Da "Il sole 24 ore"
Venerdì, 12 Settembre 2014 19:31

Sentenza della Corte di Giustizia UE sui “costi minimi” dell’autotrasporto merci

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Il 4 settembre scorso la Corte di Giustizia UE ha dato ampia adesione ai rilievi mossi da Confindustria nel ricorso sulla compatibilità della disciplina sui cd. “costi minimi” dell’autotrasporto con le norme del Trattato UE in materia di concorrenza.

 

La sentenza chiude una fase importante di una lunga battaglia condotta da Confindustria e dal suo Sistema Associativo contro questo sistema di tariffazione obbligatoria dei servizi di autotrasporto merci, iniziata con l’introduzione dell’art. 83-bis della Legge 133/2008, che cancellava la liberalizzazione introdotta appena nel 2005 fortemente e lungamente sostenuta dalle imprese della committenza industriale.

 

In particolare, l’azione di Confindustria si è fatta più stringente a seguito dell’estensione dei “costi minimi” anche ai contratti stipulati in forma scritta, con la Legge 127/2010, per contrastare in ogni sede tale disciplina (Parlamento, Governo, convegni, mass media, ecc.), e ha intrapreso, in via autonoma e insieme alle principali Federazioni/Associazioni interessate, tre diverse iniziative per l’abrogazione di tale disciplina:

  • un esposto presentato nel gennaio 2011 alla Commissione Europea, DG Competition e DG Move, in tema di concorrenza e diritto di stabilimento; gli Uffici della Commissione hanno avviato una procedura informativa nei confronti dell’Italia, richiedendo le motivazioni di tale disciplina e della sua compatibilità con la normativa UE; tale iniziativa ha poi indotto la Commissione ad assumere una posizione fortemente critica dinanzi alla Corte di Giustizia UE;
  • un esposto presentato a ottobre 2011 all’AGCM, che ha risposto con un parere (il 6 dicembre 2011) favorevole alla disapplicazione della disciplina sui cd. “costi minimi”, sui quali aveva già inviato diverse segnalazioni al Governo e Parlamento (AS 723 del 15.07.2010; AS 885 del 29.11.2011; AS 1358 del 06.12.2011; AS 913 del 05.03.2012); in base a tale reiterata posizione, l’AGCM ha dapprima chiesto al Ministero competente il ritiro degli atti amministrativi adottati in materia (in base ai nuovi poteri attribuitile dalla Legge 148/2011) e poi proceduto a proporre ricorso al TAR Lazio, affiancando così i ricorsi della committenza industriale (Confindustria e le sue Federazioni e Associazioni interessate) e di quella logistica (Confetra);
  • un ricorso al TAR Lazio, sottoscritto da Confindustria e altre 14 Federazioni/Associazioni per l’annullamento degli atti amministrativi attuativi della disciplina sui cd. “costi minimi”.

L’iter presso il TAR si è interrotto con Ordinanza n. 2721 del 15/3/2013 di rinvio alla Corte di Giustizia UE, richiedendo un giudizio di compatibilità della disciplina nazionale rispetto al Trattato UE. Confindustria e le sue Federazioni e Associazioni interessate si sono costituite presso la Corte di Giustizia, presentando una propria memoria a sostegno dell’incompatibilità dei costi minimi.

 

La Sentenza CGUE del 4 settembre scorso ha pienamente accolto le tesi di Confindustria, dichiarando l’incompatibilità della normativa dei “costi minimi” con la disciplina comunitaria in materia di concorrenza.

 

Si apre ora una fase difficile di confronto interno, col Governo e le Associazioni dell’autotrasporto, per recepire la decisione della CGUE nel nostro ordinamento, tenendo conto che sono tuttora pendenti il giudizio dinanzi al TAR Lazio, che dovrà esprimersi sulla nullità degli atti amministrativi che hanno attuato i “costi minimi”, e un ricorso incidentale dinanzi alla Corte Costituzionale, promosso dal Tribunale di Lucca avente per oggetto la legittimità costituzionale della stessa disciplina.

Vi comunicheremo ogni sviluppo sulla delicata questione non appena ci saranno novità circa le azioni che il  Governo vorrà intraprendere per il recepimento della decisione oltre naturalmente alla definizione del ricorso incidentale alla Corte Costituzionale.

Luigi Di Giosaffatte

Direttore Generale

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