Pubblichiamo il rapporto della Banca D'Italia per l'Abruzzo, pubblicato oggi.

Il quadro pre-crisi Covid-19
La pandemia di Covid-19, delineatasi nei primi mesi dell'anno in corso, ha colpito l'economia regionale in una fase di rallentamento. In base alle stime di Prometeia, nel 2019 il PIL ha ristagnato sui livelli dell'anno precedente. Il valore aggiunto è stimato in calo nell'industria dove, interrompendo il precedente trend positivo, le esportazioni sono diminuite, riflettendo principalmente il calo della domanda nei mercati della UE. Nelle costruzioni l'attività produttiva ha rallentato, anche per il minore sostegno fornito dalle opere di ricostruzione nell'area colpita dal sisma del 2009. Nel terziario l'attività ha complessivamente ristagnato. I prestiti alle aziende della regione sono lievemente diminuiti, riflettendo l'indebolimento della domanda di nuovi finanziamenti, in particolare di quelli finalizzati agli investimenti. La qualità del credito è ulteriormente migliorata.

Nel mercato del lavoro il numero degli occupati è lievemente diminuito, sebbene in un contesto di graduale miglioramento della qualità delle posizioni lavorative. Il tasso di disoccupazione è nuovamente aumentato, anche tra i lavoratori più giovani; è moderatamente cresciuta la partecipazione al mercato del lavoro.

La diffusione dell'epidemia di Covid-19
Dai primi mesi del 2020 il mondo affronta la più grave pandemia dell'ultimo secolo. L'Italia è stato il primo paese europeo in cui, dal 20 febbraio scorso, è stata accertata un'ampia diffusione del virus. Dall'epicentro in Lombardia, il contagio si è inizialmente diffuso ad alcune province di regioni limitrofe per poi gradualmente estendersi, anche sulla scia delle interconnessioni produttive e commerciali, a tutti i territori.

In Abruzzo la diffusione della malattia è stata inferiore rispetto al Centro Nord, ma più alta delle restanti regioni del Mezzogiorno. L'epidemia ha colpito in maniera eterogenea sul territorio: il contagio è stato più elevato in provincia di Pescara, mentre è stato di entità limitata in quella di L'Aquila. Focolai circoscritti, che sono stati fronteggiati dalla Regione mediante la temporanea delimitazione di specifiche "zone rosse", hanno interessato l'area vestina e quella della Val Fino, entrambe localizzate nella fascia pedemontana.

Come avvenuto nei paesi più colpiti dalla pandemia, il Governo italiano ha adottato stringenti misure di distanziamento fisico e di limitazione della mobilità dei cittadini volte al contenimento del contagio. Tali misure hanno frenato la diffusione dell'infezione e ridotto considerevolmente il numero dei decessi. Gli interventi, che hanno inizialmente riguardato le zone in cui sono emersi i primi focolai, sono stati estesi a livello nazionale con le restrizioni alla mobilità dal 9 marzo e con la chiusura di tutte le attività considerate non essenziali dal 25 marzo; vi è stato poi un graduale allentamento del fermo produttivo dal 4 maggio.

L'impatto dell'emergenza sull'economia regionale
Le misure di distanziamento sociale e la chiusura parziale delle attività nei mesi di marzo e di aprile hanno avuto anche in Abruzzo pesanti ripercussioni sull'attività economica. Stime della Banca d'Italia indicano una perdita complessiva di valore aggiunto nel periodo di sospensione delle attività non essenziali pari a oltre un quarto del totale, anche tenendo conto della prosecuzione di alcune attività avvalendosi del lavoro agile e degli effetti di filiera che hanno consentito a imprese dei settori non essenziali di continuare a produrre in quanto fornitrici di comparti rimasti operativi.

Le imprese
L'intensità con cui le restrizioni hanno colpito l'economia dei territori è stata funzione delle loro diverse vocazioni produttive. In Abruzzo alle unità produttive interessate dal blocco è riconducibile quasi il 60 per cento del valore aggiunto industriale, un dato superiore a quello del Mezzogiorno e in linea con la media nazionale. Secondo i risultati delle consuete rilevazioni annuali della Banca d'Italia, che quest'anno hanno previsto anche una specifica sezione dedicata all'emergenza Covid-19, le aspettative delle imprese manifatturiere abruzzesi sull'andamento del fatturato nell'anno in corso sono marcatamente peggiorate rispetto ai risultati registrati a consuntivo nel 2019. I programmi di investimento appaiono prevalentemente orientati al ribasso. Nel settore delle costruzioni il numero di ore lavorate si è più che dimezzato nel mese di marzo, in concomitanza con i primi provvedimenti di chiusura dei cantieri. Nel terziario, più intensamente colpito perché maggiormente caratterizzato da una più stretta interazione sociale, specie nei comparti della ristorazione, intrattenimento e accoglienza, gli effetti negativi delle sospensioni sono stati particolarmente profondi e potrebbero rivelarsi più duraturi a causa del protrarsi di parte delle restrizioni alla mobilità e all'aggregazione sociale.

Il sistema produttivo regionale sta tuttavia affrontando la crisi attuale in condizioni finanziarie migliori rispetto al passato: nell'ultimo decennio il graduale ritorno su livelli di redditività soddisfacenti ne ha supportato la ricapitalizzazione. L'indebitamento è calato e vi è stata una ricomposizione delle passività a favore della componente a più lungo termine; si è pertanto complessivamente ridimensionata la quota di imprese con profili di vulnerabilità finanziaria. I provvedimenti di blocco delle attività hanno tuttavia sottoposto le aziende coinvolte a un elevato stress finanziario, accrescendone il fabbisogno di liquidità. In base a nostre elaborazioni, le imprese abruzzesi a rischio di illiquidità nei settori sottoposti a chiusura sono state circa un quarto del totale, prevalentemente concentrate nelle attività di alloggio e ristorazione.

A fronte del ridimensionamento degli investimenti, gli interventi di nuova finanza garantita, le moratorie e il maggiore utilizzo dei margini disponibili sulle linee di credito a breve termine hanno attenuato il calo della domanda di credito delle imprese nel primo trimestre, soprattutto per le unità produttive di minori dimensioni, verso cui si sono concentrati gli aiuti. Le condizioni di offerta praticate dalle banche sono rimaste nel complesso favorevoli sia nelle indicazioni degli intermediari sia in quelle fornite dalle imprese.

Il mercato del lavoro e le famiglie
Le ripercussioni sul mercato del lavoro sono state considerevoli, in un contesto già caratterizzato dall'interruzione dell'espansione dell'occupazione. Secondo nostre elaborazioni sui dati Istat, circa un terzo degli occupati in regione è stato interessato dal blocco delle attività produttive non essenziali. Nei mesi di marzo e aprile, secondo i dati sulle Comunicazioni obbligatorie, il numero delle nuove posizioni lavorative dipendenti attivate nel settore privato si è dimezzato rispetto all'anno precedente. Il numero complessivo di occupati nel primo trimestre è sensibilmente diminuito. Nel primo quadrimestre del 2020 il numero di ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni è aumentato di quindici volte rispetto allo stesso periodo del 2019.

Le condizioni economico-finanziarie delle famiglie si presentavano complessivamente favorevoli all'avvio dell'emergenza sanitaria. Il reddito disponibile ha continuato a crescere nel 2019, consolidando la ripresa in atto da alcuni anni, e la sua distribuzione si presenta in regione meno diseguale rispetto alla media nazionale. Il grado di indebitamento delle famiglie abruzzesi risulta contenuto nel confronto con il dato italiano, per effetto della minore incidenza dei prestiti per l'acquisto di abitazioni. È elevata la quota della ricchezza finanziaria delle famiglie impiegata in attività prontamente liquidabili in caso di necessità. Nel primo trimestre dell'anno le nuove erogazioni di mutui sono diminuite. Il credito al consumo ha rallentato, in connessione con il calo della spesa per beni durevoli.

Il mercato del credito
Nel primo trimestre del 2020 è proseguita la lieve flessione del credito ai residenti in regione registrata nell'ultima parte dell'anno precedente. La dinamica del credito alle imprese è rimasta debole. I prestiti alle famiglie hanno ulteriormente rallentato, soprattutto a partire dal mese di marzo, quando si è manifestata l'emergenza sanitaria. Durante la fase di lockdown le banche hanno continuato ad assicurare i propri servizi all'economia locale, avvalendosi in misura crescente dei canali telematici di contatto con la clientela.

La qualità del credito appare al momento migliore rispetto alla situazione osservata all'inizio della precedente crisi, sebbene il tasso di deterioramento si collochi ancora al di sopra della media nazionale. A tale risultato ha contribuito un mutamento della composizione degli affidati verso le imprese con bilanci progressivamente più solidi.

La finanza pubblica decentrata
A seguito dei provvedimenti adottati dal Governo per fronteggiare l'emergenza Covid-19 sono aumentate le risorse per il finanziamento del sistema sanitario regionale: il numero dei posti in terapia intensiva e il personale medico e infermieristico sono aumentati in linea con le accresciute esigenze. Anche al picco dell'epidemia non si è mai giunti fino a saturare la capacità degli ospedali di accogliere i pazienti in condizioni più gravi. La Regione ha disposto diversi interventi finanziari a sostegno delle piccole imprese, dei lavoratori autonomi e dei nuclei familiari maggiormente colpiti dai provvedimenti rivolti a contenere il diffondersi del contagio.

Nel 2020 gli equilibri di bilancio dei Comuni abruzzesi risentiranno significativamente degli effetti connessi all'emergenza sanitaria; a fronte di spese in gran parte incomprimibili, gli enti si sono trovati a fronteggiare uno slittamento degli incassi, con effetti negativi sulla situazione di liquidità, a cui si sono associate perdite di gettito. Secondo nostre stime, per i Comuni abruzzesi la perdita di entrate correnti inciderebbe in misura lievemente inferiore alla media nazionale.

FONTE: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2020/2020-0013/index.html

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In Italia ripartenza difficile e fragile per industria e servizi, con poca fiducia per consumi e investimenti, export e turismo in rosso e ore lavorate in caduta.
Buone notizie vengono dal credito in aumento, mentre non è scontato che continui il calo dello spread sovrano.
Ancora debole e incerto lo scenario mondiale, con il commercio che fatica, mentre le Borse sono in recupero parziale e il petrolio segnala ripresina.
L’Eurozona è ancora nel tunnel, il Regno Unito in difficoltà, negli USA la ripartenza è debole e la Cina è in timida risalita.
La nota completa, fonte Confindustria:

https://bit.ly/CF_giu20

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L’ammontare dell’impulso fiscale e delle misure per la liquidità adottate per rispondere all'emergenza COVID-19 in Italia è consistente se comparato a quello di Francia, Germania e Stati Uniti.
Quali le misure adottate dai governi? Con che tempi sono state implementate? Alle imprese quanto è destinato?

FONTE:
https://bit.ly/Politiche_bilancio_Covid19

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Nel 2020 pesante revisione al ribasso per il PIL, che registra una caduta storica, nel contesto di un'ampia recessione globale.

In Italia l'input di lavoro segue un andamento ciclico, con la disoccupazione e gli inattivi in aumento, mentre si manifestano tendenze di deflazione e il deficit pubblico sale ai massimi.

La ripartenza del credito alle imprese è cruciale, ma lo spread sovrano è più ampio e la Borsa azionaria ancora debole.

A questo link l'ultima Congiuntura Flash
https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/congiuntura-flash-maggio-2020

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Pubblichiamo l'ultimo comunicato sulla produzione industriale italiana rilevata dal CSC che in marzo e aprile registra una perdita di oltre il 50%. Una caduta dell’attività senza precedenti nelle serie storiche disponibili. La fine del lockdown, a partire da oggi, non genererà un veloce recupero perché le famiglie continueranno a essere prudenti e a risparmiare anche a scopo precauzionale, le imprese dovranno smaltire le scorte che si sono accumulate negli ultimi mesi mentre la domanda estera risentirà della contrazione corale dell’attività in Europa.

https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/indagine-rapida-produzione-industriale-Italia-aprile-2020

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Cari Associati,

si è conclusa la seconda edizione dell'indagine di Confindustria sugli effetti del Coronavirus per le imprese italiane elaborata dal nostro Centro Studi che Vi invito a consultare al seguente link https://www.confindustria.it/notizie/dettaglio-notizie/Indagine-sugli-effetti-del-Covid-19-per-le-imprese-italiane

Tra i principali risultati emersi, Vi segnalo che:

  • si è assistito a un netto peggioramento rispetto alla percezione della prima indagine per il numero di imprese che ha subito l’impatto negativo del Coronavirus (97,2% contro il 67,2% della precedente). Il peggioramento si è verificato anche per l’entità del danno subito, le imprese con problemi molto gravi sono salite al 43,7%, contro il 14,4% registrato nella precedente indagine.
  • Il 36,5% dei rispondenti, in seguito all’emanazione dei DPCM del 22 e del 25 marzo, ha dovuto chiudere la propria attività, mentre il 33,8% l’ha chiusa parzialmente.
  • Il 26,4% dei dipendenti totali delle imprese intervistate svolge attualmente la propria attività in smart working, mentre il 43,0% risulta essere inattivo.
  • Il 53,1% dei dipendenti delle imprese intervistate potrebbe dover ricorrere ad ammortizzatori sociali (CIGO, FIS, etc.).

In media, rispetto alla normalità (marzo 2019), si è assistito ad un calo del 32,6% del fatturato e del 32,5% delle ore lavorate con cali visibilmente più marcati per le imprese con meno di 10 dipendenti (con una diminuzione del 39,7% del fatturato e del 37,3% delle ore lavorate).

Un caro saluto.

IL DIRETTORE GENERALE

Luigi Di Giosaffatte

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“l'Italia nel 2020 deve limitare la caduta e preparare la ripresa: oggi siamo in una economia di pandemia, con il crollo di produzione e PIL, un forte impatto su consumi e investimenti, l'export in caduta.

E' stata cruciale la BCE per tenere lo spread sotto i massimi e preservare il basso costo del credito, in una Eurozona in forte recessione.

I mercati sono in parziale recupero e si prendono decisioni coraggiose sul petrolio, ma l’economia mondiale arretra: gli scambi sono in crisi, l'epidemia è anche negli USA, mentre la Cina è in stabilizzazione.

Alleghiamo il link all'ultima Congiuntura Flash
https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/congiuntura-flash-aprile-2020

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Fornire liquidità alle imprese, per ripartire

A causa dell'epidemia e del crollo dei fatturati, si è determinato un enorme fabbisogno di liquidità nelle imprese italiane: c'è bisogno di impiegare ingenti risorse pubbliche per fornire oggi liquidità alle imprese per la tenuta del sistema e per rendere poi possibile la ripartenza, una volta usciti dall'emergenza sanitaria. Le misure varate dal Governo in aprile, dopo un primo passo a marzo, sono sostanzialmente in linea con le proposte di Confindustria e potrebbero riuscire a soddisfare le esigenze straordinarie di liquidità dovute dalla crisi.

Leggi la nota nostro sito Confindustria:  

Fornire liquidità alle imprese, per riaprire

Pubblicato in Credito, Finanza e Fisco

CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA: LE PREVISIONI ECONOMICHE PER IL 2020 E Il 2021

Il 2020 si era aperto per l’industria italiana con segnali di miglioramento, ma le prospettive sono di nuovo bruscamente peggiorate da febbraio in seguito alla diffusione del Covid-19. La spesa delle famiglie italiane è in contrazione, la domanda estera langue. Gli impatti della minore domanda di beni e servizi, e dell’accresciuta incertezza, frenano gli investimenti. Le imprese si trovano a fronteggiare seri problemi di liquidità ed inedite procedure amministrative di emergenza. Le reazioni dei mercati finanziari possono produrre un ulteriore avvitamento della crisi, penalizzando i paesi percepiti a maggior rischio. È cruciale l’efficacia e la tempestività della risposta di politica economica ad una congiuntura economica eccezionale, che combina shock di domanda e di offerta. In allegato il rapporto e le slides di presentazione.


https://bit.ly/3dB1ADs

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DOMANI SUL SITO DEL SOLE24ORE LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO DI PREVISIONE DEL CSC

Informiamo che la presentazione del Rapporto del Centro studi di Confindustria sulle “Previsioni per l’economia italiana dopo il blocco del 22 marzo” avverrà in collaborazione con il Sole 24 Ore, che domani 31 marzo dedicherà al tema l’intera puntata della trasmissione web “Il Sole Risponde” a cura di Marco Lo Conte.
L’appuntamento è alle 12 e sarà possibile collegarsi anche dal nostro sito. Interverranno il direttore del Centro studi di Confindustria Stefano Manzocchi e la responsabile dell’Unità di Economia politica presso il Centro studi di Politica europea Cinzia Alcidi. Chiuderà il presidente Vincenzo Boccia. L’evento si concluderà alle 13.30.

Pubblicato in Sviluppo d'impresa
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