Da "Il sole 24 ore"

Premi aziendali sempre più diffusi. Questo è solo un esempio di come i rapporti di lavoro si stiano arricchendo di soluzioni volte a promuovere la produttività. La chiave è una maggiore partecipazione e soddisfazione dei lavoratori.
Quante le imprese che offrono assistenza sanitaria integrativa ai propri dipendenti, supporto all'istruzione dei loro figli o assistenza per i loro familiari anziani?
E quanto diffusa è la partecipazione dei lavoratori all'organizzazione d'impresa?
Le forme di lavoro agile stanno prendendo piede?
A queste domande risponde la Nota dal CSC, sulla base dell'annuale indagine Confindustria condotta presso oltre 4.000 imprese associate.

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Pubblichiamo l'infografica del CSC: La manifattura italiana è pronta per il 4.0?

La sfida di industria 4.0 per la manifattura italiana è duplice: rafforzare la leadership nella produzione di beni strumentali per la trasformazione digitale, e puntare alla loro diffusione capillare al resto del sistema per accrescerne la competitività.
Si tratta di una sfida complessa che vede le imprese italiane, anche in uno stesso comparto, partire da posizioni molto eterogenee. Per una crescita strutturale e inclusiva serve pertanto una politica industriale articolata e di lungo periodo.
Nel Disegno di Legge di Bilancio 2019 sono state prorogate solo alcune delle attuali misure di sostegno agli investimenti 4.0. Preoccupa in particolare la mancata riconferma del credito d'imposta per la formazione sulle tecnologie 4.0.
Positiva invece l'introduzione di sgravi per l'assunzione di innovation manager.

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Pubblichiamo l'ultimo comunicato sulla produzione industriale rilevata dal CSC, nel quale si evidenzia una diminuzione della produzione industriale in ottobre (-0,3% su settembre).

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LA COMMISSIONE EUROPEA BOCCIA LA MANOVRA. SI APRE UN PROCEDIMENTO LUNGO E COMPLESSO. IL CSC SPIEGA CHE COSA DOBBIAMO ATTENDERCI

Dopo la lettera della Commissione europea si apre una frase di confronto complesso, sia dal punto di vista delle procedure previste dai Trattati e Regolamenti europei, sia perché la dimensione della manovra italiana risulta anomala in confronto a quelle programmate da altri paesi europei.
La Nota CSC prova a chiarire cosa sta succedendo.

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Pubblichiamo CONGIUNTURA FLASH del Centro Studi Confindustria di ottobre 2018:
ITALIA SI INDEBOLISCE, DIFFICILE LA CRESCITA PROGRAMMATA DAL GOVERNO ALL'1,5% NEL 2019

La crescita economica in Italia si sta assottigliando. Nel 2019, secondo le previsioni del CSC pubblicate a inizio ottobre, l'aumento del PIL sarà del +0,9%,in rallentamento rispetto al +1,1% di quest'anno.Si tratta di una previsione condivisa da altri centri di ricerca e istituzioni nazionali e internazionali.Si sono indebolite le condizioni per la crescita del Paese, interne ed esterne. Questo scenario di debole crescita potrebbe anche rivelarsi ottimista, se si materializzassero i rischi presenti all'orizzonte. In particolare, un'accresciuta sfiducia da parte degli investitori finanziari internazionali, legandosi anche al giudizio negativo delle agenzie di rating, determinerebbe il proseguire dell'aumento dei rendimenti sovrani già in corso, pesando sui conti pubblici italiani e facendo crescere significativamente il costo del credito, riducendone la disponibilità per famiglie e imprese; ciò frenerebbe ancor più i consumi e gli investimenti.
Sembra molto difficile, dunque, l'espansione programmatica del PIL all'1,5% nel 2019, come risultato della manovra di bilancio delineata dal Governo. La manovra è composta per lo più di misure di sostegno al reddito, che potrebbero tradursi solo parzialmente in più consumo; c'è poco di investimenti pubblici e di interventi di stimolo per quelli privati, dei quali ci sarebbe bisogno per colmare il gap accumulato negli anni di crisi. Per raggiungere l'ambizioso obiettivo di crescita dell'1,5%, l'economia italiana, che sta rallentando, dovrebbe improvvisamente invertire rotta. Accelerando al ritmo dell'Eurozona, già da inizio 2019.

ITALIA SI INDEBOLISCE, DIFFICILE LA CRESCITA PROGRAMMATA DAL GOVERNO ALL'1,5% NEL 2019

La crescita economica in Italia si sta assottigliando
. Nel 2019, secondo le previsioni del CSC pubblicate a inizio ottobre, l’aumento del PIL sarà del +0,9%,in rallentamento rispetto al +1,1% di quest’anno.Si tratta di una previsione condivisa da altri centri di ricerca e istituzioni nazionali e internazionali.Si sono indebolite le condizioni per la crescita del Paese, interne ed esterne. Questo scenario di debole crescita potrebbe anche rivelarsi ottimista, se si materializzassero i rischi presenti all’orizzonte. In particolare, un’accresciuta sfiducia da parte degli investitori finanziari internazionali, legandosi anche al giudizio negativo delle agenzie di rating, determinerebbe il proseguire dell’aumento dei rendimenti sovrani già in corso, pesando sui conti pubblici italiani e facendo crescere significativamente il costo del credito, riducendone la disponibilità per famiglie e imprese; ciò frenerebbe ancor più i consumi e gli investimenti.
Sembra molto difficile, dunque, l’espansione programmatica del PIL all’1,5% nel 2019,
come risultato della manovra di bilancio delineata dal Governo. La manovra è composta per lo più di misure di sostegno al reddito, che potrebbero tradursi solo parzialmente in più consumo; c'è poco di investimenti pubblici e di interventi di stimolo per quelli privati, dei quali ci sarebbe bisogno per colmare il gap accumulato negli anni di crisi. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di crescita dell’1,5%, l’economia italiana, che sta rallentando, dovrebbe improvvisamente invertire rotta. Accelerando al ritmo dell’Eurozona, già da inizio 2019.



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Pubblichiamo l'infografica del CSC: 

Cosa significa un aumento dello spread per l'economia italiana

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Pubblichiamo il pdf del Rapporto del Centro Studi "Dove va l'economia italiana e gli scenari di politica economica", che viene presentato questa mattina in Confindustria. Il Rapporto, evidenziando un generale rallentamento dell'economia italiana, si focalizza sulle misure di politica economica per l'autunno, tali da invertire il trend.

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Pubblichiamo l'ultimo comunicato sulla produzione industriale rilevata dal CSC, nel quale si evidenzia un incremento dell'attività in giugno (+0,4%) e luglio (+0,3%). Dopo un secondo trimestre sostanzialmente stabile il terzo è in rotta per una variazione positiva.

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Pubblichiamo la nuova infografica del Centro Studi Confindustria sul tema: Quanta flessibilità di bilancio dalle regole UE?

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COME AGEVOLARE LA CRESCITA DIMENSIONALE E IL RAFFORZAMENTO DELLA STRUTTURA FINANZIARIA DELLE IMPRESE
Torna il 18 luglio alle ore 12.00 il secondo appuntamento della webinar series 2018 targata Centro Studi Confindustria e Fondazione Nord Est.

Quali strumenti finanziari possono aiutare le imprese a crescere? Quanto è importante una struttura finanziaria solida?

A queste e alle vostre domande in diretta risponderanno due esperti in materia, Fabio Sattin (Presidente Private Equity Partners) e Ciro Rapacciuolo (Centro Studi Confindustria), moderati dal Direttore del Centro Studi Confindustria, Andrea Montanino.

Fabio Sattin è Professore di Private Equity e Venture Capital all'Università Bocconi di Milano e siede nel Consiglio di Amministrazione di diverse società italiane. Ciro Rapacciuolo si occupa di credito e finanza e di politica monetaria ed è responsabile dell'analisi della congiuntura e delle previsioni presso il CSC.

QUI il link per iscriversi.

Una volta iscritti, riceverete da mittente GoToWebinar il link al quale accedere il giorno dell'evento all'ora indicata seguendo alcune semplici istruzioni (clic sul link, clic su esegui, clic su ok). È possibile connettersi anche tramite smartphone e/o Ipad scaricando l'applicazione GoToWebinar.

QUI l'elenco completo dei temi e dei relatori dei prossimi webinar della serie.

In allegato la locandina

Pubblicato in Credito, Finanza e Fisco
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