Da "Il sole 24 ore"

Disponibile il materiale presentato al Webinar del Centro Studi Confindustria che ha anlizzato le cause, l'impatto e le prospettive della risalita dei prezzi delle materie prime a inizio 2021.

Ne hanno discusso, dopo i saluti del Direttore del CSC Stefano ManzocchiCiro Rapacciuolo, responsabile per congiuntura e previsioni al CSC, Federico Ferrari, esperto di commodity a Prometeia, e Daniela Corsini, esperta di commodity a Intesa SanPaolo.

Tutto il materiale qui: https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/webinar-prezzi-materie-prime 

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

Ricordiamo la presentazione esclusivamente in streaming del Rapporto di previsione del Centro Studi Confindustria “Liberare il potenziale italiano. Riforme, imprese e lavoro per un rilancio sostenibile”, in programma sabato 10 aprile alle ore 10.00, in diretta sul sito di Confindustria.

Per seguire l’evento è necessario iscriversi sul sito
https://www.confindustria.it/home/centro-studi/appuntamenti-csc/dettaglio/presentazione-rapporto-previsione-economia-Italia-primavera-2021

Presentano il Rapporto il Direttore del Centro Studi Confindustria, Stefano Manzocchi, e il coordinatore del CSC, Alessandro Fontana.

Partecipano alla discussione Marta Dassù (Senior Advisor European Affairs The Aspen Institute) e Stefano Scarpetta (Direttore del Dipartimento Occupazione, Lavoro e Affari Sociali OCSE).

A seguire interviene il Commissario per l’economia della Commissione europea, Paolo Gentiloni, e conclude il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

Pubblicato in Organizzazione

Di seguito il link all'ultimo comunicato sulla produzione industriale italiana rilevata dal Centro Studi Confindustria. Sostanzialmente stabile in marzo l’attività nell’industria italiana (-0,1%, dopo +0,6% in febbraio e +1,0% in gennaio), ma nel primo trimestre del 2021 si stima un incremento dell’1,0% rispetto al quarto del 2020.

https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/indagine-rapida-produzione-industriale-Italia-marzo-2021

Pubblicato in Credito, Finanza e Fisco

Pubblichino il programma del convegno di presentazione del Rapporto di previsione “Liberare il potenziale italiano. Riforme, imprese e lavoro per un rilancio sostenibile”, che si terrà sabato 10 aprile alle ore 10.00, in diretta streaming sul sito di Confindustria.

Per seguire l’evento è necessario iscriversi cliccando sul banner o direttamente sul sito Confindustria:
https://www.confindustria.it/home/centro-studi/appuntamenti-csc/dettaglio/presentazione-rapporto-previsione-economia-Italia-primavera-2021

Pubblicato in Organizzazione

Sono stati diffusi oggi i risultati dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica, giunta alla sua 157ª edizione.

Nel corso del 2020 la dinamica della produzione industriale metalmeccanica, dopo le forti perdite osservate nel periodo marzo-giugno rispetto ai livelli pre-pandemici, ha mostrato nei mesi successivi andamenti ancora negativi ma in miglioramento. Se, infatti, ad aprile i volumi di produzione si erano più che dimezzati rispetto a gennaio, nei mesi finali del 2020 la produzione è risultata inferiore di circa 3-4 punti percentuali rispetto alla situazione pre-pandemica.
In particolare, nel quarto trimestre del 2020 l’attività produttiva metalmeccanica ha registrato una crescita dell’1,2% rispetto al trimestre precedente e con un +0,2%, si è confermata sugli stessi livelli del quarto trimestre del 2019.

Mediamente nel 2020 la produzione metalmeccanica si è ridotta del 13,4% nel confronto con l’anno precedente, un calo più accentuato rispetto all’intero comparto industriale (-10,9%) ma più contenuto nel confronto con il 2009 quando la crisi dei mutui subprime fece precipitare la produzione metalmeccanica di circa 30 punti percentuali.

La recessione che ha colpito l’industria metalmeccanica ha interessato tutte le attività dell’aggregato ma con differenze significative nei diversi comparti: la fabbricazione di Computer, radio TV, strumenti medicali e di precisione ha registrato il calo più contenuto (-6,9%) mentre le imprese costruttrici di Autoveicoli e rimorchi sono quelle che hanno subito le perdite maggiori (-20,6%).

Oltre che dalla caduta della domanda interna, l’attività produttiva è stata anche condizionata dal pesante crollo del commercio mondiale e nel 2020 le nostre esportazioni metalmeccaniche sono complessivamente diminuite del 9,7% rispetto al 2019 e le importazioni hanno segnato un -12,8%.
In particolare, ha pesato il crollo dei flussi diretti verso i nostri principali partner europei quali la Germania (-8,4% nel confronto con l’anno precedente), la Francia (-14,5%), ma anche verso il Regno Unito (-11,5%) e la Spagna (-18,8%).

Le prospettive a breve emerse dall’Indagine Congiunturale condotta presso un campione di imprese metalmeccaniche associate sono improntate a un cauto moderato ottimismo, anche se permane una sostanziale incertezza dovuta all’evoluzione della pandemia legata da un lato all’esito della campagna vaccinale e dall’altro alle mutazioni in atto del coronavirus.

L’Indagine sul sentiment delle imprese rileva una crescita degli ordini in portafoglio e il giudizio sulle consistenze in essere, pur confermandosi nel complesso ancora negativo, migliora rispetto alla precedente rilevazione. Si attendono incrementi di produzione sia per il mercato interno sia per quello estero.

In allegato il report dettagliato.

Pubblicato in Organizzazione

Il recupero del PIL italiano è posticipato, una vera ripresa si potrebbe avere solo da metà 2021 se la vaccinazione abbatterà l’emergenza sanitaria e farà ripartire i consumi.

Più ampia a inizio 2021 la forbice in Italia tra servizi ancora in crisi e industria che regge, con andamenti divergenti anche nelle corrispondenti dinamiche dei prezzi al consumo.

Per l’export italiano lo scenario è un po’ migliorato, sulla scia di scambi mondiali in lenta espansione, mentre le principali economie dell’Eurozona hanno chiuso il 2020 meno peggio del previsto.

I tassi sovrani a gennaio restano moderati per l’Italia, poco sopra i minimi, nonostante la nuova instabilità politica e solo grazie ai massicci acquisti di titoli effettuati dalla BCE.

Nel 2020 in Italia l’impatto della crisi sanitaria è stato molto vario tra settori e tipologie di imprese, molte delle quali hanno accumulato più debito ma non hanno potuto usarlo per nuovi investimenti.

Leggi la nota sul sito Confindustria: http://bit.ly/CFgen21

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

L’annuale indagine Confindustria sulle condizioni dell’occupazione nelle imprese associate, andata sul campo nei primi mesi del 2020, fornisce dettagliate informazioni, riferite al 2019, su struttura dell’occupazione e gravità delle assenze nelle imprese associate. 

  • Come in edizioni precedenti, l’indagine ha inoltre raccolto informazioni sulle politiche aziendali adottate dall’imprese, quali l’erogazione di premi variabili collettivi, la messa a disposizione di welfare al personale non dirigente, il lavoro agile, riferite al momento della compilazione. Dato che la raccolta dei questionari è avvenuta prevalentemente prima dell’avvio dell’emergenza sanitaria, il quadro rilevato su diffusione e caratteristiche delle politiche aziendali può essere considerato descrittivo della situazione a inizio 2020, pre-pandemia.
  • A inizio 2020 nell’industria in senso stretto il 68,5% dei lavoratori erano coperti da un contratto aziendale che prevede l’erogazione di premi variabili collettivi; la percentuale scende al 63,7% nei servizi.
  • La quota di imprese che stipula contratti di contenuto economico si è fermata mediamente al 31,9% nell’industria al netto costruzioni e al 17,5% nei servizi – percentuali più basse rispetto a quelle della forza lavoro coperta data la maggiore diffusione dei premi nelle imprese più grandi.
  • Oltre alla corresponsione di premi, più di un quarto dei contratti aziendali prevedeva la possibilità che questi fossero convertiti in welfare (30%).
  • A inizio 2020 il 71,5% delle imprese associate metteva a disposizione dei propri dipendenti non dirigenti almeno un servizio di welfare. La forma più diffusa si conferma l’assistenza sanitaria (60,0%), seguita da previdenza complementare (56,7%), mense (24,4%) e fringe benefits (22,2%). Più bassa la diffusione di “carrello della spesa” (10,2%) e contributi per l’assistenza a familiari anziani o non autosufficienti (5,2%).
  • A inizio 2020 il 16,6% delle imprese associate (il 29,3% tra quelle con almeno 100 dipendenti) aveva già introdotto forme di “lavoro agile”, ovvero modalità di svolgimento del lavoro flessibili in termini di orario e luogo. Con riferimento alla forza lavoro nelle imprese associate, lo smart working risulta essere stato utilizzato dal 31,3% dei dipendenti. Sondaggi condotti nel corso dell’anno (si veda per esempio l’indagine Confindustria sugli effetti della pandemia da Covid-19 per le imprese italiane, quarta edizione a questo link) hanno registrato un incremento significativo del ricorso al lavoro agile nel corso del 2020, in applicazione delle misure di contenimento della diffusione del virus. Sarà, quindi, di particolare rilievo tenere monitorata la diffusione dello smart working nelle prossime edizioni dell’indagine, per valutare su quali livelli si stabilizzerà l’adozione su un orizzonte di tempo più lungo.

La documentazione completa FONTE: CONFINDUSTRIA  https://bit.ly/37FsMAd

Pubblicato in Lavoro e sindacale

L’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale continua a scendere e registra, nel 2020, secondo le stime preliminari, un calo di oltre 40 punti rispetto all’anno precedente, il più basso registrato a partire dal 2007. Gli effetti recessivi della pandemia sul PIL nel 2020 si prevede che siano appena meno pronunciati nel Sud (-9% l’andamento del Pil) rispetto al Centro-Nord (-9,8%), ma comunque consistenti; per il 2021 e 2022 la ripresa del Mezzogiorno si prospetta invece sensibilmente più debole (rispettivamente +1,2% e +1,4%) rispetto al Centro-Nord (+4,5% e +5,3%). Alcune variabili evidenziano però anche una capacità di “resilienza” dell’economia meridionale, sulla quale puntare la ripresa, accelerando l’impiego delle risorse UE già disponibili e di quelle programmate già dall’anno prossimo.

È questa la sintesi che emerge dal Check-up Mezzogiorno sulla congiuntura del 2020 elaborato da Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo).

La pandemia continua a produrre effetti preoccupanti sul sistema socioeconomico del Mezzogiorno, ma alcuni dati congiunturali sul 2020 offrono l’opportunità di capire meglio cosa è accaduto e cosa serve nell’immediato e in prospettiva per limitare i danni e rilanciare lo sviluppo.

Tutti gli indicatori che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale registrano una contrazione significativa (PIL, investimenti, export e occupazione), salvo le imprese attive, in moderata crescita netta.

Pesa sul PIL soprattutto il calo dell’export del Mezzogiorno, che nei primi nove mesi del 2020 registra una diminuzione complessiva su base annua (-15,6%), contro il -12,2 del nel Centro-Nord; più marcata nel settore manifatturiero (-14% contro -10,8%); calano soprattutto i settori coke e prodotti petroliferi raffinati (quasi il 40% del Sud, contro il -35,4% del Centro-Nord), tessile e abbigliamento (-31,3% e -20,7%), mentre si registra una crescita dei prodotti alimentari, quasi tutta concentrata al Sud (+7,2%).

Ma c’è la possibilità concreta e immediata di intervenire ancora sull’emergenza sanitaria, sui suoi impatti indotti dalla nuova fase pandemica e sul sostegno alla transizione delle imprese per una nuova politica di sviluppo del Mezzogiorno.

FONTE e documentazione completa: CONFINDUSTRIA https://bit.ly/3nEatRx 

Pubblicato in Credito, Finanza e Fisco

Pubblicata Congiuntura Flash Dicembre 2020 – FONTE: https://bit.ly/37wpSgM

La pandemia fa chiudere male il 2020 per l’economia e zavorra così il 2021, il profilo “a V” del PIL nel biennio sarà meno profondo.
I servizi sono di nuovo in rosso, mentre finora regge a fatica l’industria, dove il settore automotiveaffronta insieme shock sanitario e salto tecnologico.

I consumi tornano in calo, si riduce l’occupazione, il debito eccessivo delle imprese frena gli investimenti, l’export italiano vira al ribasso mentre gli scambi mondiali reggono.

L’Eurozona è in recessione, nonostante i tassi favorevoli, mentre incombe il rischio di una Brexit disordinata, il dollaro è sempre più debole e il petrolio più caro.

Pubblicato in Organizzazione

Le misure di contenimento del Covid-19 riportano in territorio negativo la dinamica della produzione industriale in novembre (-2,3%) e nel 4° trimestre
La produzione industriale italiana, dopo il recupero rilevato in ottobre (+1,2%), torna a diminuire in novembre (-2,3%), a causa della contrazione della domanda conseguente alle misure di contenimento introdotte in Italia e nei principali partner commerciali. Le prospettive per il quarto trimestre sono negative, come mostra l’andamento della fiducia tra gli imprenditori manifatturieri e tra le famiglie, in netto peggioramento specialmente nelle componenti relative alla situazione corrente e alle attese sul contesto economico nei prossimi mesi.

Qui la nota completa, fonte Confindustria.

https://bit.ly/IRnov20

Pubblicato in Organizzazione
Pagina 1 di 17

Seguici attraverso i nostri canali social

   Icon TwitterBlu   Icon TwitterBlu   Icon YouTubeBlu   Icon LinkedinBlu   Icon RSSBlu

Website Security Test

 

Entra nel tuo account