Da "Il sole 24 ore"

Infografica dal CSC - Il digitale sostituirà l'uomo con le macchine?
Il digitale sta impattando sull'occupazione. Aumentano le professioni intellettuali e manuali, in cui l'uomo è ancora superiore alla macchina; diminuiscono quelle intermedie, più routinarie e quindi replicabili dai robot. Questo è il fenomeno della "polarizzazione" del mercato del lavoro in atto nei paesi avanzati.

Solo 1 occupato su 10 sarà sostituito dalle macchine, ma 1 su 3 è a rischio di cambiamento, che va contrastato con investimenti in formazione per l'aggiornamento delle competenze e il loro rafforzamento.

Occorre rendere strutturale il "credito di imposta formazione 4.0" e svecchiare l'offerta formativa nella scuola secondaria e nell'università, riprogettandola in funzione delle esigenze delle imprese.

In allegato l'infografica

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 Nota dal CSC n. 4/2019 - L'industria italiana e la produttività

La manifattura italiana vanta una consolidata leadership a livello mondiale eppure è largamente diffusa l'idea che essa sia da tempo affetta da un forte deficit di competitività. Questa visione si fonda su un'analisi parziale delle statistiche della crescita, perché circoscritta alle stime del valore aggiunto e della produttività in volume (ossia misurate a prezzi costanti). Stime che non colgono adeguatamente il processo di miglioramento qualitativo dell'offerta che ha caratterizzato, su larga scala, la manifattura italiana nell'ultimo ventennio. Ci sono problematiche metodologiche e interpretative insite nelle statistiche della crescita a prezzi costanti, che sono largamente sottovalutate nell'analisi corrente e rendono non scontato il confronto tra paesi, anche all'interno della UE. In chiave di policy, l'analisi evidenzia che: 1) per capire i problemi del sistema produttivo italiano (che esistono) è necessaria una chiave di lettura coerente con tutte le informazioni a disposizione, e non basata su una sola di esse ; 2) è estremamente urgente che in sede europea si decida di standardizzare le metodologie di calcolo delle statistiche della crescita perché ne va della corretta comparazione degli stessi andamenti del PIL tra paesi.

In allegato la nota del CSC.

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Informiamo che sarà possibile seguire la diretta streaming dal sito www.confindustria.it della presentazione del Rapporto di previsione "Dove va l'economia italiana e gli scenari geoeconomici" del prossimo 27 marzo 2019.

Per chi volesse partecipare all'evento a Roma, per l'iscrizione cliccate qui

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Nota da CSC - Oltre l'Analisi Costi-Benefici per la TAV

Come si deve valutare un'opera infrastrutturale per supportare le decisioni di investimento?

Basta l'analisi costi-benefici o, come nel caso di opere con effetti estesi, servono ulteriori elementi?

Quali altre analisi sarebbe, dunque, opportuno condurre per decidere sulla tratta Torino-Lione dell'alta velocità (TAV)?

Come si fa in altri paesi europei?

A queste domande risponde la presente Nota dal CSC. Qui il link al sito https://bit.ly/2XPbYzD

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Con oggi martedì 12 marzo, inizia l'appuntamento settimanale con la newletter

Pillole di contaminazione: innovazione e d'intorni

dedicata a tutte le imprese associate e ai curiosi del settore #innovazione dalla Presidenza di Confindustria Chieti Pescara.

Fondo Nazionale Innovazione, a giugno la partenza: 8 cose da sapere sulla linea Di Maio-Cassa Depositi e Prestiti
https://www.economyup.it/startup/fondo-nazionale-innovazione-a-giugno-la-partenza-8-cose-da-sapere-sulla-linea-di-maio-cassa-depositi-e-prestiti/?utm_campaign=economyup_nl_20190310&utm_source=economyup_nl_20190310&utm_medium=email&sfdcid=0030O00002LZ1fyQAD

Voucher Innovation Manager, 10 domande al ministro Di Maio
https://www.economyup.it/innovazione/voucher-innovation-manager-10-domande-al-ministro-di-maio/?utm_campaign=economyup_nl_20190310&utm_source=economyup_nl_20190310&utm_medium=email&sfdcid=0030O00002LZ1fyQAD

MCE 2019, torna la call per startup della mobilità: ecco come partecipare
https://www.economyup.it/mobilita/mce-2019-torna-la-call-per-startup-della-mobilita-ecco-come-partecipare/?utm_campaign=economyup_nl_20190310&utm_source=economyup_nl_20190310&utm_medium=email&sfdcid=0030O00002LZ1fyQAD

Open banking, in Germania una startup compra una banca
https://www.economyup.it/fintech/open-banking-in-germania-una-startup-compra-una-banca/?utm_campaign=economyup_nl_20190310&utm_source=economyup_nl_20190310&utm_medium=email&sfdcid=0030O00002LZ1fyQAD

Startup e omnicanalità: 10 nuove imprese per migliorare l'esperienza del cliente
https://www.economyup.it/startup/startup-e-omnicanalita-cosi-10-italiane-collaborano-con-le-aziende-per-migliorare-lesperienza-del-cliente/

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Pubblichiamo in allegato l'infografica del CSC: Qualche luce e molte ombre sul mercato dell'auto in Italia.
Nella seconda metà del 2018 si è avuta una forte flessione delle immatricolazioni di auto in Italia.

A gennaio 2019 il calo è continuato. I motivi sono:

maggiore incertezza economica;
più severe normative sulle emissioni, specie per i diesel;
fine degli incentivi (2016-2017).
Le immatricolazioni sono storicamente un buon indicatore dell'andamento di produzione e consumi. Da metà 2017, però, la correlazione si è affievolita. Ciò è spiegato da: produzione di auto alimentata dall'aumento della quota esportata; spesa delle famiglie con più servizi e meno auto.

La previsione per il 2019 è difficile. Varie forze, con impatti incerti, spingono in diverse direzioni:

  • il rischio di dazi sulle vendite di auto;
  • la spinta alla produzione domestica in vari paesi, specie Cina, a scapito dell'import;
  • il "bonus-malus" in Italia pensato per sostenere le vendite di vetture ibride/elettriche, che rischia di frenare gli acquisti di auto tradizionali.
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In allegato il programma dell'evento di presentazione del Rapporto di previsione "Dove va l'economia italiana e gli scenari geoeconomici" del prossimo 27 marzo 2019.

Per l'iscrizione qui in calce trovate il banner cliccabile.

Se non visualizzate correttamente cliccate qui

Per la probabile alta affluenza si suggerisce di arrivare per tempo.

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Italia: soffre l'industria, tengono finora i consumi. Pesa l'Eurozona debole, rischi da una frenata USA

Per l'Italia un anno difficile: export debole, investimenti attesi in calo, soffre l'industria. Tengono finora i consumi, ma con un futuro incerto. Dai mercati rischi sul credito.

Il commercio globale è in calo: Cina in rallentamento e pesa l'Eurozona debole, con la manifattura in flessione e la BCE che tiene i tassi a zero. Rischi di una frenata USA.

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Giovedì, 21 Febbraio 2019 14:29

Infografica dal CSC - Quanto costa il lavoro?

Pubblichiamo l'infografica del CSC: Quanto costa il lavoro?

Con il Reddito di cittadinanza un single senza reddito può percepire fino a 780€ al mese senza pagare l'IRPEF.

780€ in busta paga corrispondono a un costo per l'impresa di 1.360€ perché:

l'azienda paga: retribuzione lorda + contributi carico datore;
sulla retribuzione lorda il lavoratore paga: IRPEF + contributi carico dipendente.
La differenza tra retribuzione netta e costo del lavoro è il " cuneo fiscale e contributivo", di cui una parte a carico impresa e una a carico lavoratore.

Nel confronto internazionale l'Italia ha un cuneo molto elevato, qualunque sia la retribuzione presa a riferimento.

Nel caso di un lavoratore single con retribuzione media (31.000€ lordi l'anno), fatta 100 la retribuzione netta: le imposte pesano per il 32% e i contributi carico lavoratore per un altro 14%; i contributi carico datore pesano per il 61%. Sul netto che va al lavoratore si aggiunge, quindi, il 107% di tasse e contributi.

Su retribuzioni più basse/alte il cuneo si abbassa/alza, data la progressività dell'IRPEF: su un netto mensile di 780€ si aggiunge il 74% ma su uno di 3.000€ il 144%.

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Nota da CSC - N.2/2019 - Clausole di salvaguardia alla deriva

Il ricorso alle clausole di salvaguardia invece di rassicurare istituzioni europee e mercati, motivo per cui erano state introdotte, sta avendo l'effetto di aumentare l'incertezza sui conti pubblici italiani. Gli obiettivi programmati finiscono, infatti, sistematicamente per non essere raggiunti a causa della sterilizzazione in larga parte a deficit delle clausole. Per questo occorre liberarsi quanto prima di quelle ancora attive (28,8 miliardi tra 2020 e 2021) in modo da restituire credibilità ai conti pubblici. Il Governo dovrebbe proporre alla Commissione europea un piano in cui si impegna a non introdurre nuove clausole e a coprire una quota sufficientemente ampia di quelle in vigore.

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