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Lunedì, 12 Luglio 2021 10:47

Sette giorni - newsletter di Confindustria del 9 luglio

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AL VIA IL 50° CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI. DI STEFANO: RISCRIVIAMO LA COSTITUZIONE ECONOMICA. SERVE ALLEANZA UNDER 40 ESTESA A SOCIETA’ CIVILE E SINDACATI

“Il Paese deve ripartire, come già ha fatto la città di Genova dopo il crollo del ponte. E il futuro dipende da tutti. L’occasione che abbiamo con il Recovery Plan è unica e non va sprecata”, così Riccardo Di Stefano Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria su La Stampa. “Abbiamo a disposizione una enorme mole di fondi. Ora serve anche una visione, per riscrivere la Costituzione economica del Paese. La nostra domanda è qual è la vostra idea di storia futura? Perché ci piacerebbe trovare un terreno fertile per costruire una visione condivisa del Paese e un metodo per attuarla. Ma a volte, questa, non sembra la volontà di tutti. E ci dispiace", così Di Stefano ha aperto i lavori del 50° Convegno dei Giovani Imprenditori a Genova. E ha proseguito proponendo un’alleanza tra la società civile e sindacalisti under40 per unirsi alla discussione e lavorare insieme. “E siccome il mondo è cambiato, allarghiamo la cabina di regia, e mettiamo insieme imprenditori, commercialisti, avvocati, manager, e poi rider, piattaforme della gig economy, partite iva, startupper. Vogliamo intorno al tavolo chiunque si senta di contribuire a un patto che miri a ridare dignità e opportunità alle giovani generazioni. A cominciare dalle Istituzioni. Noi lo stiamo già facendo: insieme ad altre 12 sigle datoriali under 40, abbiamo creato un tavolo di confronto, chiamato IMPatto Giovani, che mette insieme oltre 100 mila associati. Sguardo generazionale sul Pnrr, spinta all'autoimprenditorialità e ottimismo nella capacità di fare impresa sono i denominatori comuni del nostro tavolo". Riccardo Di Stefano, nelle sue Tesi, ha proposto inoltre un ministro delle Finanze comunitario: "Vogliamo affidargli il nuovo Patto di Stabilità, che introduca il concetto di progressività. Ma è importante che i vincoli del Patto futuro siano modulari: se l'Italia deve ridurre il debito, saranno i paesi con più spazi di bilancio a espanderlo in modo che l'Europa possa continuare a crescere". Sul tema del lavoro e welfare il Presidente degli under40 ha sottolineato che “si è creato il reddito di cittadinanza, che non solo non ha abolito la povertà, ma sta addirittura generando effetti distorsivi. Il dramma del lavoro senza tutele va combattuto e condannato in ogni forma perché penalizza gli imprenditori onesti. Bisogna, dunque, riformare il reddito di cittadinanza, a partire da quelle politiche attive che sono rimaste lettera morta, per renderlo ciò che dovrebbe essere: un sostegno a chi è in difficoltà e non una rendita di immobilità. E se vogliamo alzare gli stipendi, abbassiamo il cuneo fiscale a favore dei lavoratori e impegniamoci tutti per far crescere la produttività". Sulle startup, visto che entro il 2022 il 60% del pil mondiale dipenderà dalle tecnologie digitali, per sprigionare al meglio questo potenziale, il Di Stefano ha formulato due proposte: “un'alleanza di filiera per l'open innovation, da realizzare con un abbattimento dell'Ires per le aziende che fanno investimenti strategici in startup. E la decontribuzione per i primi tre anni di attività per chi crea una startup". Infine, sul tema della finanza ha detto: "Ci piacerebbe che si creassero, con Cassa Depositi e Prestiti, i primi basket bond a misura di imprenditore under35, per sostenere chi, tra noi, fa già impresa e chi vuole iniziare".

PNRR, BONOMI: GRANDE OPPORTUNITA’ PER POTENZIARE SISTEMA SALUTE E RAFFORZARE FILIERE TECNOLOGICHE DELLE LIFE SCIENCES. IL SETTORE FARMACEUTICO E QUELLO DIGITALE SONO ASSI TRAINANTI DELLE SFIDE FUTURE
“Non dobbiamo farci più trovare impreparati di fronte a crisi pandemiche di queste dimensioni e contemporaneamente dobbiamo rispondere alle esigenze dei cittadini, specie in Italia dove va affrontato l'invecchiamento della popolazione e la cronicità delle malattie, aspetto che sta diventando uno dei temi principali nel campo della salute” sono alcune delle sfide future individuate dal Presidente Bonomi, intervenuto ad un evento dell’Università Bocconi sulle Life Sciences. Per fronteggiarle abbiamo una “grande opportunità, quella del PNRR, per potenziare il sistema della salute e allo stesso tempo rafforzare le filiere tecnologiche nazionali delle life sciences. Confindustria ha svolto un ruolo forte nell'indirizzare le risorse del PNRR verso la ricerca e sviluppo, con una finalità: l'execution, aspetto che è stato uno dei grandi problemi degli ultimi 20 anni. È un momento magico in cui possiamo disegnare un futuro completamente diverso e capire come potremo essere all'avanguardia nella trasformazione dell'Italia. Il settore del life sciences può essere l'apripista per cambiare il Paese, dopo 20 anni di stagnazione e mancata produttività”. Il settore farmaceutico e il settore del digitale, infatti, oltre a essere volani dello sviluppo economico del Sistema Paese, rappresentano assi trainanti delle sfide future, sia perché investono in ricerca, innovazione, nuove tecnologie e occupazione qualificata, sia perché consentono di fronteggiare le 4 grandi disuguaglianze presenti in Italia: di genere, generazionale, di territorio e di competenze. “Nella pandemia la farmaceutica italiana si è dimostrata all’altezza della sua fama: senza, il mondo non avrebbe mai vinto la sfida del Covid”, ha affermato il Presidente Bonomi intervenendo all’assemblea di Farmindustria. “Occorre serrare il confronto in Italia e in Europa con le autorità regolatorie di settore - ha continuato il Presidente -, perché le attività di ricerca e sperimentazione dei farmaci devono essere coniugate con maggiore velocità, altrimenti altri Paesi diverranno più attrattivi per gli investimenti, per la produzione e per la distribuzione. La riflessione non deve essere sul superamento dei brevetti, ma sulla loro asimmetria: il brevetto vale 20 anni dalla scoperta, ne servono 10 per svilupparlo, 2 per metterlo in commercio, ne restano 8 per ammortizzare gli ingenti investimenti realizzati”.
Il Presidente è poi tornato sul tema del digitale nel corso della presentazione del Rapporto sul Digitale presentato da Anitec-Assinform: “il settore del digitale ha una grande responsabilità e un ruolo fondamentale: disegnare una strategia futura delle filiere industriali del Paese. Il PNRR ha stanziato 31 miliardi per la digitalizzazione e l’innovazione del sistema produttivo, 11 miliardi per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, 7 miliardi per la medicina territoriale ospedaliera e 8,6 miliardi per la ricerca farmaceutica. Tali cifre sono più che considerevoli, ma risulteranno insufficienti e inadeguate se non accompagnate “da una partnership pubblico-privato e dalla capacità della domanda pubblica di sostenere e ripagare l’innovazione. Per anni la domanda pubblica ha fatto del prezzo il suo fondamentale riferimento, ma l'innovazione non si paga così, le gare al ribasso non sono la strada giusta”. Secondo il Presidente Bonomi, per affrontare queste sfide e riportare l’Italia a essere una pedina centrale nello scacchiere mondiale, "dobbiamo lavorare tutti insieme, come ha dimostrato la nostra nazionale di calcio. Bisogna abbandonare le individualità, se si vuole costruire un'Italia che stupisca il mondo e che torni ad essere importante nello scacchiere mondiale", ha sottolineato successivamente Bonomi intervenendo al TG5.

POLITICHE ATTIVE: CONFINDUSTRIA ED ESERCITO ITALIANO FIRMANO PROTOCOLLO D’INTESA PER FORMAZIONE MILITARI CONGEDATI
Il Presidente Carlo Bonomi e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino, nell’ambito delle iniziative che mirano a rinsaldare la cooperazione e l’interazione tra mondo civile e militare, hanno firmato un Protocollo d'Intesa con l’obiettivo di promuovere una maggiore sinergia tra le parti. L'Accordo nasce dalla reciproca volontà di strutturare l’orientamento e il collocamento professionale dei militari congedati senza demerito, per l’attività di formazione funzionale all’acquisizione e all’aggiornamento di capacità specifiche (cyber defence e rischio chimico e biologico), per la ricerca scientifica, l'innovazione e lo sviluppo tecnologico. Per il Presidente Bonomi "la formazione deve essere il tema centrale di tutte le politiche di crescita e delle sfide che abbiamo di fronte, a partire dall’attuazione del PNRR. Un impegno in cui è fondamentale la collaborazione tra pubblico e privato, di cui il Protocollo siglato oggi con l’Esercito rappresenta un esempio virtuoso, con le imprese, le istituzioni e le Autorità che lavorano insieme per costruire il futuro del Paese". E’ fondamentale condividere le best practices e investire sulle politiche attive del lavoro, affinché specialmente i giovani volontari che non trovano posto nell’ambito della Forza Armata dopo aver servito il Paese possano, come ha sottolineato il Generale Serino, “sfruttare le molteplici potenzialità offerte da Confindustria, la più grande organizzazione di rappresentanza delle imprese manifatturiere e di servizi in Italia”, generando un vantaggio tangibile per l’intero Sistema Paese.

RIFORMA ITS, BRUGNOLI: UN AUTOGOL INDEBOLIRE IL LEGAME CON LE AZIENDE
“La riforma degli Its va realizzata per i giovani. In Parlamento è stato fatto un lavoro frettoloso di sintesi, in un testo unitario di sei proposte di legge precedenti e tutto in relazione al PNRR e ai finanziamenti che arriveranno. Così si fa un clamoroso autogol. La cifra degli ITS è il legame, strettissimo, tra industria e istruzione. Se si indebolisce il rapporto con le imprese e non si valorizzano i lavoratori, la docenza dal mondo del lavoro, le sedi fisiche di queste "officine del sapere tecnico", i cospicui fondi in arrivo saranno solo spesa pubblica cattiva, per ripetere le parole del premier Mario Draghi”. Così il Vice Presidente per il Capitale Umano, Giovanni Brugnoli, ha commentato con il Sole24Ore il testo unificato che sarà in discussione alla Camera. “Senza imprese, gli Its perdono la loro identità e diventano uno sparring-partner di scuole, università, enti di formazione continua – ha proseguito Brugnoli. Il rapporto università-Its andrebbe invece costruito sull’obiettivo comune di assorbire il forte drop-out universitario, specie per i percorsi tecnico-scientifici. Se la norma resta scritta così si crea una sproporzionata concorrenza che nulla ha a che fare con i fabbisogni del mondo produttivo. Le competenze tecniche sono un vero fattore di competitività delle imprese sui mercati internazionali. Non puntarci sarebbe un fallimento nei confronti dei giovani”, ha concluso Brugnoli.

B20-G20 DIALOGUE, FOCUS SU ECONOMIA SOSTENIBILE E TRANSIZIONE ENERGETICA
I B20-G20 Dialogue della settimana hanno avuto al centro i temi della sostenibilità finanziaria e della transizione energetica. Il 5 luglio si è svolto l’incontro su finanza e infrastrutture “Accelerare una crescita sostenibile e inclusiva” organizzato dalla task force B20 Finance & Infrastructure, presieduta da Carlo Messina. Un confronto che ha coinvolto il ministro dell'Economia, Daniele Franco, e protagonisti del mondo dell'economia, come Galateri di Genola, presidente di Generali, l'ad di Webuild Salini, Kapito, presidente di BlackRock e Wikramanayake, ad Macquarie Group. “È fondamentale che il G20 sostenga, accelerandola, l'inclusione finanziaria, che incoraggi l'impact investing e favorisca la transizione verso un’economia sostenibile” ha esordito Emma Marcegaglia, B20 Chair. Finanza e infrastrutture, “giocano un ruolo cruciale per accelerare la crescita, verso un percorso sostenibile, inclusivo e di impatto. La sfida è che la crescita segua queste tre direttrici per i prossimi dieci anni e il compito di questa Task force è di incidere per combattere le disuguaglianze”, ha sottolineato Messina che ha parlato di Recovery Impact Plan. La sostenibilità è stata il focus anche del B20 Dialogue on Ener¬gy, Climate and Environment del 7 luglio. “Le nostre richieste puntano ad accelerare la transizione verso un mix energetico sostenibile a emissioni zero e l'uso efficiente delle risorse energetiche. Questo processo richiede un grande investimento economico che deve essere gestito in maniera efficiente”, ha affermato Emma Marcegaglia. Claudio Descalzi, B20 Chair Task Force Action Council on Sustainability & Global Emergencies, intervenuto all'evento, ha sottolineato che “la nostra raccomandazione è di mettere in campo ulteriori misure per velocizzare il nostro percorso di transizione, equo e sostenibile”. Presente al Dialogue anche Francesco Starace, B20 Chair Task Force Energy and Resource Efficiency: che ha espresso la preoccupazione di molte persone in merito al rischio di perdere posti di lavoro. "È compito dei politici e dei regolatori lavorare per fare in modo che questa transizione sia giusta anche con i fatti”, ha concluso.

Leggi le tesi dei Giovani Imprenditori di Confindustria
https://bit.ly/36rUcI9

Ultima modifica il Lunedì, 12 Luglio 2021 12:36
Laura Federicis

Coordinatore Area Relazioni Istituzionali
Centro Studi, Convenzioni,
Assistenza Presidenza e Direzione Generale
Segreteria Sezione Turismo

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Telefono: 085 4325543 - 3405579577
Email: l.federicis@confindustriachpe.it

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