Da "Il sole 24 ore"

Cosa cambia dopo il voto di ieri?

Quali le previsioni per l'economia britannica alla luce dei nuovi eventi?

La più elevata incertezza come influirà sulle strategie di multinazionali e imprese esportatrici legate al Regno Unito?

Quali le precauzioni già messe in campo dalla Commissione europea?

A queste domande risponde la prima Nota dal CSC del 2019.

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Pubblichiamo l'ultimo report mensile sulla congiuntura economica italiana e internazionale.

A fine 2018 l'economia italiana non mostra segnali incoraggianti, dopo il calo del PIL nel 3° trimestre. L'export è atteso in frenata e la domanda interna resta debole, con un mercato del lavoro piatto.
Gli investitori attendono il definirsi delle misure nella Legge di Bilancio e del confronto con la UE. In un contesto di scambi mondiali in calo, la crescita si attenua nell'Eurozona, resta forte in USA e rallenta nel Regno Unito.

Il focus del mese - Petrolio meno caro, tra tante incertezze.

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Pubblichiamo l'Indagine rapida sulla produzione industriale del Centro Studi Confindustria del 30 novembre 2018.

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Pubblichiamo l'infografica del CSC: Cosa vuol dire la bocciatura UE?

Da quando la regola del debito è applicata all'Italia (2015), il debito non è mai sceso seguendo il sentiero richiesto dai regolamenti europei. La presenza di fattori rilevanti (in particolare il rispetto del braccio preventivo del Patto di Stabilità e Crescita) ha finora evitato l'apertura della procedura. Adesso per la prima volta in Europa verrà aperta una procedura per debito eccessivo. La Commissione ritiene ampia la deviazione degli obiettivi di bilancio programmati dal Governo; ma soprattutto le misure principali della manovra sono considerate un passo indietro sulle riforme strutturali e insufficienti a stimolare la crescita. In base alle esperienze degli anni scorsi, solo il ripetuto e assoluto rifiuto di correggere gli obiettivi di bilancio potrebbe portare a sanzioni.

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Pubblichiamo CONGIUNTURA FLASH del Centro Studi Confindustria di novembre 2018:
Si assottiglia la crescita in Italia e nell'Eurozona, resta forte la dinamica USA. Elevati i rischi

Italia debole anche nel 4° trimestre: piatto il canale estero, cresce poco la domanda interna e mercati finanziari restano in attesa.

Frenata degli scambi mondiali: l'Eurozona corre meno e QE al capolinea, la crescita americana è sostenuta ma frena la Cina e il petrolio è in altalena.

Il focus del mese - Manovra: quali misure per le imprese?

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Premi aziendali sempre più diffusi. Questo è solo un esempio di come i rapporti di lavoro si stiano arricchendo di soluzioni volte a promuovere la produttività. La chiave è una maggiore partecipazione e soddisfazione dei lavoratori.
Quante le imprese che offrono assistenza sanitaria integrativa ai propri dipendenti, supporto all'istruzione dei loro figli o assistenza per i loro familiari anziani?
E quanto diffusa è la partecipazione dei lavoratori all'organizzazione d'impresa?
Le forme di lavoro agile stanno prendendo piede?
A queste domande risponde la Nota dal CSC, sulla base dell'annuale indagine Confindustria condotta presso oltre 4.000 imprese associate.

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Pubblichiamo l'infografica del CSC: La manifattura italiana è pronta per il 4.0?

La sfida di industria 4.0 per la manifattura italiana è duplice: rafforzare la leadership nella produzione di beni strumentali per la trasformazione digitale, e puntare alla loro diffusione capillare al resto del sistema per accrescerne la competitività.
Si tratta di una sfida complessa che vede le imprese italiane, anche in uno stesso comparto, partire da posizioni molto eterogenee. Per una crescita strutturale e inclusiva serve pertanto una politica industriale articolata e di lungo periodo.
Nel Disegno di Legge di Bilancio 2019 sono state prorogate solo alcune delle attuali misure di sostegno agli investimenti 4.0. Preoccupa in particolare la mancata riconferma del credito d'imposta per la formazione sulle tecnologie 4.0.
Positiva invece l'introduzione di sgravi per l'assunzione di innovation manager.

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Pubblichiamo l'ultimo comunicato sulla produzione industriale rilevata dal CSC, nel quale si evidenzia una diminuzione della produzione industriale in ottobre (-0,3% su settembre).

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LA COMMISSIONE EUROPEA BOCCIA LA MANOVRA. SI APRE UN PROCEDIMENTO LUNGO E COMPLESSO. IL CSC SPIEGA CHE COSA DOBBIAMO ATTENDERCI

Dopo la lettera della Commissione europea si apre una frase di confronto complesso, sia dal punto di vista delle procedure previste dai Trattati e Regolamenti europei, sia perché la dimensione della manovra italiana risulta anomala in confronto a quelle programmate da altri paesi europei.
La Nota CSC prova a chiarire cosa sta succedendo.

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Pubblichiamo CONGIUNTURA FLASH del Centro Studi Confindustria di ottobre 2018:
ITALIA SI INDEBOLISCE, DIFFICILE LA CRESCITA PROGRAMMATA DAL GOVERNO ALL'1,5% NEL 2019

La crescita economica in Italia si sta assottigliando. Nel 2019, secondo le previsioni del CSC pubblicate a inizio ottobre, l'aumento del PIL sarà del +0,9%,in rallentamento rispetto al +1,1% di quest'anno.Si tratta di una previsione condivisa da altri centri di ricerca e istituzioni nazionali e internazionali.Si sono indebolite le condizioni per la crescita del Paese, interne ed esterne. Questo scenario di debole crescita potrebbe anche rivelarsi ottimista, se si materializzassero i rischi presenti all'orizzonte. In particolare, un'accresciuta sfiducia da parte degli investitori finanziari internazionali, legandosi anche al giudizio negativo delle agenzie di rating, determinerebbe il proseguire dell'aumento dei rendimenti sovrani già in corso, pesando sui conti pubblici italiani e facendo crescere significativamente il costo del credito, riducendone la disponibilità per famiglie e imprese; ciò frenerebbe ancor più i consumi e gli investimenti.
Sembra molto difficile, dunque, l'espansione programmatica del PIL all'1,5% nel 2019, come risultato della manovra di bilancio delineata dal Governo. La manovra è composta per lo più di misure di sostegno al reddito, che potrebbero tradursi solo parzialmente in più consumo; c'è poco di investimenti pubblici e di interventi di stimolo per quelli privati, dei quali ci sarebbe bisogno per colmare il gap accumulato negli anni di crisi. Per raggiungere l'ambizioso obiettivo di crescita dell'1,5%, l'economia italiana, che sta rallentando, dovrebbe improvvisamente invertire rotta. Accelerando al ritmo dell'Eurozona, già da inizio 2019.

ITALIA SI INDEBOLISCE, DIFFICILE LA CRESCITA PROGRAMMATA DAL GOVERNO ALL'1,5% NEL 2019

La crescita economica in Italia si sta assottigliando
. Nel 2019, secondo le previsioni del CSC pubblicate a inizio ottobre, l’aumento del PIL sarà del +0,9%,in rallentamento rispetto al +1,1% di quest’anno.Si tratta di una previsione condivisa da altri centri di ricerca e istituzioni nazionali e internazionali.Si sono indebolite le condizioni per la crescita del Paese, interne ed esterne. Questo scenario di debole crescita potrebbe anche rivelarsi ottimista, se si materializzassero i rischi presenti all’orizzonte. In particolare, un’accresciuta sfiducia da parte degli investitori finanziari internazionali, legandosi anche al giudizio negativo delle agenzie di rating, determinerebbe il proseguire dell’aumento dei rendimenti sovrani già in corso, pesando sui conti pubblici italiani e facendo crescere significativamente il costo del credito, riducendone la disponibilità per famiglie e imprese; ciò frenerebbe ancor più i consumi e gli investimenti.
Sembra molto difficile, dunque, l’espansione programmatica del PIL all’1,5% nel 2019,
come risultato della manovra di bilancio delineata dal Governo. La manovra è composta per lo più di misure di sostegno al reddito, che potrebbero tradursi solo parzialmente in più consumo; c'è poco di investimenti pubblici e di interventi di stimolo per quelli privati, dei quali ci sarebbe bisogno per colmare il gap accumulato negli anni di crisi. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di crescita dell’1,5%, l’economia italiana, che sta rallentando, dovrebbe improvvisamente invertire rotta. Accelerando al ritmo dell’Eurozona, già da inizio 2019.



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