Lunedì, 13 Luglio 2020 09:48

Sette giorni - newsletter di Confindustria del 10 luglio 2020

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I temi della settimana

GOVERNO: E’ ORA DI RACCONTARE LA VERITÀ AL PAESE E DI AGIRE CON RESPONSABILITÀ. NON SONO CHIARI OBIETTIVI E TEMPI DI ATTUAZIONE DEI DECRETI

“Non ci dicono la verità. Siamo un Paese dove la realtà non viene raccontata. Nessuno ha l'interesse, il coraggio, la volontà di dire come stanno le cose e quello che ci aspetta in autunno”. Così Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, nel corso del suo intervento al forum digitale dei Giovani Imprenditori dal titolo Ripartenza, Responsabilità, Resilienza. “Manca una quarta R - ha sottolineato Bonomi - è la R di realtà. Perché è sicuramente una realtà che le scelte pubbliche che abbiamo adottato in Italia, con i governi passati, abbiano reso più duraturi gli effetti delle crisi precedenti rispetto a tutti gli altri paesi. È realtà che l'Italia sia l'unico paese europeo che era già in recessione e stagnazione prima dell’impatto del virus e che alla fine del 2019 non aveva ancora recuperato 4 punti di Pil rispetto al 2008. Arrivando a tempi più recenti e all'emergenza sanitaria, è una realtà - insiste Bonomi - che le misure economiche adottate siano state molto più problematiche che in altri paesi. In merito al decreto sul sostegno al reddito: su 9 milioni di persone per le quali è stata chiesta la Cig, per quasi 5 milioni di lavoratori è stata erogata dalle imprese. Il presidente dell'Inps si è permesso di insultare le aziende e, pur non avendo ancora risolto il problema, resta al suo posto. Sul decreto liquidità: sappiamo benissimo il calvario che hanno dovuto attraversare migliaia di colleghi imprenditori. Mentre il decreto rilancio è un provvedimento di 266 pagine e 260 articoli, in cui sono richiamate quasi 300 leggi - di cui un decreto Regio del 1910 - e oltre 90 decreti attuativi. Sul decreto semplificazioni non si capisce quali siano gli obiettivi: non basta il nome roboante, bisogna dire qual è l'obiettivo che si vuole raggiungere e come realizzarlo” ha incalzato Bonomi parlando del provvedimento che è stato approvato successivamente dal Governo con la formula salvo intese. “Un elenco di interventi che non indica le priorità, ma solo l'ampiezza dei problemi aperti che abbiamo come paese. Occorre più responsabilità e, conoscendo le tempistiche di attuazione, possiamo immaginare quando il decreto dispiegherà i suoi effetti. Anche per questo ci auguriamo che il Parlamento non chiuda ad agosto”.


UE: ITALIA- OLANDA, SÌ DEGLI INDUSTRIALI AL RECOVERY FUND. ESSENZIALE CHE IL CONSIGLIO UE CHIUDA SUBITO L’ACCORDO

Le imprese sono decisive per rilanciare le economie dei propri Paesi, per “una crescita inclusiva e sostenibile in Europa” ma serve “un impegno deciso dei leader europei per rafforzare il mercato unico”. Questo è il messaggio di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, e Hans de Boer, presidente di Vno-Ncw, l'organizzazione degli industriali olandesi, alla vigilia dell'incontro dei due capi di governo, Giuseppe Conte e Mark Rutte, in programma oggi, venerdì 10 luglio. Le due Associazioni, in una nota congiunta, affermano il ruolo essenziale delle imprese nella fase di rilancio delle rispettive economie e la necessità di implementare politiche di transizione legate al clima, alla digitalizzazione e all'autonomia strategica. La crisi ha colpito i Paesi europei in maniera asimmetrica e per questo le due Confederazioni auspicano un maggior supporto alle regioni e ai settori in maggiore difficoltà per consolidare e rafforzare la base industriale e tecnologica dell'Europa. E’ questo l’obiettivo del fondo Next generation Ue proposto dalla Commissione europea, fortemente sostenuto dalle due Organizzazioni, che invocano unità e coesione nelle scelte future.
Bene le risorse stanziate, “un’ingente somma di denaro che non dovrà essere utilizzata dagli Stati membri per aumentare la spesa improduttiva o il debito pubblico nazionale a scapito delle generazioni future”. Bisogna promuovere la crescita, la creazione di posti di lavoro, fare le riforme e rilanciare gli investimenti. Ed è “essenziale” che il Consiglio europeo trovi un accordo sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale e sul Recovery Instrument prima della pausa estiva, in modo da garantirne l'entrata in vigore entro il primo gennaio 2021. Il Recovery Plan e il Recovery and Resilience Facility, dicono Bonomi e de Boer, devono “aiutare i paesi a realizzare le riforme e a rilanciare gli investimenti, per raggiungere una maggiore coesione, come richiesto dalla Commissione”. Quindi non interventi a pioggia, come ha ripetuto più volte Carlo Bonomi. Delle misure di sostegno europee, e in particolare del Mes, il presidente di Confindustria ha parlato anche nel suo intervento conclusivo forum digitale dei Giovani Imprenditori '3R: “È realtà che abbiamo la possibilità di usare il fondo Mes, che vale 37 miliardi da utilizzare nella sanità, un settore vitale per la nostra società, che ha mostrato tutti i suoi limiti e i suoi difetti. E non lo facciamo per questioni ideologiche? Peraltro con l’utilizzo di questi fondi, avremmo la possibilità di liberare risorse da investire in altri capitoli".


GIOVANI: SONO STATI DIMENTICATI. SERVE NUOVA FASE E OCCORRE PUNTARE SU FORMAZIONE E VISIONE DI LUNGO TERMINE

"Questa politica ha dimenticato i giovani. Per troppi anni i sacrifici sono stati scaricati sulle loro spalle. Se vogliamo far ripartire l'ascensore sociale serve un patto tra le generazioni”. Così Riccardo Di Stefano presidente dei Giovani imprenditori in un’intervista a La Stampa. “Il virus sta allargando i divari e chi fa impresa, soprattutto al Sud, rischia di essere tagliato fuori da qualsiasi prospettiva di sviluppo. Ecco perché Di Stefano si rivolge al governo chiedendo uno scatto. “Abbiamo assistito alla Fase 1 e alla Fase 2 e ora, nella Fase 3, continuiamo a non vedere un progetto di sviluppo. I ragazzi sono stati dimenticati. Chiediamo che venga messa in campo una Fase giovani. La priorità – spiega - è incentivare l'occupazione femminile e quella under 35. E questo si può fare solo utilizzando i fondi straordinari stanziati dall'Europa per far fronte all'emergenza sanitaria. Bisogna utilizzare le risorse del reddito di cittadinanza per detassare chi assume, favorendo la creazione di nuovi talenti. Solo il 2% di chi ha ottenuto il sussidio ha trovato un posto attraverso i centri per l'impiego. I navigator hanno fallito e, purtroppo, era un fallimento atteso. Ma il tema più preoccupante, il simbolo di un futuro ipotecato, è il debito pubblico. O lo si riduce, con un crono-programma ben definito, o non si ricomincia a crescere - dice. Basta sussidi a pioggia. La produttività è ferma da 25 anni, un giovane che vuole investire deve essere messo nelle condizioni di competere, potendo contare su una pubblica amministrazione efficiente, con un costo del lavoro più basso e un sistema di opere pubbliche che riduca i gap tra Sud e Nord”. Sul tema dei giovani e della formazione è intervenuto anche il vicepresidente Giovanni Brugnoli in un’intervista a Radio Rai 1. “La prima porta sul mondo del lavoro è l’orientamento, da immaginare sulla base dell’evoluzione del mercato. Gli ITS sono un canale vincente per la connessione con il sistema produttivo. La contaminazione tra scuola e impresa è un driver di crescita. Le imprese vogliono e devono essere innovative e tecnologiche, ma il mondo dell’istruzione deve stare al passo se vogliamo colmare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro che continuiamo a riscontrare, come dimostrano i dati. Durante la pandemia gli ITS sono stati praticamente ignorati, stiamo cercando di aprire l’anno scolastico entro il 14/09 in sicurezza. Bisogna andare oltre l’emergenza – ha concluso Brugnoli – e ora serve una visione di medio-lungo termine sul futuro del sistema scolastico”.


Leggi in allegato l’articolo del Sole24ore sull’intervento di Carlo Bonomi al forum dei Giovani Imprenditori, la dichiarazione congiunta con la Confindustria olandese
e l’intervista di Riccardo di Stefano a la Stampa. Ascolta Giovanni Brugnoli a Radio 1 Rai

Ultima modifica il Lunedì, 13 Luglio 2020 09:54
Alessandra Di Nardo

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