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Venerdì, 01 Agosto 2014 14:17

COMUNICAZIONE ALLA STAMPA ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI DI CONFINDUSTRIA PESCARA

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Trasmettiamo la relazione del Presidente Enrico Marramiero all’Assemblea dei Soci che si è svolta in data odierna.
La imprese associate a Confindustria Pescara hanno approvato all’unanimità il progetto di fusione con Confindustria Chieti, che si concluderà entro l’anno.

ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI
1° agosto 2014

Relazione del Presidente

Cari colleghi Imprenditori, Cari Componenti del Comitato di Presidenza, di Consiglio Direttivo e di Giunta Esecutiva,
questo è un momento storico e memorabile per la nostra Unione degli Industriali della Provincia di Pescara, è un momento di grande responsabilità collettiva per l’onere di portare a compimento un progetto strategico per i territori provinciali di Chieti e di Pescara e per l’intero Paese: la fusione in CONFINDUSTRIA Chieti Pescara.
Si è trattato di un progetto arduo che consapevolmente gli imprenditori ci chiedevano a gran voce da anni, ma che da troppo tempo restava immobile nel pantano della dialettica non costruttiva.
Nel corso del 2013 abbiamo chiuso - con un semestre di anticipo rispetto alle previsioni - il progetto AGGREGA che ci ha portato ad unificare Servizi e Sezioni di categoria portando ottimizzazioni rilevanti in termini di qualità delle competenze ed avvio del contenimento dei costi gestionali.
Potevamo fermarci con la sola aggregazione lasciando ad un successivo mandato di presidenza la realizzazione della fusione in un’unica Associazione, ma lo scorso ottobre in occasione di una Giunta congiunta di Confindustria Chieti e Confindustria Pescara molti imprenditori e manager ci hanno chiesto di procedere con anticipo sulla strada della vera e propria fusione. Nessun compromesso “politico” ma dritti verso la strada dell’efficienza e dell’efficacia..
E’ arrivato il momento di scrivere una nuova pagina della nostra Associazione di categoria è il momento di dimostrare, noi per primi, che cambiare si può.
Solo qualche anno fa sembrava impossibile prevedere l’unificazione dei servizi e delle Sezioni tra le consorelle di Chieti e di Pescara, oggi invece è una realtà. In pochi mesi siamo riusciti ad unificare ben 10 Sezioni e due Gruppi (Piccola Industria e Giovani Imprenditori) coinvolgendo circa mille imprese. Dal luglio 2013 abbiamo unificato servizi come l’energia, il credito, l’ambiente, l’education, l’internazionalizzazione, la previdenza con l’affinamento di un modello di erogazione di servizi che garantisse tempi rapidi di comunicazione con tutti gli associati ed efficienza delle attività di linea unificate.
Abbiamo acquisito nuovi spazi interni alla sede di Via Raiale e strutturato il nuovo organigramma congiunto. Abbiamo completato la composizione delle Giunte di Chieti e Pescara integrando presidenza e Vice Presidenza sezionale con diritto di voto. Un vero preludio alla definitiva fusione.
Cose impensabili fino a qualche anno fa, sono diventate concrete con la forza di chi vuole cambiare prima che gli eventi ci costringano a cambiare, di chi vuole affrontare la crisi epocale e di identità del nostro Paese applicando da subito e senza indugio una sobrietà di gestione puntando su merito e valori.
Lo scenario che stiamo vivendo è questo:
secondo i dati provvisori dell'Inps, in Abruzzo le ore autorizzate di cassa integrazione nei primi sei mesi del 2014 sono poco più di 18 milioni, vale a dire il 18,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2013.
Stando ai dati, in complesso il monte autorizzato dal mese di gennaio al mese di giugno 2014 rimane elevatissimo. Il vero termometro della crisi del sistema delle imprese abruzzesi è rappresentato dalla CIG Straordinaria, che segna una crescita rispetto a quella ordinaria ed in deroga.
L'incremento è legato alle autorizzazioni riguardanti il settore dell'edilizia (3,7 per cento). Gli interventi in deroga (Cigd) ammontano a più di tre milioni. E' un dato destinato a crescere. Inoltre, sono 66 mila i cittadini abruzzesi che hanno potuto contare nei primi sei mesi di quest'anno su di un trattamento di cassa integrazione, mobilità o disoccupazione.
I lavoratori abruzzesi assistiti dagli armonizzatori in deroga sono saliti a più di 11 mila. Nello specifico, secondo i dati di Italia Lavoro, i lavoratori interessati agli interventi di CIG in deroga sono stati 7.490 e le istanze presentate alle aziende sono state 2.287. Il costo complessivo degli interventi si aggira sui 46 milioni di euro.
Inoltre, nello stesso periodo, 3.519 lavoratori hanno fatto richiesta di mobilità in deroga, per un costo complessivo di 9 milioni di euro.
La Cassa Integrazione Guadagni è aumenta in regione del 14,7% nel 2013, in controtendenza con la media nazionale (-1,4%), sono oltre 37 milioni le ore autorizzate.
Le imprese diminuiscono in regione dello 0,8 % (-0,5% in Italia) e quelle artigiane calano del 3,0% più di quanto accade a livello nazionale (-2,1%).
Il tasso di disoccupazione sale all’11,4%, 0,6 punti percentuali in più del 2012.
I finanziamenti concessi dalle banche sono diminuiti del 3,2%, meno che in Italia (-3,8%); le sofferenze sono aumentate del 31,3%, più della media nazionale (23,1%).
Il tasso di disoccupazione nell'area dell'Ocse è rimasta stabile al 7,4% a maggio. Nell'insieme dell'area, a maggio, erano disoccupati 44,7 milioni di persone: 5,1 mln in meno rispetto al picco di aprile 2010 ma 10,1 mln di persone in più rispetto a luglio 2008. Nell'area euro la disoccupazione è stabile:11,6%. La disoccupazione giovanile è in crescita al 15% rispetto ad aprile. E' particolarmente elevata in Grecia (57,7%) in Spagna (54%), in Italia (43%).
Il quadro appena descritto è desolante. In Italia, oltre al disastro economico si aggiunge il peso insopportabile della burocrazia.
Il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, continua a sostenere che “ se vogliamo crescere e farlo in modo stabile e continuativo nel tempo, va garantito un impegno strutturale sulle misure di politica industriale necessarie a rendere l’Italia un luogo che non ostacoli chi vuole fare impresa, ma anzi lo assecondi, come succede in tutti i Paesi nostri concorrenti.
Una regolazione semplice. Chiara e stabile, un’amministrazione al servizio delle imprese e non contro queste, una giustizia rapida ed efficiente, un’istruzione che sappia attrezzare i giovani alle nuove sfide, una ricerca mirata, sono le condizioni di base per dare efficacia agli strumenti di politica industriale… qui chi fa impresa – continua Squinzi – è spesso trattato come un nemico della legge o un soggetto che tenta di aggirarla. Non esiste luogo al mondo in cui asset industriali strategici possano essere di fatto gestiti dalla magistratura in opposizione con il potere legislativo. Non esiste luogo al mondo che richieda sette anni per autorizzare un negozio, quindici anni per un supermercato, undici per decidere di non autorizzare un rigassificatore, 170 giorni in media per incassare una fattura dalla Pubblica Amministrazione. Poi conferenze dei servizi, comitati contro gli investimenti, iper tutele ambientali assurde, rigidità sindacali fuori dal tempo, una burocrazia che sembra compiacersi nel rallentare gli investimenti e distruggere i posti di lavoro. In Italia il sabotaggio della crescita appare sistematico”.
Non voglio ripetere la litania del pianto per le cose che non vanno. La ripetiamo da tanto, troppo tempo e quasi rischiamo di essere ripetitivi, ma è arrivato il momento di dire basta; è arrivato il momento del cambiamento.
Chiediamo alla classe dirigente di cambiare il Sistema Paese ma dobbiamo essere noi, come Associazione, i primi a saper cambiare le cose.
Infatti anche Confindustria ha dato un segnale al paese. Dal 1991, anno della riforma Mazzoleni, allo scorso 19 giugno dove abbiamo scritto una nuova pagina del nostro sistema associativo con l’approvazione della riforma Pesenti. Voglio sono enunciare gli obiettivi di questa grande riforma:
- porre al centro di Confindustria una vision rinnovata e basata su, Valori, Etica e Legalità;
- rafforzare l’identità ed introdurre una gestione più rigorosa del perimetro associativo;
- rafforzare i tre assi della mission: identità, rappresentanza e servizi;
- permettere la partecipazione attiva di tutti gli associati attraverso nuove tecnologie e comunità in rete, incrementando l’interazione ed il grado di responsabilità degli organismi verso tutti gli associati;
- costruire una Confindustria a Vocazione europea ed internazionale;
- rendere più forti le associazioni e più compatta la rappresentanza attraverso meccanismi aggregativi, mantenendo capillarità e prossimità alle imprese, ma incrementando sinergie ed efficienze;
- semplificare e ridurre le sovrapposizioni funzionali e strutturali;
- valorizzare i soci, imprese a associazioni, in un nuovo modello di governance, snellito e con una definizione più rigorosa della composizione degli organismi e dei loro ruoli;
- innescare processi di efficienza economica per Confindustria, per le sue associazioni e le sue imprese, liberando risorse per lo sviluppo qualitativo, formazione di eccellenza, innovazione e sostenibilità del Sistema;
- costruire un’organizzazione capace di alimentare un continuo rinnovamento di Confindustria.
Nella storia del nostro sistema confederale l’Unione Industriali di Pescara e l’Associazione Industriali di Chieti hanno sempre adeguato i loro modelli ai nuovi livelli organizzativi dettati dalle riforme che si sono susseguite nell’arco di settant’anni.
Con orgoglio possiamo dire che nel processo organizzativo della riforma Pesenti siamo uno dei primi modelli organizzativi di riferimento. Infatti il Progetto AGGREGA è stato supportato da Confindustria sulla base del fatto che il nostro esempio avrebbe costituito un riferimento progettuale dell’intero sistema associativo per essere unico nel suo genere. La fusione delle Sezioni con integrazione della Giunta e piena integrazione dei servizi. L’apporto di Confindustria in termini di sconto contributivo è stato di circa 40.000 Euro per Confindustria Pescara e di Circa 60.000 Euro per Confindustria Chieti.
Ciò che ci rende più orgogliosi è la piena condivisione di un progetto così importante. Abbiamo ottenuto sempre l’unanimità dei consensi negli organi statutari ed abbiamo chiuso il progetto con il pieno raggiungimento degli obiettivi riportati in Confindustria nazionale.
Cari colleghi, abbiamo anticipato di quattro anni la fusione e lo scorso 5 dicembre 2013 le Giunte congiunte di Confindustria Chieti e Confindustria Pescara hanno approvato il progetto di fusione e che oggi sottoporremo alla volontà massima di questa assemblea.
In questi mesi non abbiamo atteso e la mole di lavoro è stata grande.
Abbiamo avviato il trasferimento del personale dalla sede di Chieti in quella pescarese: ben 7 professional sono di stanza su Via Raiale. Abbiamo ottimizzato gli spazi e creato uffici nuovi per accogliere tutti i collaboratori che entro fine settembre saranno sulla sede principale.
La due diligence ha concluso il lavoro di verifica e certificazione dei bilanci di Confindustria Pescara e di SIPE Srl e sta concludendo il medesimo lavoro per Confindustria Chieti.
E’ stato concluso il lavoro di stesura del nuovo Statuto di CONFINDUSTRIA CHIETI PESCARA che verrà approvato oggi e successivamente nell’Assemblea di fusione. Pensate che tale lavoro sarà in assoluto il primo statuto redatto dopo l’approvazione della riforma Pesenti. Costituirà un riferimento per l’intero sistema associativo. Entriamo nella storia da protagonisti e non da semplici spettatori.
L’unico rammarico che sento di trasmettervi è la fuoriuscita da Confindustria Chieti di due grandi aziende che rappresentano un pezzo importante della storia del sodalizio.
Non voglio esprimere giudizi, ma voglio ricordare a noi tutti che l’interesse dell’Associazione deve in ogni caso superare qualsiasi logica che non rientri nell’interesse collettivo delle imprese che aderiscono al sistema; i luoghi deputati per prendere decisioni sono gli stessi dove si discute per approfondire e decidere in piena trasparenza e sempre nell’interesse dell’Associazione e delle imprese che essa rappresenta.
Questa spaccatura non può non trovare un momento di confronto per recuperare la rappresentatività di aziende così importanti per il nostro territorio. Dico “nostro” perché da oggi si deve parlare di un unico territorio Chieti Pescara.
In questo momento sono particolarmente vicino alle numerose, troppo imprese che stanno soffrendo perché oppressi dalla crisi e ignorate dalla politica che nulla riesce a fare per alleviare il grido di dolore di chi ha continuato a dare lavoro facendo prosperare il Paese.
La politica è sorda rispetto alle istanze delle imprese che chiedono di poter essere competitive sui mercati. Al contrario le nostre aziende continuano ad essere equiparate al “bancomat” quando occorre coprire i costi abnormi dell’apparato pubblico, per giunta con le inefficienze che ha da sempre.
Ora basta. Dopo aver dato l’esempio – e badate bene che tutti saranno ad aspettare alla finestra per giudicarci – occorre essere inflessibili a che non vi siano più sconti verso la classe dirigente.
Poche grandi cose e subito! Semplificazione dell’apparato pubblico, fisco equo e sostenibile, giustizia certa e veloce, garanzia di una politica incorruttibile ed autorevole, politica economica di lungo periodo, sistema scolastico basato sul merito a tutti i livelli.
Ripartire dalle imprese e dai cittadini che non devono rincorrere l’apparato pubblico ed i servizi, ma quest’ultimi devono essere portati dove serve, e faccio in particolare riferimento alla vicenda del Tar Pescara e della mancata assegnazione all’area metropolitana Chieti Pescara della sezione distaccata di Corte d’Appello e conseguente Tribunale delle Imprese

Su questi obiettivi strategici ci giocheremo il futuro dei nostri figli ed il destino del nostro Paese.
Per ultimo permettetemi di ringraziare i vicepresidenti: Marco BELISARIO, Daniele BECCI, Antonio BIANCHINI, Paolo DI CINTIO (il VP in rappresentanza dei Giovani: Andrea LEONIBUS , il VP in rappresentanza della Piccola Industria: Camillo VOLPE) tutti i colleghi del Comitato di Presidenza, il Consiglio direttivo, la Giunta e tutti gli imprenditori che hanno voluto fortemente il cambiamento e la fusione Chieti-Pescara e tutta la nostra struttura ed in particolare il Direttore Luigi Di Giosaffatte che ha reso operativo e possibile il progetto.
A lui, al mio successore chiunque sarà e a voi tutti, dico, e concludo, che il cambiamento è un processo continuo di cui dobbiamo essere protagonisti e testimoni, guidati sempre dalla logica della pianificazione e programmazione per raggiungere l’efficientamento dei servizi e l’abbattimento dei costi, affermando questi principi con decisione sempre ed in ogni ruolo ricoperto in società.
Quindi ad un obiettivo ormai quasi raggiunto ne pongo subito un altro da raggiungere nel breve: un’unica CONFINDUSTRIA REGIONALE.
Grazie a tutti voi.


Dott. Enrico Marramiero
PRESIDENTE
CONFINDUSTRIA PESCARA


 

Laura Federicis

Coordinatore Area Relazioni Istituzionali e Comunicazione, Ufficio Stampa, Centro Studi, Convenzioni, Assistenza Presidenza e Direzione, Generale, Segreteria Sezione Turismo

Contatti
Telefono: 085 4325543 - 3405579577
Email: l.federicis@confindustriachpe.it

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