consolidata coesistenza con quelle attività tipiche della nostra regione che, a torto, sono ritenute incompatibili con l'estrazione degli idrocarburi in terra e mare.

Pubblicato in Energia

Pubblichiamo il commento ai dati di produzione industriale in ottobre, diffusi l'11/12 dall'ISTAT, e le nuove stime CSC sull'attività in novembre.

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

E' convocata l'Assemblea della Sezione Servizi Innovativi di Confindustria Chieti Pescara per venerdì 18 dicembre 2015 alle ore 7,00 in prima convocazione e alle ore 16,30 in seconda convocazione, presso l'Aurum di Pescara - Sala Tosti, per la discussione del seguente:

ORDINE DEL GIORNO

1. Comunicazioni del Presidente;
2. Resoconto attività e progetti della sezione;
3. Proposte di sviluppo nuove attività;
4. Varie ed eventuali.

Vi ricordiamo inoltre che a seguire si terrà sempre presso la Sala Tosti l'evento annuale della Sezione "InnovAzioni 2015". Tutte le informazioni sono disponibili al seguente link: http://www.innovazioni.camp

Al termine è prevista una cena presso Ristorante Marechiaro, Lungomare Matteotti – Pescara, per la quale potete chiedere ulteriori informazioni e confermare la presenza contattando la segreteria entro mercoledì 16 dicembre, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo., tel. 085.4325544.

Nell'attesa di incontrarci numerosi, vi saluto cordialmente.

IL PRESIDENTE
F.to Alessandro Addari - 3476267709

Allegato: delega.


Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Organizzazione

Rimettiamo in allegato, per opportuna informazione, il comunicato stampa con il quale Conai segnala la riduzione del contributo per gli imballaggi in vetro che passa da 19,30 euro/ton a 17,30 Euro/ton, a partire dal 1° gennaio 2016,

Conai segnala che il comunicato è disponibile anche sul sito internet www.conai.org e che sarà, a breve, trasmesso ai consorziati interessati.

Pubblicato in Ambiente

Il Gruppo Giovani Imprenditori, Randstad e Bosch invitano i soci ad un incontro di network ta scuole e aziende sull'orientamento e l'alternanza scuola lavoro.

Sono previste le testimonianze dei campioni nazionali di volley: Maurizia Cacciatori e Giacomo Sintini.

In allegato il programma dei lavori.

Pubblicato in Education
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